Sweeter than Milk

Cammiando su e giù, perdendomi per le strade che confinano con la realtà sudaticcia di queste serate, correndo sulla Circonvallazione, spingendo il motore fino in fondo, ricordando sorrisi e persone, bevendo enormi boccali di birra seduto sul salvagente con i piedi sulle rotaie che vibrano, osservando la luna in mezzo alla stazione merci, mentre un travestito tenta di strapparmi il portafoglio. A Milano la mia estate è un gerundio. Il modo perfetto di scrivere e vivere.

Pausa

Al funerale, non c’era da stupirsi, c’era la strada piena. La chiesa è sempre piena, me lo aspetto anche per il mio funerale. Ho iniziato, con i funerali, troppo presto e troppo vicino nella mia vita per poter piangere ancora. Ci penso, mentre portano via la bara, poi gli occhi mi cadono sulla gente intorno. Qui c’era tanta rabbia. La rabbia andrebbe seppellita con i fiori, non serve. Serviva prima, ma poi ci pensi dopo ed è sempre troppo tardi.

Intermezzo

Quando vado ai funerali, penso sempre al mio. Sarà un bel funerale. Voglio fiori, musica, e un rinfresco felice e felpato, dove dopo il primo bicchiere di Prosecco si possa ricominciare ad occuparsi dei drammatici problemi di tutti i giorni, lentamente dimenticandomi mentre, traballante in una Mercedes, procedo verso i miei tre metri sotto terra. Vorrei una bara liscia e delle tartine con l’uovo e la salsa rosa. Anche la crostata di fragole, che è la mia preferita. Vorrei vedere gente sorridente, perchè in fondo non sono loro che se ne sono andati. Vorrei i miei nemici davanti ai fiori, a piangere e rimpiangere insieme a parenti di secondo e terzo grado. Gli amici, nel frattempo, li vorrei impegnati a servire del rhum fresco.

Recall

Mi piace tenere in braccio mio figlio vicino a mio padre. Mi piace vedere tre generazioni. Anche mio padre, come negli ultimi 15 anni, sta pianificando il suo funerale. Vogliamo, più o meno le stesse cose. Allora, mi son permesso, gli ho detto che si potrebbe fare tutto insieme. Così si risparmia e si può offrire più da bere. Agli amici. Poi, fumando sospettosi, ci pensiamo veramente. E ci viene da piangere.  Ma non lo facciamo, diamine. Siamo uomini. Credo che il giorno del funerale di mio padre prenderò la moto e andrò verso le montagne di casa sua. Correndo.

Body

Ho sentito la moto scendere, fino all’asfalto. Sentivo la forza centrifuga, la curva, il manubrio che vibrava. Sentivo ogni centimetro di asfalto, guardavo nel mezzo della strada. Poi, tirarla su, buttarla giù dall’altra parte, aprire un filo di gas, ringraziare il cielo per tutti questi cavalli, ripetere ancora. E ancora. E ancora. Rallentare, accostare, togliere il casco, guardare la pancia della valle, nel mezzo di una serie infinita di Appennini, sedersi sul prato, osservare il silenzio che ricopre tutto. Respirare profondamente, riprendere il tutto, rimettendo in moto sapendo che bastano due dita di gas. Io e due tonnellate di ferro. Ma alla fine io e tutte le mie paure che spariscono…

Sweet BaBa

Mi piace quando si sveglia, è una cosa immediata e tremendamente definitiva. Dal sonno al pianto passano pochi secondi. Non riesco a capire a chi assomiglia, ma è bello. Mi osserva, sorride, e mi osserva. E sorride. E tutto potrebbe stare così. Sarà da qui a quando parleremo del nostro funerale. Sarà in questi anni, in cui ti darò tutto il meglio…

Booking:

Io, come ogni estate, mi permetto di suggerirvi il libro che vi cambierà il modo di leggere. Poi voi siete liberissimi di comprare i soliti pacchi, le solite menate, le piccole grandi delusioni dell’editoria italiana.
Si chiama Jonas Jonasson. E si porta dietro un sacco di pipponi sul sottobosco scandinavo che produce grandi autori. Ma tu, che sei smart, sbattitene. Leggiti “Il Centenario che saltò dalla finestra e scomparve”.
Perchè è una storia divertente, scritta bene, messa nei tempi e nei modi giusti. Sarà uno di quei libri, come La Famiglia Spellman, che rimane felicemente sospeso in libreria…

Ci vediamo in questo posto, o su RadioCorrida, ma io sarò itinerante per lidi e ristoranti di pesce fresco. Tra ombrelloni e statali ingorgate…

Life is Short Fritz!

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