Rametti (esperimenti)

11 Mar
Una delle noie letterarie, pensavo leggendo l’altra notte, è che nei racconti degli amanti si parte sempre da uno dei due punti di vista.
Cassidy adora il corpo di Frank, perchè nel corpo di Frank ritrova la giovinezza che suo marito le ha fatto perdere. Adora il desiderio di Frank, perchè la fa stare bene, adora i loro momenti perchè sono una distrazione.
Distrazione perfetta. Ha imparato a conoscere Frank e i suoi silenzi. Ha imparato a conoscere il senso di colpa, che arriva puntuale, insieme alla fretta di rivestirsi. Appena dopo la doccia. Cassidy sta bene. Con Frank. L’uomo che vorrebbe al suo fianco, anche se sa che le cose sarebbero differenti, se Frank fosse al suo fianco per davvero. Essere amanti è un privilegio per pochi. Il compromesso dell’assenza di promesse. Puntini di sospensione a tutte le frasi che possano riguardarli. Gli amanti non finiscono mai una frase, scappandone come si scappa dai motel. Lecito farlo. Squallido osservarlo. Forse. Ma lei sta bene.
Frank guarda Cassidy rivestirsi, lo fa sempre di fretta. Una volta ne hanno discusso, di questa cosa. Parlava di sensi di colpa, Frank ha temuto lei non si facesse più sentire. Hanno famiglie importanti, alle loro spalle, con mogli, mariti, figli e figlie. Anche un cane, ad essere precisi, Baudelaire. Che oltre ad avere un nome del cazzo, ma quello è colpa di Annie, la moglie di Frank, è a tutti gli effetti un membro della famiglia. Le guarda il culo. Lo definirebbe sontuoso. Come un palco di un teatro, il culo di Cassidy è ispirazione di commedie, spettacoli, improvvisazioni, con la maglietta a fare da sipario, mezzo calato. Cassidy è uno spettacolo in più atti, Frank li conosce tutti. Cosa sono loro? Se lo chiede da quasi due anni. Amanti? Sospira, cercando l’orologio. Regalo di Cassidy, due Natali fa, spacciato come regalo dei colleghi. Il modo di misurare il tempo di Frank è in un regalo di Cassidy. E’ uno splendido riassunto della loro situazione. La desidera ancora, ma sa che lei ha fretta. Di scappare, insieme ai suoi sensi di colpa.
Si incontreranno in centro, durante il fine settimana, a bordo delle loro scintillanti vite, insieme alle loro esuberanti famiglie, salutandosi con un cenno, come due sconosciuti. Recitano una piccola bugia, dentro una grande bugia.
Perchè?
Ora, la questione di Cassidy e Frank può andare avanti ancora a lungo. Sarà Cassidy, per il benestare di una famiglia intera, a cedere, a sconfinare nella sincerità, a lasciare Frank e tutto il suo desiderio, in un tardo pomeriggio di ottobre, giornate che si accorciano, è più facile piangere al buio. Succederà. Frank comunque lo sa dall’inizio. Non è spaventato.
Non lascerebbe mai la sua famiglia, per una donna come Cassidy.
Andranno avanti, sarà un’estate sofferta, di realismo, di piccoli spazi di felicità, di molta malinconia. Di vacanze in famiglia. Di famiglie in vacanza. Una bella differenza. La prima suona come una punizione. La seconda come un premio.
Ma nessuno si è chiesto cosa sembrino, Frank e Cassidy, visti da fuori, in questo amore che nessuno avrebbe il coraggio di chiamare amore, che nessuno può vedere, perchè è tenuto nascosto dalle loro dignità.
L’amore ti fa venire voglia di baciare una persona in mezzo a una strada, davanti a tutto e tutti. L’amore è infame, fa venire queste idee stupide.
Frank ha sempre, ordinatamente, aspettato che la porta della loro stanza in motel fosse chiusa, anche solo per avvicinarsi a Cassidy.
C’è un vaso, rametti di legno, arredamento minimal, cose poco costose. Le piccole cose brutte, che rendono brutto un intero ambiente.
I rametti hanno un punto di vista privilegiato. Davanti al letto, sono spettatori, sedici ore al giorno, di quel circo di esseri umani.
Tra cui Cassidy e Frank.
Da fuori si vede tutta l’età di Cassidy, quel culo che Frank dice essere sontuoso non è nemmeno poi così bello. Si vede l’imbarazzo di due persone che desiderano solo due corpi. Cercano, involontariamente, di appoggiare le anime insieme ai vestiti. Sui mobili.
I rametti vedono il piacere di Frank, gli uomini nel piacere affogano i dubbi, velocemente anche.
Vedono l’illusione di Cassidy di una bellezza, quella di Frank, che è solo cura personale.
Ma non dicono nulla.
I rametti non parlano, nemmeno nelle favole dei bambini.
Potessero parlare, i rametti, racconterebbero che non c’è un lieto fine, perchè non c’è stato un lieto inizio.
Gli amanti, visti da fuori, a volte, spesso, sembrano così. Crudi.
Il motel a ore dove si incontrano è nel vecchio quartiere dietro alla Stazione. Case basse, piccoli appartamenti, moltissimi africani, negozi disordinati, e molte storie da raccontare. La pancia della città. Distrutta, poi ricostruita, quasi lasciata sospesa.
Appena fuori, un giardino, anonimo come i piccoli spazi verdi rubati ai palazzi del centro.
Manca poco alla primavera, lo sanno le magnolie, che vorrebbero esplodere, e i piccoli fiori che spuntano dai rami, potati vigorosamente.
Lei è ferma, in piedi, appoggiata ad una macchina.
Non ne sappiamo il nome.
Di lei, non della macchina.
Sappiamo vederne la bellezza. Non è sua. E’ la bellezza di un’attesa.
Siamo fortunati, come fossimo i rametti tristi del motel, siamo osservatori neutrali. A distanza ravvicinata, come i fiori che stanno sbocciando sui tronchi.
Lui le si avvicina.
Si baciano.
Non c’è una teoria, dietro.
Lo si legge dalla loro voglia di farlo.
Non c’è nemmeno molta pratica.
Si direbbe.
Questo manca, nei libri di storie di amanti.
L’inizio.
L’alchimia è un complesso sistema di conoscenze, religione e scienza fanno l’amore da secoli, che sosteneva la trasmutabilità dei metalli vili in oro.
E’ una definizione bruttissima.
Tutte le definizioni sono brutte. Anche gli uomini che procedono a definizioni, sono generalmente brutti.
Come le loro definizioni.
Ma non parlavamo di questo.
L’alchimia dell’inizio.
Trasformare un vile bacio tra amanti in oro.
Di questo momento dovrebbero parlare i libri sugli amanti.
Oppure lasciar che siano i rametti a raccontare.
Sarebbe più divertente.
Guarda questo pezzo di città insieme a me.
Il sole sta per tramontare, e dentro una stanza, al secondo piano di un motel, Cassidy si riveste di corsa. Indossa la sua giacca di pelle, e i suoi sensi di colpa.
Frank la guarda, perplesso. Il culo è sontuoso.
Una strada percorribile, nello sterrato del suo desiderio, un sentiero.
Quel culo è un sentiero.
Due piani sotto, il rumore del traffico, dei fiori timidi che spuntano dai tronchi potati, un giardinetto all’ombra. Il passare della gente, la fretta, la distrazione.
E un bacio, un istante, che ferma l’attesa di lei, la felicità di lui.
L’alchimia dell’amore.
Una scienza, permettetemelo, che procede da secoli per esperimenti e tentativi.
Non abbiate pietà per gli amanti.
Apprezzatene il coraggio.
Di fare esperimenti.
Cassidy e Frank diventeranno un racconto.
I rametti ci saranno, ma non potranno parlare.
Purtroppo.
Sarebbe più interessante la loro versione della mia.

