I Droni dei Negramaro – come scovare un coniglio in campagna

Passeggio per l’ufficio senza dare troppa attenzione ai dettagli. Punto dritto dritto al bar. E’ lunedì mattina. Osservo le facce da week end mentre saluto.  Devo ricordarmi di comprare una coperta. O di smettere di dormire nudo. Chiedo un caffè e una bottiglia d’acqua. Ci infilo tanto paracetamolo da temere la fusione della plastica della bottiglia. Ho la netta sensazione che il mio setto nasale possa esplodere da un momento all’altro. Prendo il giornale, mi siedo in un tavolo abbastanza appartato. Abbastanza.

Ho sempre avuto due problemi con il giornale del lunedì: Alberoni e il calcio. Il primo, come si sperava, si è auto risolto. Il secondo pare essere irrisolvibile.

Dicono di voler fare la guerra per esportare la democrazia. Lo dicevano anche ai nostri genitori. Ma almeno ai tempi si facevano di LSD e la buttavano sul rivoluzionario. Adesso è più complesso. Difatti, di tutta questa vicenda sulla guerra a te non è che te ne fotta molto. Anzi. Ti capisco. La Siria è lontana. E ha lo stesso nome della cantante amica di Jovanotti. (Si chiama Syria, anzi si chiama Cecilia). E poi, in fondo, a noi di questa generazione, ci hanno abituato a questo tipo di business model: abbiamo fatto il Kosovo, l’Irak, ancora l’Irak, l’Afghanistan. Abbiamo fatto è una parola grossa. Hanno fatto. Noi, in fondo, nulla ci è cambiato. Ogni tanto sale il prezzo della benzina, ogni tanto il corriere.it toglie le foto di gossip e ci infila dei bambini nei sacchi di plastica.

Bambini nei sacchi di plastica.

Ecco, immagino quanto sia doloroso spostare la tua attenzione da ben più importanti questioni tra cui il matrimonio di Belen, il sushi con le amiche di giovedì sera e il week end in una SPA a fine mese. Ma, Santissimo Dio, i bambini in un sacco di plastica. Questa non è democrazia.

Anche io, come te, ho maturato una grande, grossa, coscienza civile. Riesco, abbastanza facilmente, a ritornare ai veri problemi della vita. Lui mi ama, quanto mi ama, ho preso un chilo sul culo, il mio ristorante preferito è pieno, è finito il 38 delle scarpe di Armani che volevo.

Che si fottano i siriani, i marines e anche i russi. Tecnicamente sei, siamo, molto Nimby. Se non sai cosa significhi, cercatelo. Not In My Back Yard.

Bambini nei sacchi di plastica.

Questo non può lasciarti indifferente.

Oppure si.

E’ uscita la nuova collezione di Zara.

Questo non può lasciarti indifferente.

Oppure si.

 

Beh, tutto questo per dire che la febbre, dovuta a una serata fresca d’autunno passata ad avvistare conigli, la conseguente nottata di merda, le 18 ore di lavoro, insomma questa gran vita che ho condotto nelle ultime 64 ore, non mi ha fatto dimenticare i problemi della vita.

Un uomo, o una donna, che uccide un bambino, e lo infila in un sacchetto di plastica deve, per logica, morire di atroci sofferenze. Non è democrazia, non confonderti. E’ buonsenso.

Un uomo, per di più un Nobel per la Pace, che pretende di esportare la democrazia a bordo di portaerei e sottomarini, deve, per logica, essere rimesso al suo posto. E’ buonsenso.

Ci sono tanti modi di fare la pace. Uno dei più semplici è fare l’amore. Molto freak. Ma sempre verde.

Poi potete, attivamente, pubblicare su facebook colombe, foto di Papa Francesco, inviti al digiuno.

Anche infilare i fiori nei cannoni.

Ci sarà, in fondo, un modo per impedire che qualche figlio di puttana uccida dei bimbi e li infili nei sacchetti di plastica…

E pure un modo di liberarsi dell’ossessione del matrimonio di Belen.

Mandare dei droni, che mandano ininterrottamente i Negramaro, e che una volta individuati questi stronzi, li obbligano a guardare il video hard di Belen. All’infinito.

Io l’ho fatto per mesi. E, come potete leggere, sto bene.

Life is short, firtz.

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