Le 5 cose belle della convivenza (con una donna)

Post in risposta a quello scritto (qui) dalla magica mano di Enrica, che di fallimenti, pannolini, levatacce e unghie mal tagliate se ne intende, e quindi anche d’amore. 

L’ottanta percento delle coppie si separa, divorzia, si uccide, si martoria, si umilia, insomma si divide, entro cinque anni dal matrimonio o dall’inizio della convivenza. Otto coppie su dieci. Epidemico. 

Di questi, buona parte sta facendo la cosa migliore, o crede di farla. Le conseguenze di una separazione sono, a trent’anni, decisamente impegnative. Alcuni (amanti delle statistiche, il 44%), in questo calderone ci mettono anche i figli. Generalmente piccoli. 

Altri ci mettono i cani, i gatti e altri animali domestici, paragonandoli ai figli. (amanti della psicologia: è una deformazione psichica. Antropomorfizzazione dell’animale domestico. E’ una patologia. Davvero). 

Seppure si potrebbe parlare e scrivere per ore delle conseguenze psicologiche sui figli, sui parenti, sui gatti e sui cani, io non sono Maria Rita Parsi. E se fossi lei, licenzierei il mio webmaster, perchè il sito è una vera merda. Ma questo non c’entra. 

Ci sono alcune cose che nessuno, genitori, preti, psicologi ed amici, ci dicono, prima che sia troppo tardi, ovverosia prima che gli scatoloni con dentro tutte le cazzate di venticinque anni di vita, reputate indispensabili, si uniscano in un unico soggiorno creando quella simpatica entropia nella quale, solitamente, finisce che poi i suppellettili della donna finiscono esposti e quelli dell’uomo finiscono in box, insieme all’orgoglio e a molte altre cose. 

Ecco, forse gli amici sono quelli che, in verità, qualcosa la dicono. Ma le capacità di ascolto di un uomo, nei momenti critici della vita, ovvero quando ci sarebbe più da ascoltare che da parlare, sono ridotte all’osso. Il cervelletto, l’ipotalamo, il cuore, i polmoni e il cazzo puntano direttissimi verso una decisione irrevocabile, corredata dal sempreverde: “per sempre”. 

Che, al netto di una statistica precisa, significa per 5 anni. La stessa durata della garanzia Toyota. 

Per dire, la Kia da 7 anni di garanzia sulla Picanto a metano. Un matrimonio e mezzo.  

La convivenza, in generale, è un processo abbastanza pericoloso nel quale due esseri umani decidono, comunemente e per le ragioni più disparate, di vivere sotto lo stesso tetto, condividendo scelte, valori, soldi, futuro, batteri e calzini. 

Ecco, se per i batteri e i calzini la cosa è abbastanza certa, sulle scelte e i valori è poco probabile che l’argomento sia stato affrontato adeguatamente prima. Sui soldi, la questione è decisamente più semplice: l’amore, in ogni sua forma, è un asset che prima della convivenza gode di una straordinaria sopravvalutazione, per poi svalutarsi come da tradizione di tutte le bolle finanziarie, nel giro di poco tempo. Insomma, un business in perdita. 

La convivenza con una donna, solitamente per un uomo coincide con la ricezione di alcune funzioni fondamentali per la sopravvivenza, fino ad allora coperte dal grande intruso nella coppia: la di lui madre. 

Lavatrici, spesa, cucina, aspirapolvere, anticalcare e pagamento delle utenze sono il primo grande shock di un maschio. 

Forte di secoli di selezione naturale, l’uomo moderno è pronto a sopravvivere in contesti molto difficili, come il matrimonio, grazie ad alcune peculiarità che la genetica ha sviluppato: la chiusura dei timpani (introversione acustica) che permette di chiudere i canali di ascolto quando una donna sta parlando, la calcificazione poltronale, ovvero la solidificazione del proprio retto, osso sacro incluso, al divano o alla poltrona nelle fasce orarie a rischio ovvero quando gli elettrodomestici chiamano, la riscoperta dell’onanismo selvaggio, e la capacità sopportare le torture più fameliche dopo il waterboarding, come la visione di X Factor o lo shopping di sabato. 

Eppure, anche l’uomo più preparato, cade davanti a quelle che sono le 5 cose che nessuno ti dice prima della convivenza. 

Le cose belle. 

 

1) You’re a sexy bomb. Tolto il magico semestre iniziale, fatto di sesso selvaggio in motel, nell’androne, nel cesso di un locale, in macchina, sul motorino, su una panchina e qualche volta anche in un letto, la curva del desidero, nella maggior parte delle coppie, tende a calare come un titolo in borsa. O scompare in pochi istanti (financial drop) oppure vive una lenta eutanasia (long tail failure). 

Una delle cause più diffuse è lo spregiudicato uso femminile dei pigiamoni da notte. Quegli anticoncezionali naturali di panno e flanella, con pois fluorescenti o disegni dolcissimi, che ammazzano il desiderio di un uomo come una ghigliottina (sul pisello). Il pigiamone è il primo segnale che, qualcosa di importante, sta andando a puttane. Solitamente l’uomo. 

2) La lista delle cosine che tu,amorino, dovresti fare per il tuo passerottino. Ovverosia, l’elenco dei lavori forzati ritenuti indispensabili per la convivenza. La lista include, solitamente, cinque o sei delle cose più pallose che tua madre faceva per te. Probabilmente quelle che odiavi di più. Tipo: se ti piace lavare i piatti, dovrai sparecchiare. Se ti piace stirare, dovrai stendere. E così via. Impossibile discutere. Si parla di parità di sessi. Una delle soluzioni più comuni è l’assunzione di una colf. In nero, così la paghiamo di meno. E senza lasciarle le chiavi di casa, che non ci fidiamo degli immigrati. Otto euro l’ora. Con l’uomo che spera sempre si tratti di una Belen Rodriguez ancora sconosciuta alla stampa, e la donna che spera in un super robot in grado di cucinare, stirare e lavare in contemporanea. Un Bimby sudamericano. 

