Vecchio Porco

2 Dic

Ieri notte, dopo un lavoro di quasi mezz’ora per infilare degli strani oggetti nelle prese di corrente, ho finalmente collegato il televisore a internet. Adesso mi sento un uomo migliore, ho pensato. Odio la televisione ma adoro il progresso tecnologico, quindi questo sarà progresso, ho pensato. 

In verità, al netto di un ottimismo sfrenato e di una grande fiducia nel progresso, non ho tenuto conto della scandalosa banda internet.

In ogni caso, sono riuscito a rendere il televisore, come di dice, intelligente. 

A stare alla pubblicità, ho accesso a milioni di contenuti differenti, proposte interessanti, trasmissioni uniche, grandi prime visioni. 

La mia felicità si è tramutata in tristezza quando ho scoperto, in verità, di avere accesso solamente a una incredibile quantità di puttanate. Reality sulle macchine, sui cantanti, sugli scrittori, sui ballerini, sugli attori, sulle moto, sulle barche, sulla pesca, sui lavori strani, sull’apocalisse. Cristo. 

Ormai sconfortato, scavavo il fondo della programmazione pur di trovare qualcosa che avesse senso quando mi sono imbattuto in questo qui. 

Che è un vecchio documentario a cui ero tanto affezionato. 

E ho pensato che il mondo, in fondo, non è un posto così infame. 

Così, per togliervi d’impaccio, vi caldeggio la visione di questo film (90 minuti circa) per alcune ragioni: 

– Si vede il vecchio porco ridere quando parla, bere, (tanto), vomitare prima di un reading a San Francisco, toccare le tette di una misteriosa cicciona. Insomma, c’è tutto il beat che Bukowsky ha sempre predicato

– c’è la conferma che Bukowsky chiamasse il suo cazzo in pubblico “la mia cipolla viola”. Ora, non che sia strettamente necessario dare un nome al proprio cazzo, in ogni caso “cipolla viola” è molto trendy. 

– si sente Bukowsy recitare le sue poesie, Ferlinghetti parlare, la signora Fante parlare. Insomma un pezzo di storia. 

– Per gli amanti dell’architettura si vede l’america dei sessanta – settanta. Uno spettacolo.

– E’ un buon modo per dire di aver letto Bukowsky anche se non vi piace leggere. 

– E’ un grande modo per apprezzare la cultura beat, l’America alternativa, per ritrovare molte cose che poi i Punk e la New Wave hanno richiamato. 

– Non puoi dire di essere appassionato di cultura underground se non conosci il vecchio porco

– al minuto 54 inizia a parlare di donne. E tutte le donne dovrebbero vederlo

– Sean Penn che lo ricorda è fantastico. 

– Bono che legge una sua poesia (1.11) è stupendo

– al minuto 14 ( un ora e 14) si osserva come si dovrebbe litigare con una donna. 

 

E poi mi ha ricordato la mia prima volta. 

La prima volta che ho fatto l’amore. 

Dio che sballo. 

Ma questo è un altro racconto

 

Vi auguro di essere davvero beat, di lasciare un fottuto segno nelle vostre vite. Di non vivere per le vostre macchine, per i vostri lavori, per le vostre moto, per i vostri figli. 

Di vivere per voi. 

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