Ballerina

5 Ott

Mi chiedo, a volte, se andrò in Paradiso.

Io ci credo al Paradiso, sai? Lo immagino come Londra, ma con il caldo. A volte come un posto di mare. Non so che musica ci sarà in Paradiso. Ma se ti devo dire una cosa, credo ci siano spesso gli Smiths. Vado a naso. Un paradiso molto british.

A volte mi chiedo cosa io stia facendo, per andare in Paradiso.

Quelle cose tipo cosa ho fatto oggi di buono.

Una volta, tornando da Chicago, mi sono addormentato in volo sulle spalle del mio vicino e ho sentito un buon profumo di muschio bianco. E ho pensato che profumare i maglioni di muschio bianco sia una cosa buona, una buona azione. Ma non credo, ad esempio, che venga riconosciuta per andare in Paradiso.

Oggi sono stato una buona mezz’ora a guardare una tua foto.

Dove sembri una delicata ballerina, sui tacchi.

Non ti si vede sorridere, nella foto. Per quello che ho visto io, posso però dire che lo sai fare da Dio.

Ecco, probabilmente uno di quei sorrisi assomiglia molto al Paradiso.

Gli uomini, sappilo, non si innamorano mai di un sorriso. Ma gli uomini, sappilo, hanno bisogno di quel sorriso.

Gli uomini non si innamorano mai delle cose giuste. Per quello fanno casino, poi.

Chiedimi cosa sia l’amore.

Sto scrivendo la risposta da qualche anno. Ho iniziato tardi, a chiedermelo. Ho messo insieme una risposta da uomo. Faccio un grande sospiro, e poi inizio un discorso lungo e complicato.

Mi chiedevo, sempre guardando la foto, con quale grazia quei tacchi neri, lucidi, potessero stare bene da soli.

Il tacco, Ballerina, è uno dei pochissimi elementi di una donna che sta bene anche da solo.

Dipende, ovviamente, dal tipo di tacco. E dal tipo di donna.

E dal tipo di uomo.

Insomma, dipende.

Dipendesse da me, terrei quel piede destro sollevato appena dietro a quello sinistro, che sembra che tu stia iniziando una danza bellissima, ecco terrei quei piedi per me.

Per guardarli ballare per me, accompagnarli con gli occhi e i pensieri.

Lentamente, Ballerina.

Vorrei la Lentezza che occorre per guardarti ballare per me.

Insieme ai tuoi tacchi neri.

Ti fermerei, a un certo punto, chiedendoti di respirare quel buon profumo che queste situazioni fanno.

Insieme a me.

Prendendoti il collo, il collo da Ballerina, in una mano. Raccogliti sempre i capelli, Ballerina, come hai fatto nella foto, per quando saremo io e te.

Per farmi prendere il collo, fermandoti, dolcemente.

E starei così a guardarti per un po’. Non chiedermi quanto. Non farlo mai.

La rovina di un momento così è tutta nella fretta.

Balla per me Ballerina, ma fallo senza fretta, per una volta.

Non avere fretta di tornare. Per una volta.

Trovami un nome, fallo presto, perché con il tuo collo nella mia mano, potrai sussurrarlo.

E capire il peso di tutto questo, senza averne paura.

Se ci pensi, Ballerina, la grande confusione è tutta qui: ci sono momenti in cui il Paradiso è tutto in una stanza, in una mano, in un gesto preciso, atteso, sospeso.

Mi piace, di questa foto che ho guardato mezz’ora, che sai benissimo dove andare. Si vede da come tieni la mano alzata.

Sai benissimo, Ballerina, dove andremo. Sei tu che guidi, fai finta di non saperlo. Uomini migliori di me, avrebbero potuto perdersi davanti a te.

Io non sono migliore. So solo, non so se vale per il Paradiso, restare stupito davanti alla tua bellezza.

So fermarmi a respirare a guardare.

