Amore, Piove! Piove amore

7 Lug

Hey Baby,
sono in un periodo in cui scrivo lettere.
Ė così bello. Scrivi e ti scarichi di tutte le responsabilità delle tue parole, mica che aspetti la risposta come con i messaggi.
La risposta forse la sai giá. Forse non l’aspetti nemmeno.
E poi mi viene in mente Nanda. Che mi diceva sempre di scriverle. E io le scrivevo lettere. E le dicevo, Nanda, queste sono lettere d’amore. E lei mi diceva, che poi tutte le lettere sono d’amore. Nanda. Forse non te l’ho mica detto, ma io mi sono innamorato davvero della Nanda.
Mica mi capita spesso, di innamorarmi.
Lo faccio con dedizione e senso del disastro.
E quando lo faccio, lo faccio bene.
Mi sono dimenticato di dirti alcune cose che ritengo importanti.
E tu dirai, cazzo ci parliamo sempre. Si ma io mi dimentico le cose, in generale. Ho un’agenda, due quaderni e sei app. Per queste cose.
Per esempio parlavamo d’amore.
E mi sono dimenticato di darti una definizione.
L’amore che smotta, destabilizza, ti solleva, ti fa sentire stupido, ti fa ridere. che ti attrae vorticosamente verso un ombelico, che ti lascia senza parole, che lo aspetti. Quella cosa li, che non centra niente il mondo intorno, che aspetti di sentire un profumo, perché sei convinto sia quello giusto. Quella cosa lì che fare l’amore diventa una piccola lotta, perché mica è la stessa cosa. Sembra tutto nuovo, e pianti le bandierine correndo con le dita sulla schiena e contando i secondi che dura una gamba. E poi, a dirtela tutta, ci scopi sopra. All’amore che hai fatto. Per compensare.
Ecco, io parlavo di quella cosa lì.
C’è un film che mi fa piangere. Oltre a Iron Man, intendo.
È la versione di Barney.
A dirti la veritá è un concetto di scale.
Giá mi commuoveva il libro. Figurarsi il film.
Che poi mica è sempre così. Prendi Ottobre Rosso. Cazzo, salvato in calcio d’angolo da un appena sufficiente Sean Connery, perchè il libro è una bomba. Come Le Belve. Che Don Winslow scrive libri perfetti, e il film traballa.
A me La Versione di Barney mi fa piangere. Sempre.
È un pianto misto. Piango d’angoscia, poi piango di gioia. Per quasi tutto il film.
E in questo pezzo io mi sciolgo.
L’amore è Myriam.
Ecco
Tra l’altro sarei fiero di un padre come Izzy.
L’amore inopportuno, dai tempi sbagliati, quello è una roba che ti fa sentire il sangue nelle vene.
Mi sono dimenticato di dirti anche che ho paura. Alcune cose mi fanno paura.
La guerra. Ad esempio. Non tanto che si sparano, e che muoiono. Mi fa paura il dopo. La sofferenza.
La corruzione. Quella da cento e quella da centomila euro. Mi fa paura, perchè è una malattia devastante e contagiosa.
Mi fa paura la noia. Quella che uccide, che porta i viziati ragazzi ricchi a morire senza un progetto. Di conseguenza mi fanno paura i viziati ragazzi ricchi.
Ho paura anche della sofferenza. Non della morte.
In compenso non ho paura di fare a pugni, di esagerare, di trovarmi nel posto sbagliato con le persone sbagliate, di amare, di soffrire per amore, e di rimettere tutto in discussione.
Mi sono dimenticato di dirti che ho un problema con la carne, con i parcheggi, con le code, tutte le code, e con il tempo.
Insomma non mangio carne, fatico a parcheggiare in senso lato, sia me stesso sia una macchina, e non riesco a stare in coda per più di due minuti. Che mi sembra di perdere tempo, e io ho un problema con il tempo.
Infatti ti scrivo di notte.
Piove, baby. È un luglio strano.
A me non cambia molto. Ho questa cosa che le cose intorno mi scorrono addosso. Che mi concentro su quello che mi interessa e me lo prendo.
Ah ecco, io sono arrogante. Egocentrico, e parecchio saccente. Ma tolto questo, risulto molto simpatico.
A dispetto di quanto pensi, io ascolto tantissimo.
Per me è vitale ascoltare.
Io ascolto tutto.
Seleziono, e digerisco.
Io ascolto i dettagli di un profumo, le sfumature delle parole che usi, come muovi la mano destra quando ridi, e il girarsi della tua testa.
Le parole, ascolto anche quelle. Ma sono meno importanti del resto.
È una deformazione. Leggo i corpi. E non li giudico.
Ma ho sufficiente freddezza da poter anticipare un comportamento.
Che poi si traduce nel fatto che dico quello che penso.
Che va bene a pochi. Irrita molti, imbarazza molti.
Io dico quello che penso.
Io quando mi innamoro lo dico.
E anche quando poi basta.
Sono brutto quando mi arrabbio. Perchè la rabbia riesco a controllarla solo in mare. E mica giro con il mare intorno.
