I Diametri delle lettere

Fratelli,

si voi.

Vorrei raccontarvi che non sono corso a casa a scrivere. Ma vi racconterei una bugia. Non l’ho mai fatto, non inizierò adesso. Scrivo lettere alle persone che amo da qualche tempo. Mancavate voi.

Ho imparato, scrivendo lettere, che hanno un diametro. Una linea retta. Ecco, queste sono due lettere in una, diametralmente opposte. Una avrei voluto scrivervela a pranzo, e una a cena. Sono diventate una sola lettera, la magia dello scrivere. 

Alla fine di ogni diametro c’è un cerchio. Io stavo chiudendo il mio. Come tutti i pagliacci, ho un grande senso della tragedia. 

A pranzo avrei dovuto scrivervi una cosa molto importante, che forse non vi ho scritto per la naturale paura che si nasconde dietro ogni sorriso rubato.

A cena, avrei dovuto scrivervi una cosa molto importante, che non vi scrivo per la naturale paura che si nasconde dietro ogni sorriso improvvisato. 

Bevo. Vino bianco ghiacciato. 

Dicono non serva. 

Io non sono così forte da riuscire a tenere due cose così, due emisferi opposti, un Polo Sud e un Polo Nord, tra le mani. 

Io non so fare tante cose. Tante le ho imparate. Non so scrivere poesie, non so sorridere con gli occhi, non so cantare intonato. 

Non so reggere questi due emisferi. 

Così lontani.

Ho un grande senso della tragedia, lo ho già detto. Come tutti i pagliacci, so fa ridere perchè conosco il fondo del barile dell’animo. 

E con questo grande senso della tragedia, vorrei smettere di scrivere. Adesso. Per sempre. 

Scrivere a caldo, con il vino freddo, fa un male enorme. 

Dicono vengano fuori grandi cose. 

Dubito. 

Io, fratelli, mi sono seduto qui, nudo, al buio, con il vino e le sigarette, a scrivere.

Più a caldo di così si muore. 

E vorrei smettere di scrivere. 

Ma so che non lo farò. 

E vorrei smettere di ridere.

Ma so che non lo farò.

E vorrei, essermi fermato a pranzo. Con il sole alto in cielo e il caldo. 

E tutto il resto.

Il resto, fratelli, è la cosa più bella che avrei voluto dirvi in questi anni. E sono tanti, gli anni. 

Fratelli io ho da fare una dichiarazione.

Ma arriva la cena. 

Niente dichiarazione.

So del vostro amore, fraterno. Lo sento. 

Adesso ho bisogno solo di appoggiarmi a questo amore e dormire. 

Respirare nel sonno sul senso delle cose, su come un disegno preciso si confonda con un’idea stupenda. I quadri migliori nascono così.

Anche questo quadro, ne sono certo, nascerà stupendo. 

Io non so se ce la faccio. 

Ero fermo a pranzo.

E stavo bene li.

Finalmente. 

No, non capite. 

Nessuno potrebbe farlo.

Io si.

Era tutto lì. 

 

I diametri, a volte, portano a una circonferenza gigante.

Chiudere un cerchio, a volte, sembra così facile.

 

 

 

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