Dici di non sapere dove sia la tua bellezza. Lo dici sbagliando. La tua bellezza parte dal sorriso, arriva fino in fondo.

Smistamento finali. Il finale lo scegli tu. Io ho scelto te. Tu scegli il finale.

Il primo:

Prendimi forte, stringimi, portami sul pavimento, implorami, io non potrei reggere a farmi implorare da te.

Per questo lasceremo cadere vestiti, onestà, ordine e Paradiso, per terra disordinati. Sarà un casino poi, rivestirsi e rimettersi addosso l’onestà. L’amore feroce, ingrassa di due taglie l’onestà. Quella che avevi addosso prima non ti va più bene. Ci si spaventa, di solito, davanti a queste cose. Prendiamo tra le mani il tempo che ci resta, consumiamolo di baci, fino ad annegare nel desiderio. Inarcherai la schiena, Ballerina, nella penombra, sdraiata, spezzando un piccolo urlo. Ti seguirò, come se stessi ballando. Sarà il nostro ballo. Impareremo a ballare insieme, consumati dall’immagine della tua schiena inarcata, della mia testa piegata. Che proveremo a spiegare, nessuno capirà. Smetteremo di spiegarlo, mai di cercarlo.

Il secondo:

Appoggia la tua testa nella mia mano, guardami, fissa negli occhi. Ci vorrà tempo, Ballerina, per reggere l’uno lo sguardo dell’altra. Ma, senza paura, guarderai dritto nei miei occhi. Ridendo.

  • Non si capisce di che colore hai gli occhi, bastardo.
  • Per gli occhi, sono bastardo?
  • Anche per quelli.

E sposterai la mia testa, facendoti luce. Ridendo, per smaltire lo spavento.

  • Non andare mai oltre al confine che ho voluto per noi, bastardo
  • Lo dici per il confine, bastardo, o per gli occhi?
  • Per tutti e due.

E aiutandoti a sciogliere i capelli, ti guarderò il collo, rubandone un pezzo, un piccolo pezzo di profumo, sapore, collo, e tutto quello che ne consegue.

  • Bruci, bastardo. Desidero e passione
  • Bastardo perché brucio, per gli occhi o per il confine?
  • Per tutti e tre.

Seduta davanti a me, accavallando le gambe perché io possa morire sospeso davanti ai tacchi neri lucidi, mi dirai:

  • Odio gli uomini che puzzano di fumo
  • Anche io.
  • Tu puzzi di fumo, bastardo
  • Per il fumo, perché brucio, per il confine o per gli occhi, sono bastardo?
  • Perché ho paura, bastardo.
  • Di cosa?
  • Di tutto.
  • Bastardo
  • Chi?
  • Chi ti ha donato la paura
  • Mi ha salvato, la mia paura.
  • Non ne dubito. Comunque bastardo chi te l’ha data.
  • Cosa vuoi da me, bastardo? Perché da me, bastardo? Lasciami in pace
  • Aspetta, lo dico io: bastardo.
  • Ricordi, a volte, la monotonia delle canzoni di Bruce Springsteen.
  • Non cambiare discorso, tu sei un bastardo e mi fai paura.
  • Concetto recepito.
  • Bene
  • Tu invece eri bellissima il primo giorno che ti ho vista, eri bellissima quando ti ho immaginata, eri bellissima quando ti ho sognata, sei bellissima adesso. Mi va stretta la tua bellezza.
  • Non sono bellissima.
  • Lo sei, per me.
  • Fottiti, bastardo.
  • Credo di aver capito, sai?

Sono le conversazioni che come dita bagnate, spengono fiamme che avrebbero potuto bruciare per molto.

  • Hai spento tutto, Ballerina.
  • Meno male per noi.
  • È un addio?
  • Addio bastardo.

Il Terzo: 

Guardandoti  negli occhi, sussurrandoti:

  • Ballerina, sei bellissima.

