Mi piace, non mi piace (updated version)

Brevemente:

Mi piace Roma.

Mi piacciono le sue strade, l’apparente disordine architettonico che la storia e le sue ferite, e una buona dose di abusivismo, hanno disegnato intorno agli alberi e ai gabbiani. 

Mi piace andarci in treno, a Roma. 

Per potermi lamentare del casino che fa la gente, per potermi addormentare in mezzo agli Appennini nella nebbia e potermi svegliare a Roma con il sole. 

Mi piace lo sguardo perso, un po’ spaventato, dei turisti dentro la stazione di Termini, 

assaliti da tassinari abusivi, parcheggiatori abusivi, barboni abusivi, bigliettai abusivi, mentre due poliziotti sbadigliano appoggiati a un pilone della stazione. 

Mi piace Roma.

Mi piace la sua gente. 

Mi piace tornare a Milano, sempre.

Constatare che fa più freddo, che è più umido, che è tutto buio, sommessamente lamentarmi della mia città e del suo impietoso tempo. 

Mi piace arrivare a Milano e guardarla come una donna bella.

Lasciando scivolare gli occhi su qualche particolare che chi non è innamorato non sa vedere. 

Mi piace la gente di Milano, quando riesco a guardarli con sufficiente distanza. 

Mi piace febbraio, perchè ogni volta spara dei modesti tentativi di allestimento di primavera.

E quando ti svegli all’alba e aspetti il taxi nel buio del mattino, senti gli uccellini fiduciosi cantare, e senti il freddo scappare. Mi piacciono i tentativi mal riusciti di febbraio. Febbraio è uno che ci prova. MI piace la gente che ci prova. Conta più provarci che il risultato. 

Mi piacciono i culi delle modelle. E’ l’unica cosa che mi piace delle modelle di Milano. Hanno scarpe orrende, pettinature soggettivamente ridicole, impianti mammari inesistenti, una magrezza spaventosa, ma dei culi geometricamente perfetti. Sospesi in jeans attillati. 

In generale, non mi piacciono le modelle di Milano. 

Mi piace andare al Mom. 

Ci vado da sempre.

Mi piace, l’andarci da sempre. 

Mi piace tornare in città sempre trafelato e stanco e arrivare al Mom e sentirmi a casa.

Mi piace sapere che prima o poi, come tutti i piccoli pezzi di storia di questa città, verrà cancellato inesorabilmente anche il Mom. Aprirà un tabaccaio cinese, o al massimo un negozio di scarpe. 

Perchè al danno, corrisponde sempre la beffa. 

La storia è così. 

Mi piace tirare la vita fino al limite. 

Lo faccio da sempre. 

E poi fermarmi di colpo. 

Mi piace guardare negli occhi i miei amici, e ritrovare i miei occhi. 

Riflessi. 

Mi piace osservare le moto parcheggiate. 

Girandoci intorno come un vecchietto fancazzista.

Mi piace fermarmi, sedermi, ordinare del rhum, in un orario in cui tutti bevono Spritz, e fare una lista delle cose che mi piacciono. 

Mi piace constatare che è una lista che, di tanto in tanto, si allunga. 

E’ bello saperlo. 

Mi piace. 

 

 

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