Il Re Nudo

24 Ott

Antefatto:

Sono abituato a donne ossessionate da oggetti di varia natura. Scarpe, vestiti scadenti, suppellettili vagamente richiamanti a stili di arredamento non prossimi alla cultura italiana, come le vecchie cassettiere inglesi o i legnetti provenzali. Ripongono negli oggetti una cieca fiducia, guai a chiamarla ossessione. E’, dal punto di vista psichiatrico, un comportamento ossessivo compulsivo. Dal punto di vista sociale, è tollerato come molte altre deviazioni. Sono abituato. Tanto che, per assurdo, posso sostenere una conversazione sulle scarpe.

Che quindi

Lei ha un forte impatto comunicativo. La maggior parte la definirebbe una rompi cazzo. Banalizzando. Nei primi sei minuti di conversazione, ripete compulsivamente informazioni sui suoi studi e sulla sua carriera, toccando di tanto in tanto il foulard, che riconosco essere di marca. Un pezzo di stoffa che costa, al netto delle tasse, come un motorino. Io reggo, per educazione e per curiosità. Non riesco, nell’immediato, a capire se si tratta del rapporto con il padre o di una serie di sommesse violenze subite negli anni. Sono cose, comunque, che non si possono dire. Se no la gente pensa che sei pazzo. Se vai alla sorgente dei problemi, indicando alcuni comportamenti ossessivi, manifestati nel pieno di una semplice chiacchierata, dando il nome giusto alle cause, la gente va fuori di testa. Le reazioni vanno dal: ma tu chi cazzo sei per dirlo al è arrivato il profiler di sto cazzo. Credo che l’eccessiva presenza del padre abbia lasciato dei segni indelebili. Che poi noi ci dobbiamo spippare.

L’amica invece è molto più semplice. E’ affetta da DSM-IV-TR, disturbo istrionico della personalità. Lievemente sovrappeso, molto carina, manifesta cinque degli otto sintomi. Comunica una sessualità forte, e cerca una intimità non ragionevole, essendo poi sei minuti scarsi che ci conosciamo. Ho perso la testa per una persona affetta dallo stesso disturbo. Conosco la materia.

Cioè

La strada della serata sembra chiaramente disegnata. L’amica noiosa con il suo maledetto foulard sarà il bagaglio da traghettare fino a mezzanotte, con pazienza, molta pazienza, mentre, statistica alla mano, il Re Nudo procederà alla conquista della piccola e sessualmente aperta giovane.

Un disturbo istrionico della personalità, in caccia grossa, è un grosso vantaggio. E’ sul lungo termine che la relazione scivola. Insomma ci vogliono cinque minuti a scroccare un pompino, ma ci potrebbero volere dei mesi per uscirne. Vivi.

Questo, la maggior parte degli uomini non lo sa. E’ una forma di isteria. Come l’ossessione per le scarpe, anche questo sarebbe un disturbo psichico. Ma si sa, le scarpe e i pompini non sono disturbi troppo rilevanti.

Mi appoggio al programma, lasciando che le noiose chiacchiere egoriferite e il traumatico rapporto con il foulard mi cullino fino a mezzanotte. Ho lavorato, letto e studiato troppo. Volevo uscire. Volevo vedere i miei fratelli.

Ho cacciato per i miei fratelli. Prede facili. Al bancone. Un classico. Non dovendo nemmeno cacciare per me, mi basta giocare una partita veloce nella quale capitolo rovinosamente fuori scena, lasciando il cacciatore al centro.

Il Re Nudo ha paura di cacciare.

Il Re Nudo sta studiando la sua vita. Dopo che il Re Nudo ha distrutto la sua vita. Ha fatto bene a distruggerla, fa bene a studiarla.

Il Re Nudo non sa aspettare le risposte, e compra un sacco di biglietti aerei per andare a cercarle, non avendo capito che le migliori risposte sono sedute al tuo fianco, sul divano. Basta lasciarle entrare.

E’ l’uomo più buono che conosco. Che potrebbe non essere un complimento. Che ad essere troppo buoni qualche volta si rischia.

E’ abituato ad usare la sua bontà, che arriva come un profumo dolce, per anestetizzare. Ognuno caccia con i mezzi che ha.

Confondono il profumo di bontà, si lasciano andare.

Il Re Nudo caccia. Tutti i miei fratelli sono cacciatori.

Non saremmo fratelli.

Arrivo al punto di rottura con la noia. Succede. Non trovo nulla di interessante nel chiacchiericcio passivo aggressivo. Non ho voglia di bere. Aspettavo Freddie. Devo finire un libro sulla gestione del conflitto durante la prima rivoluzione industriale. Roba da sballo.

Sto davvero studiando troppo, dormendo troppo poco. Vivendo pochissimo.

Salgo in moto, compiacendomi.

Finirà, il Re Nudo, in mezzo a un caldo abbraccio.

Anestetico per animi nobili.

Lascio il campo giocando l’ultima carta, toccando il foulard e guardandolo con disprezzo.

Salgo in moto, che fa un freddo stupendo.

Riesco a non pensare, quando guido. Mi piace esagerare, quando guido.

Dev’essere, anche questo, un disturbo.

O una sfida.

Passo sotto il cavalcavia con il tachimetro che segna centosessanta.

Una piccola botta di adrenalina.

Voglio bene al Re Nudo.

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