Bruchi e Farfalle

17 Ott

Volevo trovare un titolo accattivante, che riempisse la prima slide prendendo tutta la vostra attenzione. Ho venti minuti a disposizione per convincervi, da qui a marzo, il venerdì pomeriggio, a restare attenti, collegati e, possibilmente, a condividere commenti. Si parte dal titolo, di solito. E’ una buona presentazione. Vanno di moda i titoli stupendi, con dietro niente.

Non ho trovato il titolo, mi sembra evidente. Se no, al posto di tutto questo panegirico vi avrei spiattellato una slide formidabile.

Ho perso una buona occasione, devo ammetterlo. Ma vi metto questo disegno bellissimo, di un bruco che diventa farfalla.

Tutto quello che impareremo, alla fine, in questi mesi, è semplicemente questo. Osservare bruchi che diventano farfalle.

Questo è il Change Management.

Come materia, va detto, non è propriamente da venerdì pomeriggio. C’è un sacco di teoria, davvero tanta. Hanno iniziato a scrivere del cambiamento negli anni 30. Del secolo scorso. E come tutti gli studiosi, amano da morire contraddirsi con studi innovativi. Abbiamo sei libri da studiare. Avete, perchè io ho smesso.

A dirvi la verità, e questo mi serve per presentarvi chi sta parlando, io non ho mai studiato. Nel senso stretto del termine. Non è indispensabile studiare per insegnare.

A dirvela tutta, studiare non serve a niente, se poi non si mette in pratica. E questo fa rima da morire con il change management. E’ una teoria completamente inutile. Il vero change management inizia dal preciso istante in cui mettete in pratica. Drucker, Gollard, Coleman, Robbins, il nostro emerito professor Bodega, hanno scritto cose interessantissime.

Se non le mettete in pratica, non servono a nulla.

Come quelli che portano a tavola quattro salad dressing, due tipi di aceto e tre di olio e poi mangiano l’insalata solo con il limone.

Io, dicevo, non ho mai studiato in senso stretto. Ho letto tantissimo. Che, spesso, è meglio di studiare.

A dirvi la verità, mi sono iscritto a due università. Ma non ho mai finito niente.

Poco male. L’università serve pochissimo. Scusate se ve lo dico, così, di venerdì pomeriggio. Siete nell’istituto più prestigioso d’Italia per le discipline economiche. Famoso in Europa e nel mondo. Con discrete probabilità siete divisibili in una buona fetta di figli d’arte, commercialisti, bancari, fiscalisti, e una buona fetta di motivati a diventarlo.

Studiate cose pratiche per la vostra professione. Prendete il primo foglio che vi ho dato.

Sono facce. Di chi?

Tutti uomini e donne molto ricchi, molto davvero, che non hanno mai finito l’università.

Così, per dire.

Per cambiare la prospettiva delle cose. Cambiare la prospettiva delle cose è una delle prime leggi del cambiamento.

Per cambiare prospettiva servono due cose: la volontà e la curiosità.

A questo serve il secondo foglio. E’ la lista di Forbes dei milardari del 2014.

Gente che, converrete, guadagna parecchio. Fanno cose diverse. Uno fa computer, uno fa un social network, uno fa vestiti, uno macchine. Fanno, per semplificare, un sacco di soldi.

Prendete il prossimo foglio.

E’ divertente da sapere: se Bill Gates fosse una nazione, sarebbe una delle nazioni più floride e ricche del mondo.

E se Bill Gates fosse una nazione, come lo definireste?

Italia, Moda. Spagna, turismo. Svizzera, banche. Bali, vacanze. Bill Gates? E Elon Musk?

Gente con un QI molto, moltissimo, sopra la media.

Ok

Ma soprattutto gente curiosa.

La curiosità, insieme alla volontà, cambia i destini delle persone.

Chiedendosi cosa non va, curiosamente, si può progettare una navicella spaziale o una macchina, molto bella, elettrica.

Molto fica.

Io dico fico un sacco di volte. Perchè non sono un professore, e perchè certe cose sono molto fiche.

La Tesla è molto fica come macchina, come progetto, come ideale e come sogno. E fattura un sacco.

Curiosità, volontà e diversi punti di vista.

Questo vi permette di aiutare i bruchi a diventare farfalle.

In America e in Cina è un lavoro. Si chiama Change Agent. E non vuol dire lavorare al borsino dei cambi dell’aeroporto.

Essere un Change Agent significa essere responsabili del cambiamento di qualcosa.

Una persona, una società, un destino, una vita, un piccolo comune, una grande metropoli.

Serve molto coraggio, molta determinazione, una fortissima capacità di fallire, e una grande visione d’insieme.

Siete qui per la visione d’insieme.

Studiate Strategia d’Impresa per la visione d’insieme. Perchè per salvare un uomo che annega bisogna conoscere le correnti, avere il fisico, saper nuotare. Visione d’insieme.

Il coraggio e la determinazione si costruiscono. Chiunque abbia paura, ha coraggio. Chiunque prova, è determinato.

Io vi parlerò anche della capacità di fallire.

Fallire è una delle cose più belle della vita.

