Il Lato Selvaggio

15 Gen

– quindi come la descriveresti?

– mi sento che sono nella merda.

– ovvero?

– ovvero che sono nella merda, porca puttana.

– devi scendere nei particolari

– i particolari sono che è una merda insidiosa, quasi sabbie mobili di merda, anche se non so bene chi possa cagare questo tipo di merda. Insomma, mi sento imprigionato

– interessante descrizione. Vai avanti, prima che io vomiti.

– mi prendi per il culo?

– no. Di norma no.

– okkei. Comunque sono nella merda.

– bene

– bene?

– bene

– ma che cazzo dici?

– Bene. Da quando ti conosco sei nella merda. Anche perchè hai l’incredibile capacità di mettertici, nella merda, con precisione da cecchino. E ne sei sempre uscito. Insegni anche alla gente ad uscire dalla merda. Quindi bene. E’ una fase. Bene anche per quelli che hai aiutato. Hanno un maestro che è stato dove sono loro. E’ una semplice fase.

– cioè sto perdendo il lavoro e tu la chiami una fase?

– si

– non credo che questo sia coaching

– cosa vorresti sentirti dire?

– …

– dimmelo. E io  te lo ripeto.

– Niente. Non voglio sentirmi dire niente. Vorrei stare da solo. Sulla mia moto. Forse con una donna. Sul mare. A morire di coccole e vino e pompini e tramonti e salsedine e anche pesce grigliato.

– E’ una buona proposta. Va solo modulata un po’ meglio, perchè la ricetta coccole&vino&pompe non è attraente…

– comunque vorrei quello

– si chiama fuga dalla realtà

– no col cazzo. Lo vorrei veramente.

– Indubbio. Ma è una fuga. Prima, a quanto pare, ti devi trovare un nuovo lavoro

– Esatto

– bene

– Che in Italia, oggi, è come cercare una escort vergine.

– ti devo dare ragione

– ergo, sono nella merda

– ma ne uscirai

– credi?

– lo fai di lavoro. Sono dieci anni che esci dalla merda per lavoro. E ci guadagni anche. Sarà così anche questa volta. Solo che un po’ meno fiction e un po’ più splatter. E ricordati che potresti fare sempre lo scrittore. O il coach

– entrambi lavori per gente o piena di soldi o che ha fallito da qualche altra parte.

– interessante visione del mio lavoro

– tutti tranne te. Sei la mia coach. Non hai mai fallito

– potresti essere la mia prima volta

– non lo sono mai stato. Nemmeno per la mia prima fidanzata. Perdonami. Essere il primo non mi viene bene. Ma sono un grandissimo secondo. Che non rimpiangi il primo.

– adesso smetti di fumare per un secondo, ti rilassi e pensiamo a una soluzione

– fumare non è una soluzione?

– non propriamente.

– Allora non ho soluzioni

– tranne quella del pesce, vino e pompini, giusto?

– anche le coccole. Le coccole dopo un buon piatto di pesce e un pompino sono fondamentali.

– mi fai vomitare da quanto sei crudo.

– non sei la prima che me lo dice. Ma poi ci cadete tutte.

– Sono cose che non vorrei condividere con te.

– in ogni caso sento di essere entrato nel mio periodo blu. Come Picasso.

– A Picasso era morto un amico. Non mi sembra che la tua situazione sia così drammatica.

– Forse hai ragione.

– Cosa vorresti fare ora: facciamo una lista dei lavori che ti piacerebbe fare. Per carità cerchiamo di essere concreti

– Sono concreto: vorrei andare in quel bed and breakfast sulla punta del mare. Champagne, aperitivo frugale, silenzio

– so già il finale. Pompini

– mica solo quello

– è impossibile parlarti

– sono nella merda

– ricominciamo?

– no basta. Ne uscirò. Lo faccio di lavoro

– bravo

– Che lavoro fai? Esco dalla merda

– guarda che è bellissimo

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