E come risposta, il tuo sorriso infinito. Quello che ho visto la prima volta in un luglio di caldo e cambiamenti.

  • Quanto sono bella per te? Io non sono bella.
  • Tu sei bellissima, lo sei per me. Sei bella come le piccole perfezioni della vita, come le mattine d’estate con il fresco e il sole. Capisci? Tu sei il fresco e il sole per me.
  • Non sei bravissimo a fare i complimenti, sai?
  • Ti devo dare ragione.
  • Eppure scrivi bene.
  • Mi paralizzo pensando che ti ho finalmente tra le mani.
  • E’ una frase da donna
  • Non so se sia una frase da donna. Ma davvero, vorrei poter avere tutto il tempo che serve per questa bellezza
  • Tu sei un bastardo
  • Lo dicevi anche nell’altro finale, cazzo. Allora ne sei convinta davvero…
  • In quale finale?
  • Lascia perdere. Perché sono bastardo?
  • Giochi con la mia fragilità, dicendomi che sono bellissima.
  • Vorrei giurarti che non sia così. Ma chi giura poi non va in Paradiso. E io ci voglio andare.
  • Come cazzo ti è venuto in mente di chiamarmi Ballerina?
  • Ho guardato, un pomeriggio, una tua foto per mezz’ora. Ci si può innamorare delle foto? Io l’ho fatto. Somigliavi a una ballerina. Ho sognato che ballavi per me. Con i tuoi tacchi neri. Ed eccoci qui.
  • Tu mi brucerai, probabilmente
  • Cercherò di non farlo

Adoro, di me, questa contraddizione di termini. Dire Cercherò di Non Farlo e baciarti.

Con tutto il tempo necessario per farlo. E poi restare in silenzio, a guardarti esplodere gli occhi di emozioni. Rivederci dentro tutta la tua bellezza, proprio come nella foto.

  • Sei molto più bella della foto

E poi, come se fosse la cosa più scontata del mondo, continuare.

Ballerina, il mio finale, ovviamente, è il terzo.

Però io sono quello degli inizi. Non dei finali.

Il finale di tutte le storie, Ballerina, si sceglie in due.

Io metto le mani e le labbra, tu mettici il collo e la bocca.

Mettiamoci il tempo e tutta la sincerità della paura.

Il resto, sono sicuro, verrà da se.

Non andrò in Paradiso, per questa cosa, cazzo.

Peccato. Era una vita che sognavo di vedere gli Smiths dal vivo.

Ballerina…

3 Risposte to “Ballerina”

  1. Biondezza 5 ottobre 2015 a 19:32 #

    Dio Franz,
    Quando sei innamorato sei perfetto.
    Il mio finale preferito è il secondo.
    Che bomba! Ci aspettano grandi pezzi, al solito!
    Ah, speriamo la ballerina sia bionda.
    Ti dona il biondo addosso

    • Il Franz 5 ottobre 2015 a 20:19 #

      Che cazzo di nome è Biondezza? Porca puttana il secondo finale è perfetto per ritmo, ma biondezza è un nome del cazzo

  2. raffaella 8 ottobre 2015 a 14:22 #

    Bellissima. Questa dichiarazione d’amore, perchè lo è, è bellissima. Tra i tre, preferisco il primo finale. Che poi, mi immagino che Ballerina sia come la Valentina che cantava la Vanoni”Ohi, Valentina gambe lunghe per ballare oh, Valentina ogni ballo un grande amore
    cocca, polpa di albicocca che ti da’ con tutto il cuore oh, Valentinache prima gioca e poi ci muore… e allora corri come una gazzella che non vuol finire in mezzo ai trofei corri corri che ti basta un nulla per salvare i tuoi segreti e i miei e allora corri corri come il vento
    che se la gonna te la strappa una spina ahi, Valentina è una rosa o chi lo sa
    vai, Valentina ma che differenza fa? ”
    Raffaella

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