Vicky, Cristina, Barcellona

7 Ott
  • Mi viene confuso
  • Ho visto, mi hai scritto sei pagine, cazzo.
  • Ho scritto tutta la notte, non sono per te. Sono per me.
  • Si vede che ne vale la pena.
  • Si vede che si cazzo. Mi sono paralizzato.
  • Adoro quando lo fai. Fantastico! Sono felicissima.
  • Stronza.
  • Cazzo è un pezzo da novanta, quando ti paralizzi. Io lo adoro! Sembri un brutto film di Vanzina. Dio perchè me lo sono perso, il vecchio leone che si paralizza, perchè?
  • Capisci che è un pessimo inizio?
  • Beh, ma tu non sei uno da inizi. Nessuna, fidati di me, ti cercherebbe per iniziare qualcosa.Tu sei troppe cose per essere un inizio. Solo una stupida potrebbe prenderti come un inizio. Fidati, nessuna persona sana di mente inizierebbe con te niente.
  • Tu mi avevi preso come un inizio, baby.
  • Ti sbatto giù il telefono, stronzo.
  • Permalosa.
  • No, tu stronzo.
  • Comunque, c’è questa cosa qui che mi viene tutto confuso, vorrei che ogni parola avesse un peso, che ogni momento fosse giusto, che ogni tocco fosse perfetto. C’è una poesia di Alda Merini che ho riletto tre volte questa notte, avrei voluto scriverla io.
  • Devi leggere meno e scopare di più.
  • Sei la seconda che me lo dice in una settimana
  • Io non sono seconda a nessuno quando te lo dico, chiaro? Dio Santo, avrei pagato per vederti paralizzato. Mi fai un sacco tenerezza quando ti paralizzi. Di buono c’è che dev’essere roba forte, per paralizzarti.
  • E’ stato un misto tra sorpresa, profumo, sorriso, bambini, gentaglia di sottofondo. Un casino, cazzo. Sentivo, chiaro, il sangue arrivarmi alle mani, e la gola seccarsi, le gambe tenermi di forza. E troppe cose da dire, nessuna parola uscirmi. E troppe cose da guardare, Dio esplode di bellezza lei cazzo.
  • Esplode di bellezza è bello da dire.Tu hai questa cosa che dici delle cose stupende sulle donne che prendi. Esplode di bellezza è stupendo. Da l’idea di grassa.  E’ grassa?
  • A un certo punto aveva questa camicia color cipria, che io potevo seguirne i contorni precisi, e mi stava venendo un infarto.
  • Lei hai parlato del tuo possente senso fisico? Non sono tutte pronte a una cosa del genere, ragazzo. Ci vuole il fisico per reggerti.
  • Non capisci.
  • Non posso capire. Posso capire il tuo desiderio. Mi piace quando ti si arriccia il naso. Glielo hai detto che ti si arriccia il naso, quando vedi un particolare che ti brucia? Devi prepararla. Se no penserà che pippi cocainia. Io adoro girare con te, vedere il tuo desiderio esplodere verso una scollatura. In questo sei davvero un circo divertente. Preparala, cristo, se no mi muore. Dille una roba tipo: ti volevo parlare di un problema che ho con i particolari, che scrivo racconti ma mi si arriccia il naso.
  • Non capisci
  • Preparala.
  • E’ pronta, belllissima.
  • Raccontami della sua bellezza.
  • Non ne sono capace.
  • Lo sei.
  • Ha queste mani che tradiscono la fatica, che vorrei portare sulla mia pancia, questi fianchi da prendere, che ti giuro sembrano perfetti per me, a disegnarli Dio li avrebbe fatti così i fianchi per me. E questa pelle, che io muoio, la intravedo e muoio. Il collo, mi confonde anche il collo.
  • Il culo?
  • Rovini la poesia.
  • Smettila, il culo?
  • Il culo avrebbe ragione di esistere a se stante.
  • La voce
  • Finisce le parole rallentando. Scivola sull’ultima sillaba. E’, credo, una dimostrazione di calma.
  • I capelli?
  • Li mi finisce la poesia a me.
  • In che senso?
  • Che sono da prendere e tenere, sentendo i gemiti
  • Oh, finalmente, il vecchio puttaniere!
  • No, davvero, i capelli mi disordinano.
  • Quelli si possono sempre tagliare.
  • Difatti.
  • C’è l’incastro?
  • Ho provato ieri con un sotterfugio, rubandole una cosa dalle braccia.
  • C’è del cervello dentro questa cosa?
  • È quello che mi spaventa. Ha pensieri e parole belli come le nuvole.
  • Sei fottuto.
  • In che senso?
  • Le donne così, sono quelle che ti fottono.
  • Speriamo cristo
  • Ti fottono vita e pensieri.
  • Non avrei scritto sei pagine di roba.
  • Dormi, piccolo. Devi dormire e riposare. Stai scomparendo. Se ti perdo, perdo l’unico uomo che mi fa ridere al mondo. Un peccato. Mi sto frequentando con un bonazzo senza limite.
  • Abbiamo finito con me?
  • Sto solo spostando l’attenzione. Mi sta facendo scoprire muscoli che non sapevo gli uomini potessero avere. L’altra sera lo osservavo nudo davanti al bagno. Sembra una statua.
  • Gli hai detto che lo stritolerai, succhiandogli la vita per poi lasciarlo in balia di uno psicanalista per due mesi?
  • Stronzo
  • E’ quello che fai ultimamente. Avvisali, almeno.
  • Avvisala anche tu.
  • Di cosa?
  • Di quanto tu sia stupendo nelle cose che meno ci si aspetta. Anzi no, non avvisarla. Alle donne piacciono le sorprese, dopo una certa età. Dille solo che sei un circo difficile. Se paga il biglietto, può vedere di tutto. Leoni, serpenti, pagliacci, foche.
  • Mi sono paralizzato. L’inizio è stato anche la fine.
  • Sei un fondista.
  • Ha gli occhi nocciola, che mi guardano con un sacco di vita dentro.
  • Ti piace questa cosa?
  • Mi fa impazzire. Sono anche stato a guardarli per un po’.
  • Preservati, cazzone.
  • Me lo direbbe una nonna.
  • Te lo direbbe una amica.
  • Dio cristo, un’amica. Siamo finiti a questo, i consigli della nonna?
  • Mandami una sua foto.
  • Tu mandami una foto del tuo adone
  • Ok
  • Anzi no, che non ho voglia di vedere uomini nudi.
  • In effetti di lui vestite non ne ho.
  • Puttana
  • Tra le peggiori, amico, tra le peggiori.
  • Non fargli troppo male
  • Vale per tutti e due
  • E sia
  • Ah, mandale le sei pagine. Sono bellissime. Mandale solo a lei. È una cosa stupenda.
  • Non dirmi cosa devo fare, cazzo.
  • Fallo e basta.
  • Lo farò.
  • Fai attenzione
  • Lo farò
  • E cerca di sopravvivere a questo fottuto autunno
  • Lo farò
  • Non mi stai ascoltando più
  • Pensavo alla camicia color cipria.
  • Oh cazzo. Non abbiamo speranza.
  • Lascia stare.
  • Posso andare a lavorare?
  • Anche io devo
  • La rivedrai oggi?
  • Vorrei
  • Ma piantala. Non reggeresti.
  • Bene
  • Ciao
  • Ciao
  • Ah, grazie. Sei un’amica
  • Fottiti

