Ombrelloni 

io mi ricordo di quando, senza paura, alti e forti come i pini al bordo della pineta, andavamo incontro al fuoco del cielo, per fare il bagno nell’acqua calda e calma, sedendoci poi sulla sabbia per aspettare la luna.

Io mi ricordo della sua pelle, tesa, salata e umida. Brividi di freddo e di nostalgia, ancora prima che la vera nostalgia di settembre arrivasse, spiaggia deserta, il silenzio del mare che si rilassa, la spiaggia deserta, il tuo costume appoggiato sul bagnasciuga. Era nostro il tramonto, era nostra l’estate, era nostro il mare. 

Io mi ricordo la fatica degli stivali che si affossano nella sabbia, il caldo dei pantaloni e ancora del motore della moto, spogliarsi di fretta e buttarsi in acqua, facendo una piramide di vestiti ordinati e nascondendo le chiavi della moto sotto la sabbia.

Io mi ricordo la birra, l’ultima di ogni week end, bevuta a sorsi piccoli come si potesse fermare il tempo, fottuto lunedì, maledetta domenica, con il bagnino che fa ordine piegando le sdraio e sbirciando il culo di qualche mamma. E noi, a piccoli sorsi, parlando del prossimo fine settimana.

Io ho più ricordi di mare che di terra. Strano per un figlio del tram e del pavee, strano davvero. 

Io ho i ricordi migliori del mare, ricordi di roccia, che bruciano come i tagli sotto ai piedi, che scottano se non scavi come sabbia al pomeriggio.

In tutti questi ricordi non c’è un ombrellone. Mai.

Ancora oggi fatico a prendere le dimensioni della cosa, a rapportarmi al problema. 

Pare che con un Piccolo, pare che quando la famiglia si allarga, l’ombrellone sia necessario. 

Dicono

Io non riesco a farci molto. 

Mi siedo sulla sdraio di legno e tela, mettendo in ordine le ciabatte e la maglietta, e sento che mi finisce la vita intorno. 

Tipo una crisi di panico.

Mi viene tutto stretto, sotto l’ombrellone.

Io sto bene sul molo. Sugli scogli, sul bagnasciuga.

E anche il Piccolo, alla fine sangue del mio sangue, sul vecchio molo si diverte.

Ora, la vedo dura, ma magari ci sarà un ricordo bello anche sotto gli ombrelloni. 

Magari qualche storia interessante è stata seduta sulle sdraio e sui lettini ordinati in file che sembrano gigantesche sale d’attesa.

Magari 

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