A Casa (Zombie reloaded)

24 Ago

Che in fondo anche questa fottuta normalità ha un suo senso e una sua musica. Certo, la città popolata di zombie abbronzati in bermuda e ciabatte che pascolano tra supermercato e bar aperti in centro, il tempo che fa immaginare giornate splendide di mare, le edicole chiuse, i viali deserti, i vagoni del metrò abbandonati a intere ballotte di rappers in canotta e cappello dritto e lucido, ecco tutto questo potrebbe sembrare terribilmente noioso.
Terribilmente noioso.
Difatti, cristo, tutto questo è terribilmente noioso.
Rientro in zona giusto in tempo per passare dal pub, dove i vicini di casa si salutano frastornati raccontandosi le ferie. Ah le Marche, uh l’Abruzzo, eh la Costa Azzurra. e l’Elba? Vuoi mettere la Liguria.
Questa mattina ho salutato le nonnine della zona, ordinatamente in coda davanti all’unico bar aperto, cornetto e cappuccio.
I padroni dei cani, che mi ricordo i nomi dei cani. Le ragazze che corrono. Il benzinaio e l’edicolante, con bermuda talmente lunghi da sconfinare in uno sgraziato pinocchietto multitasche. Il vicino, che come ogni fottuta domenica, con il garage aperto si inventa lavori importanti come rifilettare viti di tubature di bagni, che uno si chiede ma quanti cazzo di bagni hai messo in quella cazzo di casa?
I sudamericani che scendono dal bus per andare al parco a grigliare, gli zingari che passeggiano verso il supermercato, le badanti dell’Est che si ritrovano sotto i faggi a raccontarsi, suppongo, di quanto caghi uno o non dorma l’altro.
Tutto questo, cristo, è mortalmente noioso.
Si muore di questo.
Ne sono certo.

Potrebbe succedere qualcosa di straordinario, ma funzionale a rendere questo posto un posto “interessante” in cui vivere?
Mentre la gang di rapper che sta nel vagone del metro insieme a me inizia una jam session su una vecchia canzone dei Club Dogo, per non provare fastidio ho due possibilità.
Uno: dire la verità. Ehy fottuti emarginati del cazzo. Volete saperne una? I vostri idoli al momento sono a Formentera. A scopare veline e altro troiame. Gesto ineccepibile. Ma che vi rende anacronistici. Il rap è morto, perchè quel disagio che denunciate con rime fuori tempo è la prima cosa da cui scappate appena fate due soldi. Capite? Cazzo, i punk facevano i soldi e restavano punk. Al massimo morivano affogati nel loro vomito di champagne e non di pessimi liquori. Ma ci affogavano lo stesso.
Capite cazzo? Scoparsi la Minetti è una cosa molto bella, sia da dire che da fare. Ma tutto il resto è out. E per di più, le rime o si fanno bene, o fanno cagare. Per dire, o si va di quattro quarti e endecasillabi per tutto il pezzo, oppure no. Non si mischia. Le basi, cristo. Le fottute basi.

Non credo che la prenderebbero bene. E sono tanti, palestrati e fumati.

Due: isolarmi a scrivere.

Qui sorge il problema. Vivendo la zona, mi si sterilizza la vena. La normalità routinaria uccide le mie parole. Le adorabili vecchine, i vicini, i padroni dei cani, le signore a passeggio, le mamme dei giardinetti, mi annientano.
Mi ritardano la scrittura. Come quei programmi che trascrivono sotto dettatura, che non capiscono il 25% delle parole, che ti tocca rileggere e che perdi il ritmo.
Ho bisogno di disordine per scrivere.
L’ordine mi appassisce.

Che se solo la Signora Corbazzi, terzo piano scala B, fosse davvero la serial killer che io intravedo nei nostri rari incontri, sarebbe una scala, la scala B, interessante, Lei ha la faccia di una che surgela i gattini nel freezer. Ma lo penso solo io.

E Roberto il benzinaio. Io ne sono certo. Lui ha un giro di baby prostitute, che fa alloggiare nella piccola officina dietro alla stazione. Si vede da come fuma i sigari mentre ti fa benzina.
E la ragazza del palazzo in fondo alla strada, lei uccide su commissione. Per questo le sorrido sempre. È una mercenaria, al momento al soldo di un governo centrafricano.
La giovane del primo piano, dio benedica il suo culo. Lei attrae i giovani in casa. Questo lo vede tutto il quartiere. E con quel culo, è un rigore a porta vuota. Ma quello che nessuno sa è che li indottrina, mentre si fa montare contro lo specchio in finto legno Ikea Svajuikaslla, al credo di Rael. Una raeliana a caccia di proseliti.
E i due teneri vecchi che danno da mangiare a quei fottuti gatti. Beh quelli sono di Lotta Comunista. Lo si vede dalla costanza con cui scodellano manzo in gelatina. Ascoltano, con quegli auricolari, le conversazioni nelle case, e riportano tutto alla casa del Popolo, loro quartier generale, nascosto sotto le mentite spoglie dell’Outlet Della Scarpa.

Dio, se solo fosse così.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: