Febbre

30 Ago

La discussione ad alta voce tra i pescatori mi sveglia, in un involtino di lenzuola madide di sudore.
Odio avere la febbre.
Camminando verso il molo, guardo l’orologio del campanile.
Le quattro e venti. Forse e venti quattro.
Buio, umido e fresco, con la luce del faro a illuminare il molo e Genova sullo sfondo a colorare il cielo nero.
È un posto talmente bello da togliere il senso a molte paure, questo.
Anche alle quattro di mattina, anche con la febbre.

L’amore, Tess, è una scommessa.

Mi sveglio con i rintocchi delle campane, sdraiato sul molo, infreddolito e stordito.
Aspetto un caffè.

Ho conosciuto molte donne,
Alcune bellissime.
Adoro la bellezza.
Adoro la bellezza in una donna.
La perfezione del mondo, racchiusa in un sorriso. La gentilezza di Dio nelle gambe disegnate seguendo il cielo. La musica di uno sguardo.
Donne bellissime.
Con uomini gelosi, bastardi, arrabbiati, intestarditi, alle costole.
Con storie rumorose e con il passato che rotola sul presente come le onde sulla spiaggia.
Ho conosciuto molte donne.

Nessuna donna è arrivata fino a qui. Qui dentro, dove cataste di pensieri alimentano un fuoco forte.
Lo stesso fuoco che brucia muovendomi.
Lo stesso fuoco che illumina le notti di chiacchiere e mani curiose.
Bruciano, i pensieri, come pagine di un libro scritto per essere dimenticato.

Nessuna donna è arrivata qui.

Mi alzo, lasciando la mancia sul tavolino.
Cammino verso il mare, sentendo il sudore della febbre e la schiena spezzata dalla notte sul molo.

Non ho paura di scommettere.
Ho paura di scommettere da solo.

Le scommesse che si perdono, si fanno da soli.
L’amore, come la più rischiosa delle scommesse, si fa in due.
E due sono i vincitori, e due sono gli sconfitti.

Mi chiudo nella piccola cameretta, proprio mentre il paese si popola di turisti.

Voglio dormire, sdraiato sulla più grande delle mie paure.
Scommettere da solo.
Ho visto questa stessa paura altre volte.
Mi paralizza, non mi lascia scrivere, non mi fa dormire, non mi fa parlare.

Divento un posto scomodo dove appoggiarsi, una soluzione non intelligente, un rischio da non correre,

Divento una scelta obbligata. Evitarmi.

La paura del grande giocatore.

Lascio che la febbre faccia il resto e mi addormento in un casino che non assomiglia a niente se non a un brutto sogno.

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