Scivolare via

9 Lug

Inizia tutto da questo. Dallo schifo che senti, che ti paralizza, che ti arriva fino al collo, come un brivido di freddo. Decidi di fermarti, sederti, nasconderti, e cosa fai? Scrivi.

Resta, in effetti, poco altro da fare.

Inventi storie.

Se ci pensi, è davvero un buon metodo. Non ne vedo altri.

Ho iniziato così.

Mi è venuto quel brivido, partito dal mezzo della schiena, dove adesso so esserci i polmoni, arrivato fino alla nuca, veloce come una scarica elettrica. Sono stato testimone, involontario, perchè nessuno vorrebbe esserlo davvero, del più duro dei delitti d’amore. Un tradimento. Sotto un fitto tessuto di rami di magnolia, foglie verdi grandi come barchette, fiori profumati.

Ho sentito quel brivido partire ed arrivare, ho iniziato a camminare verso le vecchie mura spagnole. Non sapendo bene dove andare, cosa fare, cosa dire, cosa aspettarmi.

Mi sono seduto davanti a un negozio di dischi, fumavo tabacco seccato dal sole, solo quando mi sono sentito davvero stanco di tutta la camminata fatta.

E ho iniziato a scrivere.

Prima era questione di quaderni, di fogli, di qualità della carta.

Poi è diventata quantità.

Il bisogno si vede quando dalla qualità passi alla quantità.

Inavvertitamente.

Perchè i brividi venivano su come nodi a un pettine che avrebbe dovuto domare una chioma davvero troppo pretenziosa.

Ricci capricci, dicono.

Ho sonno, a volte, dopo aver scritto.

Come mi fossi liberato da un peso.

A volte.

A volte non dormo,

per scrivere.

Scrivo con errori, di metodo, d’ortografia, di concetto.

Ma scrivo.

Ho una predilezione, una piccola ossessione, per la punteggiatura.

Che da il respiro alle parole, il ritmo alle pagine, il volume alla storia.

Per il resto, poco o niente.

Solo tantissime parole.
Scritte di fretta.

Per scivolare via da quel brivido.

Per questo, a volte non scrivo.

Capita che cammino al posto di scrivere.

Oppure mi imbuco in situazioni incredibilmente stupide e pericolose, proprio per non scrivere, non camminare, non pensare.

Oppure niente, mi siedo e scrivo.

Ho un ritmo.

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