Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta ( Come essere felici adesso in quattro semplici mosse)

17 Mar

Il Piccolo inizia a socializzare con i gatti della zona. A me i gatti mi stanno sul cazzo. Come, nella maggior parte dei casi, anche i loro proprietari. Ma ritengo, da un punto di vista pedagogico, che il Piccolo debba fare tutte le scelte che ritene opportune per conoscere il mondo. Anche se lanciarsi di peso verso un gatto, potrebbe portare l’animale a delle reazioni non controllate. 

Una cosa sola riesce a superare lo stupore per i gatti. Le bacche rosse delle siepi del quartiere. 

Le bacche rosse delle siepi del quartiere sono una manna dal cielo. Prima di tutto, a differenza di molti giochi, sono abbondanti, infinite, facilmente reperibili. Inoltre sono pericolose da prendere. Ci sono le spine. Una figata. E poi possono diventare quello che il Piccolo vuole. Prevalentemente, le bacche rosse, diventano due cose:

– incredibili ricette di cucina, probabilmente origliate ai giardinetti, pronte da essere servite dopo qualche secondo di cottura nel forno (la mano destra) e servite dritte dritte in bocca al papa’, (genitore 1), accompagnate dal dito indice della mano sinistra che da solo porta almeno quattro milioni di batteri, feci di animali, piscia di cane, e due o tre virus sconosciuti. 

– insospettabili attrezzi per riparare la bici o la moto. Basta sdraiare la bici per strada, sedersi sul manubrio e infilare la bacca rossa dove ti pare. Ecco che la bici, per magia, torna ad essere una perfetta ambulanza, una nave dei pirati o la moto di papa’. 

Il secondo uso mi piace decisamente di piu’, perche’ mangiare bacche, se non in casi di estrema necessita’, fingendo pure che il pollo con verdure soffritte mi piaccia, e’ una cosa che ritengo non salutare. 

In ogni caso, il sabato mattina, la nostra lenta processione verso il bar e’ un percorso a tappe tra gatti e bacche. 

A volte, guardando il Piccolo armeggiare, mi sovviene un lievissimo senso di perplessita’ nel pensare a quali ragioni vi abbiano portato a non fare figli. 

A volte, guardando il Piccolo, mi sovviene un dubbio su come cazzo riusciate nelle vostre ostinate ricerche dell’Infelicità’.

Questo stesso pensiero mi sovviene quando scorro gli scaffali delle librerie del centro, dove il cinquanta percento dei libri sono manuali di auto aiuto e promozione del se, scritti da misteriosi personaggi sorridenti. 

Questo stesso pensiero mi sovviene quando la mia pagina Facebook e’ riempita di dissocianti messaggi sul senso della vita, sulla felicita’, sul vero amore, sull’amicizia, scritti da persone che evidentemente hanno bisogno di sentirselo dire. 

Poi, cazzo, io Facebook lo tengo per osservare le possibili modifiche ai terminali di scarico della moto e per osservare i fallimenti famigliari dei miei compagni di classe, non certo per essere motivato da guru del cazzo. 

Avete un bisogno incredibile di essere felici. 

Correte, con scarpe leggere e cuore pesante, per mordere la liberta’. Che e’ una cosa raggiungibile stando seduti, immobili, con gli occhi chiusi. Chiedete a Mandela. 

Mangiate roba cruda e non cucinata, per alleggerire il vostro intestino confondendolo con la vostra anima. 

Insomma, ammettetelo, fate un numero incredibile di minchiate, credendo che siano correlate alla felicita’.

Niente di male, per carita’. 

A giorni alterni, lo penso davvero, pianifico di incularvi un po’ anche io. Con un libretto, qualche corso, sulla felicita’. 

Ho troppo amor proprio per farlo. E sono troppo giovane per avere una ricetta stabile da vendervi. 

Ma a voi basterebbe un libretto facile facile, una mezza verita’, qualche regola egoistica sullo sviluppo del se, due sorrisi, e una pagina bianca per prendere appunti. 

Appunto. 

Ho letto un interessante post che spopola su Facebook. Vivere Zen.

Dieci cose da fare tutti i giorni per essere felici. 

Cristo. 

Un milione di persone che desiderano essere felici. Leggendo questa lista. 

Devo scrivere il mio libro. 

