B Ghellonando

Lo diceva, camminando avanti e indietro per l’aula semi deserta, l’esimio professore che ci iniziava alle sacre pratiche del management, in un tetro sabato sera di febbraio. Voi sarete molte cose. Voi sarete la soluzione, voi sarete la risposta, voi sarete la fine di un problema. 

Lo faceva, credo lo faccia tutti gli anni, tra le altre cose per motivare l’incredibile esborso di contanti che occorre per accedere a questo genere di formazione esclusiva. 

Noi non prepariamo soldati per il fronte, noi prepariamo condottieri per il futuro. 

E così via. Devo anche dire che, tra le quattro cose che mi hanno positivamente impressionato, questo cazzodurismo d’annata è stata la più importante. I pavimenti lucidi, le aule impeccabili, la pasticceria, insomma l’ambiente ha fatto tanto. 

L’esorbitante quantità di figa che ronza intorno alla cosa avrebbe potuto stupirmi. Ma, lo sapete meglio di me, dove il portafoglio è gonfio batte il clitoride (impacchettato religiosamente in intimo sexy da 350 euro). 

 

Ho imparato moltissime cose. Sono sempre contento di imparare cose nuove. 

Quasi alla fine di quel sabato pomeriggio, dopo una lunga e articolata invettiva contro le scuole concorrenti, quasi sottovoce, l’esimio professore dal numero esponenziale di cattedre e collaborazioni, citò Smith. 

Tutti quelli che hanno a che fare con l’economia citano Smith. 

E disse: la leadership è un lavoro notturno. Non dormirete, lavorerete di notte. Produrrete. Vi trascurerete. 

E sti cazzi, pensavo. 

Qualche mese dopo, senza dormire, lavorando di notte, trascurato e molto produttivo, pensavo:

e sti cazzi. 

Certe cose si fanno solo di notte. 

Ho abusato delle mie ore notturne, e di una discreta quantità di vino rosso, per fare tutte quelle cose che voglio fare. 

Ho dormito pochissimo, viaggiato tantissimo, parlato troppo, corso tanto, letto poco, mangiato male. 

Insomma, tutto nella norma, tutto bene. 

Ho scritto tanto. Di donne. 

E mi è tornato su (oltre al vino rosso e a un incredibile bianco greco resinato acido come uno sgrassante per sanitari) tutto il mio passato. Tutte le donne della mia vita. 

Ho vissuto molte vite. Il mio corpo le racconta tutte. Io non lo faccio, quasi, mai. 

In tutte le mie vite ho avuto delle donne al mio fianco. Anche sopra, meglio sotto. 

Metti questo pezzo, prima di andare avanti a leggere. 

Ho scritto di donne nuove, che ho conosciuto per strane ragioni. Sul prossimo numero di Kustom World le troverete tutte. 

Sono stato con loro molto tempo. Ho toccato un tatuaggio appena fatto, ho aiutato e aggiustato una scollatura, ho ascoltato una voce suadente, mi sono innamorato dell’energia e della perseveranza, ho guardato un paio di fotografi lavorarci sopra. 

Poi sono tornato a casa, per scrivere le mie cose. 

E mi sono venute su tutte queste donne, del mio passato.

Ho amato, non potete nemmeno sapere quanto, donne incredibili, puttane fameliche, geniali artiste, semplici particolari, anime che sembravano scogliere, oceani di chiacchiere. 

E ho scritto il pezzo finale di Kustom World sulle donne della mia vita. Mi sembrava giusto farlo. 

Quando uscirà, mi piacerà rileggere solo quello. E tutto il cuore e i polmoni che ci ho messo. 

 

Nanda ed io ci siamo incontrati in un bar davanti alla Feltrinelli. Non è stato facile convincerla. Ma dovevo dirle, era urgente, quanto io l’amassi. Quanto io amassi il suo sorriso, le sue parole, il suo lavoro, le sue mani, e quel modo soffice e delicato di appoggiarsi sulle storie più belle del secolo. Le ho detto:

Nanda, credo di amarti. 

Lei ha riso. Tantissimo. 

E poi mi ha preso le mani, le ha portate al petto, e mi ha detto:

grazie. 

Poi ci siamo rivisti, ci siamo ri parlati, ci siamo rincorsi. Poi Nanda è andata in quel paradiso dove stanno tutte le donne meravigliose. 

Per rivedere quel sorriso mi riguardo questo video, girato in un pomeriggio di maggio in Guastalla, uno di quei quattro o cinque posti magici di Milano. 

Con il suo sorriso, la sua sciarpa bianca e quel suo modo di ringraziare. 

Niente, per una sera, scrivendo, mi sono fermato e mi sono commosso pensando al mio passato. 

Non succedeva da un pezzo.

Questo 2014 parte bene.

 

Comunicazione di Servizio: 

parteciperò a molte cose, in queste prossime settimane. Alla mia vita, in primis, come co protagonista. Siete tutti invitati. Al Motor Bike Expo, questo sabato a Verona. Siateci se vi piacciono le moto e la figa. Anche non in quest’ordine. C’è anche una riunione di blogger a cui parteciperò senza alcun titolo ne diritto. Poi a un Poetry Slam, tra un paio di settimane, in cui porterò qualche produzione di RadioCorrida e qualche inedito, sulle donne. Farò una comparsata anche alla presentazione di un libro sui viaggi. Sempre senza diritto e titolo. Ma mi invitano e si beve gratis. A San Valentino cercherò, finalmente, di ritornare sui passi di Chinasky a Milano. 

Insomma, siateci. Sono tutte buone occasioni per offrirmi da bere. 

Life is short, fritz. Leadership is a night job. 

Blow it. 

 

 

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