Questa cosa del dire quello che penso mi ha dato qualche problema.
Ma non si può fare granchè.
Ah, sono ipocondriaco semestrale. Da settembre a marzo faccio più analisi di un intero reparto. Se non fosse per le code al mattino presto fuori dall’ambulatorio, mi rilasserei anche.
Svengo davanti a infermiere rumene che mi succhiano sangue e aspetto gli esiti con fremito.
Credo, in ogni caso, di stare inutilmente girando intorno alla cosa.
Io sono stato un capitolo difficile nella vita di alcune donne.
Ecco.
Per dirla tutta.
Le donne della mia vita o mi hanno amato alla follia, o mi hanno odiato alla morte.
Solitamente, tra l’altro quelle che mi hanno amato alla follia, poi mi hanno anche odiato. Per vedere com’era, penso io.
Io sono uno che ti piace subito a mille. Oppure niente.
Devi trovare bella la mia faccia, che non è una faccia facile. È scappata la mano su un paio di dettagli a Dio. Tipo che mi ha messo due nasi. Ne bastava uno. Tra l’altro, tutti e due, funzionano a metá. Sento solo gli odori che voglio sentire. E mi ha messo gli occhi di un pugile sconfitto. Che anche quando rido, tirano giù a valle.
Ti deve piacere questa faccia.
E io sono autodidatta, nell’amore. Ne conosco tanti, di autodidatti. Io so di esserlo. Nessuno mi ha insegnato ad amare. Ho imparato io.
Oggi sto meglio di dieci anni fa. Perchè ho imparato a non fare male, mentre amo una persona.
Ma ogni tanto mi scappa.
Preservati.
Io credo in Dio. È giusto che tu lo sappia. Leggo molto sull’argomento. Credo ci sia un Dio.
Io mi vesto. Ma adoro stare nudo. Ecco.
Io camminerei a piedi nudi ovunque.
Io fumo nudo alla finestra dell’hotel.
Scrivo tantissimo. Adoro farlo. Leggo tantissimo. Adoro farlo. Di conseguenza non faccio altre cose.
Non ho il senso dell’ordine. Ma so ritrovarmi dentro a un casino.
Mi pagano per uscire da gigantesche merde. Ma mi ci affogano loro. A giorni mi piace.
Mi piace la statistica, il football americano, il surf e le gare di pompini in spiaggia. Ma non ne ho mai vista una dal vivo.
Io, è bene che tu lo sappia, non amo le macchine. No. Proprio non le amo.
Credo siano elettrodomestici. Tipo che non mi piace parlarne, nemmeno guidarle. Forse mi piace, ma non ho erezioni sospette in curva.
Di contro, io ho un problema con le moto. Grosso.
Credo di riuscire a mascherarlo ancora per un po’ sotto forma di passione.
Mi piace la forma, il contenuto e il significato della mia moto.
Ma ne vorrei almeno altre quattordici.
Quella che incarna il mio desiderio massimo, al momento, è questa.
Tedesca, sexy, assoluta.
Conosco molta gente, che gira intorno alle moto. E ho potuto constatare che la maggior parte sono degli spostati.
Me ne rallegro e mi aggiungo al gruppo.
Ah, io ho un figlio. Sono, quindi, un padre. La cosa non si esaurisce li intorno al passeggino.
Io vorrei invecchiare in Europa, ma sul mare.
E vorrei invecchiare con una donna e con dei libri, che sono le uniche due cose che sono sicuro mi diano ancora da pensare, fra molti anni.
E con i miei amici.
Io ai miei amici l’ho detto, che li amo.
Sono gli unici uomini a cui l’ho detto. Anche a Freddie Mercury. Ma era giá morto.
I miei amici non sono ingombranti.
Ma li porto sempre con me.
È un modo per difendermi dalla vita.
Comunque sono pochi. Si contano su una mano.
Io sono destro. Ma scrivo poesie con la sinistra.
No, la storia degli emisferi creativi e razionali del cervello è una cazzata per lettori di Mente e Salute.
Ah ecco. Un’altra cosa che mi fa dannatamente paura. La saggezza convenzionale. Fare il bagno dopo tre ore. Pisciare sulle punture di medusa, gli studi approssimativi, la politica urlata, che gli uomini non si possono innamorare dopo una certa etá.
Mi piace ascoltare la gente che nuota nella saggezza convenzionale. Osservare i pesci in una boccia piena di cazzate.
E mi piace anche quando le certezze crollano.
I crolli, in generale, mi piacciono.
Se anticipati da un’esplosione. Di qualsiasi natura.
Le bombe urlate da chi litiga per amore sono le mie preferite. Ma mi piacciono anche i crolli degli uomini che piangono.
Odio la discoteca.
È bene che tu lo sappia.
Adoro il vino rosso e il rhum.
Sul rhum ho una certa cultura. Documentabile dalle ultime analisi del sangue.
Mi sembra di aver finito, anche se mi restano un sacco di cose da dirti.
Diciamo che, per fortuna, le cose meno importanti te le ho dette.

