Scommettiamo Che?

Andiamo al sodo. Immaginate, anche se immaginare per la maggior parte di voi (me compreso) è diventato estremamente difficile dopo la venuta di My Sky HD, un poliziotto. In uniforme. Sudaticcio. Immaginatelo come vi pare. Cercate, in alto a destra nel vostro cervello, l’immagine ideale del poliziotto in uniforme. Sudaticcio. Poi immaginate me. Immaginatemi. Sudaticcio. In uniforme, ovvero in giacca e cravatta. Appoggiato al cofano della mia rigorosa station wagon aziendale. In sottofondo, volendo, potete aggiungere alcuni rumori autostradali tipici oppure qualche suono new age primaverile. Fa lo stesso. Anche la divisa, se vi fa meglio, immaginatela del colore che più vi piace. Rosa? Gialla? Una bella divisa verde pistacchio. Con le scarpe di vernice, verde pistacchio. E il cappello, verde pistacchio. Siamo sudaticci perché picchia il sole. Siamo nel dopo pranzo di un qualsiasi giorno lavorativo. Siamo a qualche kilometro dal confine, proprio contro le montagne dalle quali vi siete immaginati, per anni, che i vostri nonni fossero calati per salvare Milano, armati di fucili e ideali. Poi avete scoperto di non aver mai avuto un nonno partigiano, ma vi vergognate troppo per ammetterlo. Magari avete avuto un nonno contrabbandiere. Qui si tagliavano le montagne a grandi passi per portare sigarette, penne, liquori, ogni ben di Dio. Smettete di immaginare il nonno. Tornate sul poliziotto. Con la sua divisa sgargiante. Sudaticcio. Ha in mano i miei documenti della macchina. Roba da controlli di routine. Direbbe un poliziotto. Lui armeggia con il libretto. Girando intorno al cofano. Io fumo. Un po’ depresso. Devo arrivare nel bel mezzo della Svizzera, mi aspettano quattro ore di macchina, sette di sonno e poi cinque di riunione. Immaginatevi la mia vita. Aggiungete un po’ di nero sulle occhiaie. Eccomi. Il poliziotto mi rende i documenti. Faccio per metterli dentro la custodia di plastica e lui, con una voce timida, mi chiede: “se la sente di fare il test dell’alcool?”.

Il tono di voce è quello con cui avreste chiesto uno sconto sulle scarpe da FootLooker, oppure un mirto gratis al ristorante. Timido, ma deciso. Sai di averne diritto, ma sai che è una grande rottura di coglioni.

Io non bevo mai di giorno. E’ questione di algoritmi. Se bevo, dopo pranzo mi prende uno sconcertante ribrezzo per la vita. Mi sento in grado solamente di raggiungere un supermercato, comprare una bottiglia di rhum, sedermi fuori, finire la bottiglia e aspettare la sera.

Immaginate il poliziotto, con la sua sgargiante divisa verde pistacchio, o rosso fuoco, andare ad armeggiare nel bagagliaio della sua macchina.

Una delle poche volte nella mia vita dove non ho nulla da nascondere, se non una gran fretta.

La dinamica della cosa è abbastanza semplice. Soffi in un tubetto, aspetti qualche manciata di secondi, guardi lo scontrino uscire. Aspetti che il poliziotto legga i numeri. Posso capire che da ubriaco la cosa possa dilatarsi di molto nel tempo ed assumere contorni decisamente più pittorici.

Non mi aspetto sorprese, ho solo fretta.

Mi guarda. Immaginatelo guardarmi. Ha gli occhi grandi e neri. Ma se volete immaginarlo con altri occhi, fate voi.

Mi dice: al pelo.

Mi guarda. Io lo guardo.

Al pelo, dice lui.

Mi da in mano lo scontrino.

Mi guarda, sudaticcio. E mi dice: e se lo rifacciamo? Scommettiamo che…?

 

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