Farfalle o Passerina

Mentre cerco di portare il mio livello di alcool a una soglia accettabile che mi permetta di addormentarmi pacificamente senza sentire ne il treno ne i rimorsi medici sull’abuso di alcool, mi chiedevo che tipo di scala sociale ci sia tra le diverse specie di farfalline notturne.  Come si può intuire già dal mio chiamarle “farfalline” notturne, la mia conoscenza delle varie specie di insetti che popolano i dintorni delle luci di notte al mare è minima. Mi limito a saper distinguere alcune specie in base all’oggetto che devo usare per ucciderle o scacciarle. Che poi, solitamente, è la ciabatta. Ma mi diletto, con discreti risultati, anche con lo straccio da cucina e, udite udite, con il pacchetto di tabacco.

Sono di tanti tipi. Piccolissime, medie, grandicelle, con le ali grandi, lunghe, tozze, marroncine, nere. Il grosso faretto che illumina il balcone è una specie di richiamo sociale, tipo la zona a luci rosse di Amsterdam per il maschio europeo in trasferta di lavoro nella capitale olandese. Sono tutte lì intorno, anche se fanno finta di non esserci. Convivono pacificamente. Qui non ci sono gechi, lucertole, rane, serpenti e topi. O perlomeno mentre io bevo del Grechetto ghiacciato e acido. Magari a luci spente, il terrazzo si popola di animali evoluti in grado di inghiottire le farfalline. Sono consapevole del fatto che tutto dipende dalla mia presenza. Proteggo, mentre bevo, le farfalline. Questo mi fa sentire decisamente meglio. Bevo meglio.

Qualcuna mi cade addosso. Roba che, per alcuni, potrebbe rappresentare un grosso problema. La Signora, ad esempio, non t0llera che nessun insetto le si appoggi addosso. Siamo fuggiti da molti ristoranti, molte spiagge, molte discoteche, alcuni bar, qualche parcheggio, per via degli insetti che le cadevano addosso. La scala che usa per descrivere le dimensioni dell’insetto piovutole addosso è solitamente taroccata da un moltiplicatore decimale. Una farfalla di mezzo centimetro diventa un grosso insetto, normalmente chiamato scarafaggio, di cinque centimetri. Sono tutti scarafaggi. Anche se, all’evidenza di qualche cadavere, passato sotto le mie ciabatte, ha dovuto constatare che si tratta di “farfalline”.

Sto per ritenermi soddisfatto della quantità di Grechetto ingerita, inizio a sentire molto meno il traffico in sottofondo, e il fastidioso vociare della gente che va in spiaggia. Come se in spiaggia, alle dieci di sera ci fosse qualcosa da fare. A meno che tu non sia un adolescente, tra i dodici e i ventinove anni, accompagnato da un altro adolescente, anch’egli tra i dodici e i ventinove, o anche da un giovane adulto tra i ventinove e i cinquantasei, non hai nessun fottutissimo motivo per andare in spiaggia. E’ maledettamente umido, decisamente fastidioso, tremendamente inutile.

Le spiagge di notte sono aperte per l’amore e per il vino. Insomma per il meglio della vita.

Eppure ci vanno tutti. Donne apparecchiate come se dovessero battere per mantenere i figli. I quali sono ingorgati nei passeggini, imbalsamati da vestiti fastidiosi sia per il caldo sia per gli osceni disegni. Padri di famiglia con bermuda vergognosi e infradito ridicole. Tutti a camminare avanti e indietro. Passando sotto le mie finestre. Per questo sono costretto a bere Grechetto.

Sono stufo del vino locale, la Passerina. Troppo dolce. Ieri un tipo, in spiaggia, mi ha avvicinato per chiacchierare. Mi ha chiesto se fossi andato ad assaggiare la Passerina Ubriaca. C’era una sagra. La sagra della Passerina Ubriaca. Ho subito pensato a come il tipo abbia scoperto qualche sordido ricordo di trasferte lavorative in paradisi sessuali. La sagra della Passerina Ubriaca.

Avrei voluto essere l’assessore al Turismo, che ha approvato a bilancio la Sagra della Passerina Ubriaca. Alla voce, eventi soft-core.

Bevo Grechetto. Il vino bianco è un buon surrogato del rhum. Per qualche giorno. Poi bisogna saggiamente tornare al Rhum.

Questa cosa delle farfalline dovrò cercarla in internet. Cercare di capire che tipo di relazione sociale hanno, anche se sono fisicamente molto diverse.

Mi godo il momento, cullato dal Grechetto, di quando sentirò tutta la responsabilità di un piccolo Padreterno mentre spegnerò la luce.

Il momento in cui smetteranno di essere protette, e falchi, topi, lupi volpi o forse più semplicemente qualche lucertola, faranno una grande cena. Secondo me senza far troppa differenza di specie e razze.

 

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