Con un introduzione strappalacrime su come io abbia ribaltato il mio destino. Grasso, infelice, fumatore, arrogante e senza amore. E poi, padre di famiglia, innamorato, magro, salutista, felice e paziente. 

Un incubo. 

Poi, il solito passaggio: se ci sono riuscito io, potete farlo anche voi. 

E voi, chiusa la pagina, nel caldo delle vostre camerette da ormai quasi quarantenni, sospirerete e penserete: ce la posso fare. 

Poi tornerete a chattare con la persona sbagliata, mangiando grassi saturi e fumando sigarette, ma pensando che tutto questo sta per finire. Finalmente. Grazie a un libro. E a un uomo. Io.

Che sulla copertina, lievemente photoshoppato, sorrido abbracciandovi virtualmente tutti. 

Anni di seri studi su serie materie buttati nel cesso. 

Libro in promozione all’Autogrill, incontri in libreria, misteriose associazioni che mi invitano a parlare a misteriose conferenze. 

Tutto bene.

Finalmente posso comprarmi lo stemma per il serbatoio, la fedele replica dello stemma anni 50′. 

A seguire, un libro sulla dieta. Perche’ per essere felici come dico io, dovete mangiare come dico io. Che ho ricercato per voi la dieta perfetta. 

Da abbinare, ovviamente a sano movimento quotidiano. Corse, nuoto, cross fit, yoga, yougurth, frutta, verdura colorata, poche proteine e molta acqua. 

Wow.

Dopo, quando sarete tutti felici, sara’ un problema. Allora bisognera’ scrivere un libro per rendervi consapevoli che non siete poi cosi’ tanto felici. 

Ma ci penseremo dopo. 

Adesso, incredibilmente, condivido con voi la parte centrale del libro. Tanto poi, quando saro’ un coach salutista, dovro’ cancellare questo blog. Perche’ il passato di tutti i coach di successo e’ fumoso e misterioso come una sala da biliardo negli anni 80. 

Ilnuovobradipo non esistera’ piu’, immolato insieme alle sigarette che fumero’ di nascosto mentre andro’ a puttane insieme a qualche marito di qualche onorevole parlamentare. Con i vostri soldi. 

Eccomi qui. 

Entrate nel mood. 

La vita e’ bella.

La vita e’ meravigliosa. 

Se solo voi…

Io ad esempio ero grasso, fumavo, perdevo capelli, avevo il mal di testa, e anche l’alito cattivo. E non mi piaceva il lavoro che facevo. E nemmeno la moglie che mi facevo. E nemmeno il posto dove vivevo. Una vera merda. 

Poi, dopo una grossa crisi, ho scoperto il segreto della felicita’. Nel libro devo riempire cinquanta pagine tra l’intro e questo pezzo, ma adesso, in anteprima, lo condivido con voi subito subito.

E sti cazzi. 

Sedetevi comodi, respirate profondamente, richiamate a voi pensieri positivi e ricordi piacevoli. 

Ecco, occorrono solo quatto semplici regole per essere felici. 

Siete pronti?

Lo volete veramente?

Volete veramente essere felici? 

Si, ma felici come cosa? come chi? Quando?

(e via con cinquanta paginette fitte fitte)

 

Riassunto provvisorio del libro di gran successo che mi portera’ ad essere ricco e, finalmente, felice alla facciazza vostra. 

 

1) Smettete di fare cose che, alla fine vi fanno male. Chiaro che devo trovare un modo piu’ ignorante per dirlo. Se no vi sentite accusati di essere idioti. Solo un idiota continua a fare cose che gli fanno male. Evidentemente. E voi non volete sentirvi idioti. 

Sara’ qualcosa tipo: prendete le cose brutte della vita, elencatele qui di fianco. Adesso scrivete quale sarebbe la soluzione. Poi pensateci ancora. Per una decina di pagine. Poi facciamo una lista. Poi…. 

Smettete di fare cose che vi fanno male. Nessuno, se non voi stessi, vi obbliga a farle. Cristo, piantatela. Quando sarete 3 feet under the grass, nessuna vostra ex vi ringraziera’ di averla chiamata, nessuno stronzo capo vi ringraziera’ per averlo sopportato eccetera. 

2) Iniziate a fare tutte quelle cose che le persone con i coglioni fanno per spalare la merda che la vita mette tra voi e gli altri. 

