duemila miglia premio

Schiphol, ora di cena, digiuno dal mattino, voglia di una birra, un letto, caldo, con ripieno, se possibile. Voglia di surf.

– se rispondi a delle domande, ti pago con duemila miglia premio sulla tua frequent flyer, ti va?
– saresti la prima donna a pagarmi. Di solito è il contrario…
-…
– dicevo per ridere.
– era una battuta terribilmente sessista.
– io sono terribilmente sessista. Vuoi ancora regalarmi duemila miglia?
– dovresti rispondere ad alcune domande.
– se mi accompagni fino al bar, volentieri. Ho voglia di una birra.
– sono domande su quanto voli, dove vai, cose così.
– mastichi sempre la cicca con così tanta forza?
– …
– sembra tu voglia romperti i denti.
– è che non posso fumare quando lavoro.
– mettiamoci nella smoking room. Io bevo e tu fumi.
– tu non fumi?
– ho fumato più nelle ultime trenta ore che negli ultimi sei anni.
– stress?
– routine
– potrebbe uccidere. Che lavoro fai?
– vendo
– cosa?
– me stesso. Al miglior offerente.
– dico sul serio
-…
– sul serio… tu? passi il tuo tempo a intervistare gente in aeroporto?
– per adesso si. È da poco che sono qui.
– birra?
– non bevo
– non sai cosa ti perdi
– a non bere?
– a non bere con me.
– stai flirtando?
– non potrei mai. Sei negra.
-… che cazzo stai dicedo
– scherzo
– …
– ma sei davvero nera. Di dove sei?
– Honduras
– …
– ci sei rimasta male per la battuta razzista?
– beh, mi sto abituando alla classe europea.
– ti sta giá andand molto bene. Questa è Crazy Mary.
– questa cosa?
– canzone. Pearl Jam. Crazy Mary. Pura poesia.
– non mi piacciono i Pearl Jam.
– ognuno ha i suoi difetti… Le mie duemila miglia?
– te le devi guadagnare. Venti domande.
– venti risposte. Non credo di averne così tante…
– in che senso?
– è un periodo in cui sono a corto di risposte. In generale
– questa mi fa ridere… (ride, con i denti che mi fanno rivalutare il concetto di colore bianco)
– non era una battuta. Ma hai un bel modo di ridere
– è la cosa che mi ha detto il mio fidanzato. La prima cosa, quando mi ha visto.
– è gay?
– no, perchè?
– hai un modo di ridere bello. Ma ti giuro che è almeno la quarta o quinta cosa da dirti, volendo fare la classifica delle cose che si notano.
– stai flirtando…
– no. Bevo un’altra birra.
– vuoi ubriacarti?
– sarebbe lunga. No. Voglio bere e tornare a casa.
– italiano?
– si vede tanto?
– è scritto sulla copertina del passaporto
– il tuo fidanzato è di qui?
– francese
– cristo. Hai scelto il peggio di tutto quello che l’Europa offre.
– in che senso?
– vivi qui?
– si.
– e stai con un francese. Se mangiassi cucina bavarese avresti chiuso il cerchio.
– anche a lui non piacciono gli italiani.
– non ne dubito. L’inferiorità genera invidia.
– quanti voli hai preso quest’anno?
– inizi con le domande?
– si
– ottantasei
– davvero?
– davvero
– allora devi avere uno status davvero alto
– abbastanza
– e non te ne fa nulla di duemila miglia…
– in effetti no.
– …
– però mi sto bevendo una birra chiacchierando. Tutti hanno diritto almeno a questo, il venerdì sera.
– hai la fede. Hai qualcuno a casa che ti aspetta.
– …
– ho detto una cosa sbagliata?
– non credo. No.
– hai bambini?
– uno. Stupendo.
– chissà perchè voi europei ne fate solo uno.
– non ti ho mica detto che ho finito di farli. Ho tempo.
– non sembri giovane.
– ne voglio tre. Quanti anni mi dai?
– quaranta.
– cristo santissimo (in conversazione originale tradotto come Holy Christ).
– troppi?
– no. Vanno bene. Tu quanti anni hai?
– quanti me ne dai?
– venticinque?
– trentuno.
– il francese quanti anni ha?
– trentaquattro
– è giá entrato nel pessimismo egocentrico?
– cosa?
– tutti i francesi entrano nel pessimismo egocentrico passati i trenta. È nella loro natura. Fidati. Guarda i film che fanno. Ascolta la loro musica.
– a me piace la loro musica
– sei accecata dall’amore
– può darsi. Qual’è la destinazione non europea che hai visitato con maggior frequenza?
– Hong Kong. Quattro volte negli ultimi sette mesi.
– incredibile.
– cosa?
– andate tutti negli stessi posti.
– io e chi?
– i due che ho intervistato prima di te
– allora non sono il primo… siete tutte uguali
(ride ancora. Cazzo solo un francese potrebbe guardare i denti senza accorgersi di tutto il resto. Galli del cazzo).
– quanti te ne fai in un giorno
– venti. Venticinque
– e lui non è geloso?
– …
– ti sei spenta… è geloso davvero?
– molto.
– che palle
– in effetti. Non è facile.
– no. Dicevo che palle, adesso inizi a parlare della gelosia.
– tu non sei geloso?
– solo delle donne sbagliate
– sei mai stato tradito?
– è uno strano questionario. Questa è la domanda dopo Hong Kong?
– vuol dire si?
– vuol dire si. Spesso.
– anche io.
– da lui?
– no. O almeno non credo. Spero. Insomma. No.
– chi può dirlo.
– in che senso
– mah. I francesi, in fondo, sono quelli che hanno inventato il tradimento.
– davvero?
– no. Credi sempre a quello che ti dicono uomini sconosciuti?
– tu mi sembri buono.
– è giá un complimento.
– non lo sei?
– non avere paura del tradimento.
– …
– abbi paura di non amare abbastanza
– …
– e fallo tutti i cazzo di giorni. Come se domani dovessi morire
– parli sempre così alle sconosciute?
– sei tu che mi hai promesso un regalo. Io mi sono seduto ad aspettare.
– abbiamo altre diciotto domande…
– rispondi tu
– in che senso
– rispondi quello che vuoi. Avanti non dirmi che non lo hai ancora fatto. Sbattitene, scrivi quello che vuoi.
– ma non posso.
– se osservi tutte le regole, prima o poi ti troverai a infrangerle tutte. Una dopo l’altra. Inizia oggi. Rispondi per me.
– a che ora parti?
– tardi.
– non è una bella vita
– ti ci devi abituare. Anche per me intervistare gente in aeroporto non è una bella vita.
– ma io non lo farò per sempre.
– nemmeno io. Credimi.
– Quanti voli hai fatto in business class quest’anno?
– nessuno
– che servizio vorresti offerto sull’aereo, per i voli a lungo raggio?
– pompini
– scusa?
– pompini
– …
– scrivilo davvero, per favore.
– non lo farò mai.
– okkei allora rispondi tu alle domande.
– …
– mangio qualcosa. Hai mangiato?
– non posso mangiare mentre lavoro. Ma stacco tra mezz’ora.
– beh, vado da solo.
– non è triste mangiare da solo in aeroporto il venerdi sera?
– nella media.
– allora rispondo da sola alle domande.
– ottima idea. Mettila quella cosa dei pompini. E’ un valore aggiunto.
– mi sono divertita molto.
– per forza. Sei abituata a un francese…

Cazzo, è tristissimo mangiare da soli, alle nove di sera, a Schiphol.
Adesso che ci penso.
Potevo pensarci prima.
Davvero.
Ma quanto prima?

che poi è la domanda del momento.

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