2 Risposte to “Rametti (esperimenti)”

  1. A. oppure B. oppure C. insomma come preferisci tu.. ... 13 marzo 2016 a 08:10 #

    L’inizio e la fine.
    L’alchimia e lo squallore.
    Il credere in un sogno e il vedere quel sogno due anni dopo dalla camera di un motel.

    È uno splendido riassunto della loro situazione.
    La desidera ancora, ma sa che lei ha fretta.
    Di scappare, insieme i suoi sensi di colpa.

    Però..
    Però un bacio. Un istante che ferma l’attesa di lei, la felicità di lui.
    E tutto si ferma.
    Ecco il senso.

  2. A. oppure B. oppure C. insomma come preferisci tu.. ... 13 marzo 2016 a 10:40 #

    Hai ragione.
    Per due che si amano tutto o niente.
    Ma lo squallore quello mai.
    Le scale di grigi non esistono.
    Le scopate non esistono.
    L’Amore, quello vero, non scende a compromessi.
    L’Amore, ti fa venire voglia di baciare il tuo uomo in mezzo alla strada, ai bordi di un marciapiede.
    E chissenefrega se tutto il mondo sta a guardare.
    Che guardasse, invidioso, tutta quella felicità!
    L’Amore ti fa sognare di invecchiare insieme a lui, di stare con le gambe a penzoloni su uno scoglio a guardare il nulla, mentre lui ti tiene tra le sue braccia.
    Allora il tempo darà ragione a due che si amano.
    Il tempo darà ragione a loro.

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