4 Risposte to “Vicky, Cristina, Barcellona”

  1. raffaella 7 ottobre 2015 a 12:40 #

    Arrivo dal blog della Tesio, precisamente colpita dal fatto che Enrica ti ha dato del pirla. Leggo per leggere e scrivo per scrivere, fin qui tutto a posto. Leggerti è divertente. Se sei anche te di Torino, vuol dire che là c’è un’aria diversa, intrisa dell’amore per le parole. Le masticate dalla colazione in poi. Se mai…mi ci trasferisco.
    p.s.
    e sì mammamimmononsolo è un nome indecente per un blog…
    Raffaella

    • Il Franz 7 ottobre 2015 a 12:44 #

      Io sono di Milano. La Tesio ha talento, amore e genio. Tutto in un’unica donna. Credo che a Torino non sia comune, perlomeno io come lei conosco solo lei. Ma noi milanesi siamo molto meglio. In quasi tutto

  2. Carlotta 7 ottobre 2015 a 14:48 #

    Oh Franz,
    Quando ce la porti da vedere questa Barcellona? O Vicky? O Cristina? Insomma quando?
    Anche noi comuni mortali vogliamo vederli sti occhi e sto culo.
    Non vorrei essere la terza a dirlo, ma dacci dentro con il sesso e lascia i libri della Merini. Se non te la da, lascia perdere…

    Tua per sempre

  3. Il Franz 7 ottobre 2015 a 16:41 #

    Ci sono poesie della Merini che valgono ben più di una scopata.
    Mi giunge strano tu ti interessi di un culo femminile, mia adorata Lottie.
    Ero rimasto che facevi incetta di avvocati in carriera in quegli squallidi bar tipo il Gattopardo…
    Ti do un consiglio, meno depilazione definitiva, più Merini sullo scaffale.

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