Il Signor C.

30 Nov

– mentre lei si riveste io farei una doccia.
– usa sempre dare del lei quando ha finito i suoi comodi?
– é per rispetto. È una forma di rispetto. Il tu è una cosa molto confidenziale.
– immagino.
– non la vedo convinta.
– è che non più di dieci minuti fa, mentre appunto eravamo nel letto, mi dava del tu.
– impossibile.
– adesso taci, puttanella e ti giri. Riferisco testualmente.
-….
– le torna?
– le chiedo scusa. Sono davvero in imbarazzo.
– per cosa? Si figuri, sono, a tutti gli effetti, una puttana. Ci sono modi, diciamo, per arrivare al concetto senza doverlo esprimere, ma non è il primo e non sarà l’ultimo.
– dicevo per il tu. Le chiedo scusa per il tu.
– si figuri.

– non pensavo di trovarla ancora qui.
– nemmeno io. Ho conosciuto moltissimi uomini. Non può nemmeno immaginare quanti. Ma lei, di diritto, vince il premio per la doccia più lunga.
– è che ci tengo a lavarmi
– sarà passata mezz’ora.
– venti minuti. Io faccio docce da venti minuti. Non uno in più.
– si cronometra?
– mi conosco.
– in ogni caso, un’eternità.
– poteva andarsene.
– i soldi.
– …
– me ne sarei andata con i miei soldi. Avrei anche potuto prenderli visto che ha lasciato il portafogli sul tavolo.
– mi fido
– di una puttana?
– delle donne.
– ne ha una?
– di cosa?
– di donna. Una moglie, un’amante, una figlia, una sorella, una madre?
– no.
– niente di niente?
– sono solo.
– non dev’essere facile.
– è stupendo.
-…
– quant’è?
– cinquanta.
– perbacco. Si fa pagare.
– credo di avere possibilità di farlo.
– …
– e poi il mio è un lavoro a tempo. Nel senso che comanda il tempo. Fra qualche anno non potrò più farlo. Metto insieme i soldi adesso che posso.
– giusto.
– non inizi anche lei con la storia che potrei fare altro.
– non avrei mai iniziato.
– meno male.
– le viene bene.
– cosa?
– fare il suo lavoro, intendo. È portata.
– non spicca tra i migliori complimenti che ho ricevuto, ma grazie lo stesso.
– è la verità.
– e lei che lavoro fa?
– al momento niente.
– disoccupato?
– in pausa.
– turnista?
– in pausa da sei anni.
– cazzo, turni davvero lunghi.
– ho fatto molti lavori. L’ultimo mi ha stancato davvero tanto. E mi sono preso una pausa.
– non oso immaginare di che lavoro si tratti.
– niente di speciale.
– scende con me?
– mi vesto e arrivo.
– potrebbe offrirmi una cioccolata. Sempre che non si vergogni a farsi vedere con me in un caffè.
– andata per la cioccolata. Io prendo del brandy.

– diceva di aver fatto molti lavori.
– tanti.
– vuole dirmene uno, così per riempire il tempo mentre finisco la mia cioccolata. Si è bevuto un brandy in un sorso. Dovrá aspettarmi. Non riesco a fare lo stesso con la cioccolata.
– ne ordino un altro.
– ottimo. Se vuole può anche parlare.
– i miei lavori non sono una bella storia. Per questo ho smesso di lavorare.
– assassino?
– non ho mai ucciso nessuno anche se
– anche se?
– quando ho fatto il prete ho visto molta gente morire.
– lei è un prete?
– lo sono stato.
– uno non fa il prete a termine.
– mi ero stancato allora sono andato a lavorare in una fattoria. Raccoglievo canna da zucchero.
– cioé lei se ne è andato da un giorno all’altro?
– molte volte.
– oh cazzo. È uno psicopatico?
– non credo.
– ha finito anche il secondo.
– ho molta sete
– un alcolista
– ho molta sete e bevo. Lo faccio una o due volte al mese.
– bere?
– andare con una puttana e poi bere
– dio, ma è tristissimo.
– detto da lei è difficile da credere.
– in effetti, credo che tutti i miei clienti facciano più o meno lo stesso.
– fanno tutti lo stesso.
– e lei come lo sa? Ha fatto forse la puttana dopo aver fatto il prete?
– No, mi è bastato fare il prete.
– si è stancato a fare il contadino?
– no, sono dovuto andare via. Mi sono innamorato di una donna.
– suona strano detto così.
– era la moglie del proprietario della terra, la signora Olly.
– storia giá sentita.
– era anche l’amante del parroco. Che ha iniziato ad interessarsi a me. Allora sono scappato
– non so se crederle.
– nessuno mi crederebbe. E io, sinceramente, la pago per altro.
– era giá venuto da me? Non la ricordo.
– mai. Non ero mai stato con una prostituta.
– ma se ha appena detto che lo fa una o due volte al mese.
– è una cosa che ho deciso di iniziare adesso. Da oggi.
– la prego, si spieghi.
– non c’è niente da spiegare. Ho deciso così e ho iniziato. Certo, con cinquanta più il brandy, credo che sarà più una volta che due al mese.
– posso farle uno sconto.
– che senso avrebbe tornare sempre dalla stessa puttana?
– lo fanno tutti. Sono infedeli alle mogli ma fedeli alle puttane.
– davvero?
– davvero.
– non so se sono pronto.
– ad essermi fedele?
– si.
– si prenda il suo tempo.

– allora arrivederci.
– non so
– se vuole io sono qui.
– …
– sempre che continui nel suo progetto di andare con una prostituta una volta al mese.
– penso di farlo.
– lei ha del talento nel letto.
– detto da lei, è un complimento.
– si fidi, lei ha talento. Non avrei mai pensato di dirlo a un prete, ma è la verità.
– la ringrazio.
– per questo le dicevo di tornare. Mica per i soldi
– dovrei fidarmi?
– non credo.
– allora lo farò. A presto

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