Ah, io quando amo non mento mai. Che sembra bellissimo, ma fa malissimo.
Io amo, al momento, sei persone.
Ovviamente una sei tu.
Che cazzo di discorsi.
Il problema potrebbe porsi nell’unicità.
Non mi far tornare sull’argomento.
Ti prego.
Ricordati che non mento mai. Sia quando farà benissimo, sia quando farà malissimo.

Tuo Ragazzone

PS: devo andare che sono indietro con un discorso di cordoglio per un amico che si sposa fra poco. È sempre stato il mio sogno fare un discorso di cordoglio a un matrimonio. E ne ho fatti parecchi. E non mi sono mai sbagliato. Questa volta non mi è stato chiesto di farlo. Quindi non vedo l’ora di farlo.

4 Risposte to “Amore, Piove! Piove amore”

  1. Michele 16 luglio 2014 a 14:45 #

    E tu, hai mai trovato la tua Myriam?

    • Il Franz 16 luglio 2014 a 14:48 #

      Una volta.
      Come è giusto che sia.
      Myriam passa una volta sola.
      Le ho anche detto: sei tu, baby, la mia Myriam.

      • Michele 17 luglio 2014 a 15:09 #

        Fortunato.
        E se sei anche bravo, sarai sicuramente riuscito a tenertela stretta

      • Il Franz 17 luglio 2014 a 16:40 #

        Sono fortunato. Non bravo. Gli uomini fortunati non sono mai bravi.
        O perlomeno io.

        Potrei scriverci per ore. Ho scritto per giorni.
        Scriverò per anni, probabilmente.
        Non è consolatorio.
        Ma la aspetto.

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