3) La gestione degli elettrodomestici, in genere, non è mai oggetto di discussione alcuna. Sei liberissimo di usare il tostapane e il frullatore quanto vuoi e come vuoi. Sei benvenuto se mai dovessi avere una strana tentazione di usare l’aspirapolvere. Ma c’è un elettrodomestico, uno solo, che è oggetto del desiderio di entrambi. La televisione. La televisione, per chi non lo sapesse, è una delle armi più potenti, a livello chimico, per uccidere il desiderio e la passione, la comunicazione e l’intelligenza in genere. Ma se lo dici, ti additano come comunista. Il telecomando è lo scettro di un potere che punta all’autodistruzione. La scelta dei programmi è una delle chiavi di lettura su chi comandi davvero. Insomma, per farti un’idea su chi comandi davvero in casa, basta che chiedi cosa hanno visto in settimana. Reality sulla cucina, sui matrimoni, sui giardini e sulla danza. Oppure serie infinite sulla pesca d’altura (cit.), sulla costruzione di improbabili ordigni esplosivi o documentari sui calciatori famosi nella seconda serie polacca negli anni 60, ritenuti indispensabili per farsi una cultura. 

Scopri chi tiene il telecomando saldo in mano, e capirai chi comanda. Io ho risolto la questione alla radice, da vero cattocomunista. Non guardo la televisione. Sostengo la tesi che buona parte delle cose interessanti per un uomo, a livello video, siano reperibili in modo più semplice, selettivo e diretto, online. Porno compresi 

4) La mamma. La mamma, in una convivenza, è quell’elettrodomestico che finchè e tuo è perfetto e incriticabile, quando è dell’altro è ridondante e superfluo, invadente e petulante. La mamma del tuo coniuge è uno dei motivi per i quali stai scoprendo nuovi modi per fingerti influenzato durante le feste. Una statistica da me condotta qualche tempo addietro (ai tempi delle scorribande sessuali, o almeno speravo, negli appartamenti delle studentesse fuori sede) rivela che c’è una forte connessione tra la latitudine geografica, la taglia di reggiseno e l’invadenza materna. Ovverosia, più vai a Sud, più è attraente (se scrivo figa mi danno del maschilista) la tua principessa, più la madre sarà presente, rompicoglioni e scontrosa. 

Tieni anche conto che, te lo dico per esperienza personale, più vai a Sud più devi anche tener conto del concetto di famiglia. A Milano, include i due genitori e qualche vecchia zia (al massimo due) che si materializzano in sedia a rotelle e catetere solo per le feste comandate, per poi risparire dentro qualche istituto di ricovero. A sud del Tevere, la famiglia include il sesto grado di parentela, dove per parentela si intende anche qualcuno che abiti vicino a te. 

5) Transformer. Uno dei fenomeni più spiazzanti, a livello emotivo ed umano, che un uomo vive è la trasformazione epocale che una donna subisce durante gli anni di convivenza. Se agli albori della storia, ricordati solitamente con il termine “all’inizio” (che si traduce: quando credevamo di amarci), la donna è un essere tollerante, flessibile, sexy, docile e delicato, nel corso degli anni intervengono fenomeni chimici e fisici per i quali tutto questo scompare. La donna subisce due grandi forze, opposte. Quella di gravità, che porta tette, culo e mento verso una inesorabile caduta (da non sottolineare mai e poi mai. La pena economica è brutale: si iscrivono in palestra, 300 euro, vanno a pilates, 100 euro, massaggi, 200 euro, terme, 50 euro, crema americana segreta usata da Lady Gaga, 70 euro, tisana di Madonna e Sting, 30 euro), dicevo, quella di gravità che porta il fisico verso il basso, e quella di orgogliosità, che porta l’ego sempre più in alto. Finisce la tolleranza, si cancella la flessibilità, uno strano gusto per l’orrido sostituisce i perizomi con i mutandoni contenitivi del Carrefour, la dolcezza rimane un ricordo e la cosa più delicata è l’appoggio dei piedi congelati, sulla gamba, di notte. Due forze eterne e invincibili. Due forze della stessa gravità. Niente può fermare questo processo, che insieme a un treno chiamato desiderio, corre via lontano. 

Forse per questo sette uomini su dieci scende, a qualsiasi fermata, e di corsa. A dire il vero, per poi risalire su un altro treno, dentro un altro tunnel (fin troppo facile gioco di parole), verso un altro destino. 

Ma ricordatevi e ricordatele che l’amore, in fondo, è l’unica cosa per cui valga la pena vivere. 

 

 

 

 

2 pensieri su “Le 5 cose belle della convivenza (con una donna)

  1. Circostanziato, sensato, accorato, spietato, lucido e preciso. Ho letto tutto fino in fondo e mi hai quasi convinta. Caspita se non avete ragione voi, poveri fuchi! Poi mi sono ricordata che sei un maschio. E i maschi, come tutti sanno, hanno sempre torto. Sorry.

  2. il padre al figlio dice
    senti un po’
    solo un consiglio
    io ti do’
    tu nella vita
    comandi fino a quando
    ci hai stretto in mano
    il tuo telecomando
    si la vita e’ tutt’un quiz

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