lo sciupafemmine di Hollywood Est

Aspetto che passi lo strano dolore alla schiena, che identifico come possibile cancro o infarto, per lasciarmi cadere in un sonno provvisorio. Il dolore, in effetti, passa semplicemente quando mi tolgo dalla schiena una matita. Mi addormento sognando grandi cambiamenti. Adoro sognare di grandi cambiamenti. Quando andavo a letto strafatto, ovvero quasi sempre negli ultimi dieci anni, faticavo a concentrarmi su un sogno preciso. Era più un flusso di informazioni confuse, che si spintonavano per richiamare l’attenzione del mio cervello, intorpidito ma sempre acceso.

Ho scritto moltissimo in questi giorni. Ho pensato moltissimo in questi giorni. Dalla mia camera, affacciata sul canale, al primo piano, si sentivano le anatre la mattina presto. L’insegna dell’hotel illuminava mezza stanza, dando una stranissima penombra gialla a tutte le cose.

Seduto sulla ringhiera congelata, guardavo l’acqua scorrere nel canale, e la gente passare in bicicletta. Gestivo un pesante mal di testa, aspettando un collega per cena. Sentivo la barba congelare per il vento umido, e il freddo lentamente entrarmi nelle ossa. Riflettevo sulla differenza che passa tra un’idea e una decisione. E sulle decisioni che ho preso nella mia vita. E sul mal di testa dovuto alla vodka, al rhum e al vino della sera prima.

Poi di colpo mi sono svegliato, con l’iPad sulle gambe, per colpa delle anatre. Ancora vestito. Ho scritto per un’ora, tornato da un lungo viaggio nel quartiere a luci rosse. Sempre le stesse facce, sempre gli stessi locali, sempre lo stesso mal di testa. Mi sono spogliato, sono entrato nella doccia, e mi sono lasciato accarezzare dall’acqua bollente. Alle cinque e mezza ero già pronto.

Dormo sempre meno. E sempre peggio. La gestione dello stress è argomento che mi appartiene. E del quale conosco a fondo tutti gli spregevoli effetti collaterali.

Ho scoperto che su iBooks c’è Bukowsky a novantanove centesimi. E ho comprato Lo Sciupafemmine di Hollywood Est. Mentre il Piccolo guarda i Teletubbies, leggo il vecchio Charles.

Gestione del cambiamento. Orientamento delle posizioni. Processo decisionale. Il novanta percento delle mie energie è incanalato in un delicato processo che i più chiamano sopravvivenza, o semplicemente vivere.

Grazie a un prezioso connubio di fattori esterni, il mio sistema finanziario è crollato sotto il peso di bollette, rate, pagamenti e imprevisti.

Sono tornato ai gloriosi tempi nei quali era inutile portarsi dietro il portafoglio, essendo un oggetto vuoto se non per la tessera Arci e per due scontrini.

Qualche anno fa ho deciso, in un momento di sobrietà e di visione, di rendere minimo l’impatto dei fattori esterni sulle mie decisioni e sulla mia vita. Credo di ricordare che nello stesso momento ho deciso anche di smettere di bere e di fumare. Ho festeggiato il cambiamento con una bottiglia di Falanghina e un sigaro delizioso.

So vivere molto bene al verde. Anni di esperienza mi hanno insegnato che i soldi fanno la felicità. Davvero. Ma si può provvisoriamente sopravvivere anche senza soldi, sempre che si faccia un serio piano per recuperarne in tempi brevi e in maniera più o meno legale, il più possibile per tornare agli standard più consoni. Insomma, ci sono periodi da Bacardi anche nella vita di chi beve Caroni.

Sarà un anno chiave, mi ripeto mentre aspetto che il sonno mi riprenda.

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