Ovvio, anche qui, bisognera’ lavorare sul senso della frase. Perche’ e’ dai tempi delle elementari che vi da fastidio spalare merda, fare compiti, e cose simili. 

Eppure, dietro a tutti i video estremamente motivanti che passano in rete di grandi uomini di successo, c’e’ sempre una notevole quantita’ di merda spalata, ingoiata, rimossa. 

Se non hai tempo, alzati prima. Se non riesci a fare le cose, impara. Se hai due rotture di coglioni, falle entrambe. Se la situazione si fa brutta, resta e trova una cazzo di soluzione. 

Questa regola, da sola, basterebbe a farvi risparmiare migliaia di euro in cocktail, psicologi, benzodiazepine, e inutili telefonate agli amici. 

Spalate quella cazzo di merda, idioti. Scappare non serve.

Una delle proprieta’ cinetiche della merda, e’ che e’ capace di inseguirvi senza sosta. 

E se hai fallito con tre fidanzati di fila, forse, brutta stronza, il problema sei tu. E se hai bucato sei anni di fila al lavoro, mediocre figlio di puttana, sara’ il caso che tu ti metta sotto e ti sprema come un limone. 

Oppure, benzodiazepine, toyboy, weekend fuori porta per scaricare, e anche, volendo, gatti siamesi pagati un millino. 

Ovvio, devo lavorarci. Devo smussare gli angoli. Se no, poi mollate il libro. E sarebbe un peccato. 

3) Vivete come se fosse il vostro ultimo giorno. Senza aver troppa paura di morire, ma come se vi toccasse domani. Il purgatorio esiste solo per quelli che hanno rimorso. 

Provatele tutte. Fatevi del male facendolo. Qui, il libro si fermera’ molto sull’alimentazione e sul ruolo della ginnastica. Cosi’ provo anche a fare una partnership con una palestra di Yoga e con un brand di tute. Devo lavorarci un po’. Ormai tutti sanno che lo yoga e’ meglio del tapis roulant ma peggio di una sana chiavata. Devo riposizionare il prodotto. Trenta pagine. Non di piu’.

4) ovviamente, dopo aver smesso di fare cose che vi fanno male e aver iniziato a spalare merda, sareste decisamente felici e tranquilli. Ma, anni di disinformazione e sedute dallo psicologo vi hanno insegnato che non e’ cosi’ facile. Ovvio, lo psicologo deve tenervi attaccati a quella cazzo di sedia. Anche lui ha diritto alla sua Harley da venticinque mila euro e alla sua casetta in Liguria.

Anni di analisi a ragionare sul ruolo del padre, sull’assenza del fratello, sulla verginita’ anale persa troppo presto. 

Anni di libri sulle proprieta’ terapeutiche del the verde, sul ruolo centrale della soia, e sul sesso tantrico, non possono essere buttati via. 

Eppure, senza rendervene conto, avrete smesso di fare cose stupide e avrete iniziato a rimuovere le merdate. 

Ovverosia avrete iniziato ad amarvi. 

Mettiamocela la regola quattro.

4) amate gli altri, le altre cose, le altre vite che vi scorrono di fianco. Sceglietene qualcuna, poche, ma amatele davvero.

Non gira tutto intorno a voi. 

Per fortuna, considerando le vostre intelligenze medie. 

Amate le cose che fate, ma amate anche chi vi accompagna. 

Comprate bei libri, state in bei posti, mangiate buone cose, tipo le bacche rosse, fate figli, tanti, che poi e’ l’amore piu’ gratuito che ci sia, innamoratevi delle cose nuove, limonate sotto la pioggia, toccate la neve, arrivate tardi, fate l’amore in un’ascensore, non abbiate paura di chiedere, non abbiate paura di dare. 

 

Ovvio.

Poi sarete felici davvero.

E li, appunto, saranno cazzi.

A convincervi ancora, dico, a comprare i libri, a frequentare life coach, a sedute dallo psicologo.

Ma troveremo un modo. 

Non vi preoccupate.

 

Io sono felice, qui adesso. 

Credo, spannometricamente, di aver bisogno di una gastroscopia, perche’ sento le bacche a spasso nell’intestino. 

Credo anche che sia un duro lavoro, essere felici. 

Ma e’ gratis. 

Mica cazzi

 

 

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