Se presa nel modo giusto.

Parleremo di stupendi fallimenti. Jobs, prima di arrivare all’iMac, fallì.

Miseramente.

Picasso, che non ha mai avuto un’azienda in senso stretto, ma che se fosse vivo sarebbe ricco parecchio, ha sempre fatto cose che non sapeva fare. Per imparare a farle.

Fare cose.

Essere Agenti di Cambiamento vi permetterà di capire la differenza tra il pensare e il fare.

Tutti pensano di smettere una viziosa abitudine. Bere troppo, fumare, mangiare troppo.

Quelli che iniziano a fare, anche se falliscono, hanno vinto.

Cambiano.

Ecco, questo è il riassunto di una settantina d’anni di libri, che però dovrete leggere tutti.

Qualcuno lo prenderemo molto sul serio.

Quelli più divertenti.

Gente, in fondo, che si è messa a pensare quanto potesse essere correlato il business dei lottatori di sumo e degli insegnanti americani della scuola intermedia.

Gente divertente.

Ah, hanno in comune che rubano, truccando le classifiche.

Viviamo in una società che richiede un cambiamento continuo.

E molti dei miei colleghi non laureati ma molto furbi, fa soldi su questo argomento. A palate.

Perchè il cambiamento è una fase vitale della vita di ognuno.

Le persone che non cambiano sono le persone noiose che ricordano il passato aspettando il futuro. Quelli che cambiano godono del presente.

Che cambia

Impareremo anche questo.

Imparerete, perchè io l’ho imparato sulla mia pelle.

In ultimo, vi chiedo scusa. Io non sono un buon insegnate. Sono un chiacchierone. E mi metto i jeans, perchè è venerdì e io il venerdì non metto mai il completo. E arrivo con le occhiaie. Perchè io, crollasse il mondo, il giovedì esco a bere con i miei amici. Quelli, davvero, non li cambierei con niente. E nemmeno le abitudini belle che mi danno forza.

Impareremo anche a trovare abitudini belle. Una potrebbe essere trovarsi qui il venerdì pomeriggio e parlare di gente che cambia il mondo. Divertendosi.

Ci sono uomini che vogliono costruire auto elettriche, uomini che vogliono mandarci sulla Luna per turismo, uomini che sono morti e rinati.

Semplicemente cambiando. Loro. Cambiando il sistema.

Alex Zanardi un giorno ha perso tutte e due le gambe. Due settimane fa ha corso l’Iron Man. Correndo, nuotando e andando in bici.

Cambiando il corso del suo destino.

Scegliete voi se restare mutilati da un amore mancato, da un esame fallito, da un titolo non raggiunto, da un’università, da un lavoro, da una famiglia.

Oppure se essere come semplici persone che cambiano il mondo.

Scegliete voi. Pensateci, non è difficile essere curiosi e seguire questa lezione. Un venerdì al mese. Per quattro mesi.

Potete farcela. Se c’è gente che corre maratone senza gambe.

Manca un minuto, e ho finito i miei venti. Ma vi lascio un compito a casa. Ne ho diritto.

Qualche giovedì fa, ascoltavo un amico che si sentiva non adatto. Non capace.

Non in grado di cambiare le cose.

Io ho fallito tantissimo, per questo rido tantissimo.

E a questo mio amico ho detto: cambia!

Funziona. Prendi in mano questa cosa.

Vi devo svelare un segreto. il Change Management è una disciplina economica. Ma molto personale. Prima di trovare un guru, di innamorarvi di una falsa religione, di impazzire per una dieta, di scoprire che i sassi hanno un anima, e che vi potete curare con le foglie indiane, cucinare roba strana, parlare con il vostro io remoto, e tutte queste cose che tentano di vendervi, fermatevi.

Fate una sola cosa. Siate curiosi. Studiate.

Prima dello yoga, prima dei chackra o come si chiamano, prima dei santoni. Ci siete voi.

Diffidate di chi parla di cambiamento miracoloso.

Sono coach, brutta gente. Il cambiamento è un programma. Non è un miracolo.

E parte da una semplicissima cosa: la scelta di cambiare le cose.

Ecco, il mio compito lo trovate sull’ultimo foglio. Ho scritto tutto quello che vi ho detto, per non perdere tempo e correre nei venti minuti che mi sono stati concessi.

Alla fine c’è un link.

Andate a casa. Guardatelo. E’ il vostro compito.

Si chiama Nick 

Non è un prete, un coach o un santone.

E’ un ragazzo che vi racconta la storia di un cambiamento.

Pensateci, tornare, tra un mese, ad imparare l’arte del cambiamento, potrebbe essere bello.

Perchè potete cambiare il mondo.

Partendo da voi

Ci vediamo tra un mese.

(discorso per la mia prima lezione universitaria, venerdì pomeriggio, aula B01, piano terra, secondo semestre eMBAS, 2014, ottobre.  Non mi piace fare il professore, ma posso cambiare) 

2 Risposte to “Bruchi e Farfalle”

  1. Claudio 25 ottobre 2014 a 01:13 #

    Leggo le tue storie
    Pallose
    Ma Dio Cane

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