BlowBuster (l’acchiappapompini)

Sono stato, ingiustamente signori della Giuria, accusato con infamia di un delitto che mai mi permetterei di perpetrare.

Per questo, stimati signori della Giuria, mi trovo qui, con l’umiltà e la sincerità che sempre hanno contraddistinto la mia persona, a difendermi dalle infamanti accuse.

Mi si lasci, esimi cittadini, introdurre brevemente l’antefatto. Sono stato accusato di aver scritto un post, il precedente a questo, con il puro intento di raccimolare, biecamente, pompini dalle mie lettrici e dai miei lettori.

Orbene, gentili concittadini e stimate conterranee, voglio chiarire fin da subito che niente di più infamante fu mai detto nei miei confronti.

Seppure alcuni miei scritti, se presi in maniera manichea, possano subire alterate interpretazioni a sfondo sessuale, non si può certo dire che io sia di contro un maniaco seriale.

Solo menti maliziose e deviate potrebbero, gentilissimi e stimati signori, leggere tra le righe di un post incentrato sulla dolorosa solitudine umana che mi contraddistingue nelle continue trasferte alle quali il mio lavoro mi costringe, dei messaggi beceri a sfondo sessuale.

Inoltre io, in quanto stimato professionista di affermata origine cattolica, non potrei mai dedicarmi a null’altro se non al lavoro e alla famiglia e ai valori che coronano questi due ambiti del successo umano.

Insomma, sensibili membri del collegio giudicante, qui mi si accusa di essere sensibile a quel poco di buono che c’è in una serata ambigua fatta di cachemire, indossato sulla pelle nuda, luce e ombra, champagne, profumi e sapori di una religione, quella del corpo usato come strumento sessuale, che non mi appartengono.

Anzi,

che schifo.

Mi si punta come, lasciatemi usare putroppo lo stesso linguaggio di questi infami accusatori, un uomo soggetto a spogliarsi facilmente davanti al compromesso di un facile gioco erotico.

Ma che schifo.

Davanti a un’ambigua interpretazione del disegno divino, dove la bocca non si usa solo per cantare le lodi di Dio, e dove le mani non intrecciano ceste di canapa per il pane.

Che pochezza umana.

Signori della giuria, lasciate che chiuda la mia orazione dicendovi, dall’alto della mia fede nella giustizia divina, che mai cederei a tal compromesso morale dello scrivere per scopare.

Questo, in verità, ve lo dico.

Io scopo per scrivere.

Cordialmente vostro

4 pensieri su “BlowBuster (l’acchiappapompini)

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