Scorre Lento

Ho un bisogno estremo, viscerale, di riposo e Bellezza.
Di sassi che rotolano nell’acqua, di silenzio, di salsedine, di sole che scalda, di sonno arrivato a placare tutto questo frastuono che ho nell’anima.

Di Bellezza. Di un profumo, di una canzone, di uno sguardo, di un tramonto, di un sorriso, di una curva a strapiombo sulla montagna, di un racconto perfetto, di un vino dolce, di un corpo, di un’anima che si incastri con la mia, di un desiderio che si avvera, di un odore famigliare, di un sapore eccitante. La Bellezza, tutto ciò per cui vivo e sto morendo. Quei particolari insoliti, catturati solo da occhi sapienti, ovunque. In un vicolo, nella penombra, in un sorriso, in uno sguardo, in uno stadio, in una camera. Il battere le mani di cento persone insieme, il rosso sanguigno della marmellata di fragole che sbuca da una brioches, il riflesso luccicante della moto in una vetrina, La pulizia di una maglietta che lascia intravedere tutto il calore possibile di un cuore, un piede che si inarca, simmetrico, mentre il cuore perde il ritmo, un sospiro in un orecchio, una mano che si ferma, accompagnando il desiderio di un dito, un bicchiere di vino che si confonde con le parole, un racconto. La luce del sole che passa nei capelli, le forme decise dal vento degli alberi spogli, la Bellezza è ovunque. Come la poesia.

E’ che, talvolta, presi da tutte le cose non importanti, ci dimentichiamo di quanta fatica stiamo facendo per avere anche solo un istante di Bellezza. Ci dimentichiamo che la Bellezza non si può comprare, decidere, programmare.

Scaccio tutti i miei demoni, bevendo un caffè ormai freddo. Sento il corpo ribellarsi a tutta questa fatica, al vino, al mal di testa, al freddo. Osservo il Piccolo giocare con dei coriandoli. Fa cose che non dovrebbe o non potrebbe, semplicemente sbattendosene. Dal padre ha preso questo. Il carattere peggiore. Gli servirà moltissimo, una volta che avrà imparato a gestirlo. Se sapessi come fare, gli insegnerei qualcosa. Tutto quello che so, è che a un certo punto, smetterai di respirare per un istante. Per un tramonto, per una parola, per una carezza, per un sospiro, per una pelle, per un rumore, per una canzone. E capirai di doverlo cercare per sempre. Quell’istante.

Sono giorni davvero difficili, questi di fine inverno. Di questo inverno.

Lascio che i cattivi pensieri volino via insieme al rumore di un elicottero rosso, che ci passa sopra la testa. Il Piccolo è sorpreso. Un elicottero rosso. Anche la sorpresa di un bambino è una stupenda forma di Bellezza.

Questa Bellezza, è davvero solo mia. Come tutte le follie fatte per averla, per farla mia, anche solo per un’istante.

La perfezione di una pagina di Mr. Gwyn, con la punteggiatura che fa l’amore con i sogni. L’incredibile senso di vuoto dei piedi, a galla mentre non senti il fondo. Il profumo di un prato su cui ti sdrai per piangere tutte le tue lacrime. Quel piccolo rinculo del gas, mentre apri tutto, sentendo la ruota dietro slittare istericamente. Quel modo unico, folle, con cui il sole si appoggia sullo sfondo dei nuovi grattacieli, rendendo umano il vetro che litiga con il cemento. Quel polso, tenuto fermo da una mano, che sa essere ferma solo quando tiene quel polso. Quell’idea di partire, che diventa un viaggio stupendo, ancora prima di essere fatto, solo bevendoci sopra del vino e respirandoci sopra delle chiacchiere.
La Bellezza prende piede, se il tuo occhio sa di poterla vedere, se il tuo naso sa di poterla annusare, se la tua bocca sa di poterla prendere, mordere, leccare, mangiare, se le tue mani sanno di poterla tenere. Prende forma, colore, spessore, peso, odore.

Questo è uno dei pochi motivi per cui in giorni come questo, dove litigo con i miei peggiori demoni, trovo ottime ragioni per continuare a farlo. Questo è il motivo per il quale mi fermo, sorpreso, a osservare il rosso rotondo di un serbatoio disegnato trent’anni fa, sporco della terra di una strada che non sapeva di finire in un giro perfetto. Questo è il motivo per cui mi ritrovo con il naso per aria, a seguire il profumo di erba appena tagliata, in mezzo a un traffico qualsiasi, di una città qualsiasi che non sapeva di avere un prato appena tagliato a profumare l’aria. Questo è il motivo per cui guardo sempre gli occhi di una donna, scavando dolcemente in tutti i segreti che non vuole dire. E immagino storie bellissime, fatte di quegli occhi e di quelle mani. Questo è il motivo per il quale scrivo poesie, racconti, pagine fitte di parole. Questo è il motivo per il quale invidio i fotografi, i pittori, i pasticceri, i vinai, gli architetti, chiunque usi se stesso per questa Bellezza.

Questo è il mio più grande bene. Questo è il mio più grande male. Avere la certezza di poterla vedere, poterla descrivere, poterla respirare, ecco tutto.

Ascolto la mia rabbia, feroce e pericolosa, mentre mi accarezza la schiena. Conosco questa sensazione. Nuoterò fino a non sentire le gambe, fino a respirare il dolore delle braccia, perchè l’unico modo di dominare questa rabbia è annullandomi. O scriverne.

Ascolto la mia rabbia, mentre osservo compiaciuto il modo con il quale il Piccolo rivendica la sua altalena.

Un elicottero rosso, in sottofondo, passa sopra le nostre teste. Solo uno stupido non capirebbe la Bellezza assoluta di un elicottero rosso, in una domenica mattina di fine febbraio, in un cielo azzurro.

Respiro piano, per un secondo lascio che tutto mi scorra di fianco.

Fermati, respira, pensaci davvero.
Vivere per altro, non ha senso.

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