Mario Bros is still alive

Prelude
La mia casa, la nostra casa, è una casa vecchia. Costruita poco dopo la guerra è un piccolo bigino del perfetto compromesso tra speculazione immobiliare e follia urbanistica a beneficio di tutti gli studenti di architettura che pascolano per le vie del centro pensando a quanto sia cool fare gli architetti. I muri sottili servono giusto a evitare che la si possa scambiare per una tenda a quattro piani, e le tegole del tetto sono messe a domino in modo che ogni volta che un filo di vento si alza qualcuno possa morire evitando di affollare il quartiere. Questo, teoricamente, non dovrebbe incidere sulla qualità della vita degli inquilini, che per altro hanno tutti un età compresa tra i sessanta e gli ottanta ma verificabile solo con il Carbonio 14. Inoltre il pragmatismo milanese degli ottuagenari inquilini permette di rimandare qualsiasi spesa riguardante il condominio. Non sono mai stato a una riunione di condominio, delegando sempre il mio voto in base a momentanee simpatie, ma suppongo che le accese discussioni tipiche di un condominio si risolvano a botte di brodino e cardioaspirine. Abbiamo un ascensore spazio temporale, con porticina di alluminio e neon da serial killer, che per fare quattro piani impiega una legislatura media. Abbiamo una soffitta animata da simpatici animaletti che scorrazzano tutta la notte esattamente sopra il mio letto e che tutti fingono di non vedere pur di non cambiare la porta rosicchiata che risolverebbe il problema. Abbiamo un portinaio cingalese che ha perfettamente capito come si può unire la filosofia mediorientale con quella italiana e riesce a imboscarsi e mimetizzarsi meglio di uno Swat. Tutto, insomma, procede in una orrenda normalità metropolitana. Un giorno il palazzo sparirà divorato dal suo naturale invecchiamento a cui nessuno vuole porre rimedio, ma per quel giorno tutti sperano di essere già morti e sepolti a Lambrate. Nel preciso istante in cui stavo per orizzontalizzare le mie membra sull’invitante divano per celebrare il rito letargico del sabato, in pratica giusto nel momento in cui mi stavo per scafasciare sul divano pronto a rialzarmi solo per cenare, il campanello ha suonato. Cosa che succede solo due o tre volte l’anno. Annuncio di sventure. L’ultima volta era la signora del piano di sotto che lamentava una piccola macchia d’umidità in cucina, poi rivelatasi, agli occhi dei sommozzatori che hanno recuperato suo marito, una cosa da nulla. Questa volta è suo marito. Io non odio. Non ho lo spirito per odiare, non sono nato per odiare, non sono pronto a farlo. Posso amare poco, posso rimanere indifferente. Ecco, talvolta sono dispiaciuto di non poter odiare. Perché se solo potessi, odierei questo ometto altezzoso, cardiopatico quanto supponente, che come passatempo chiama l’amministratore di condominio per lamentarsi dei rumori. L’ometto mi chiede se sto facendo andare la lavastoviglie. Che in effetti vibra silenziosa ed efficiente. Questo perché la sua cucina ha l’acqua alta come Piazza San Marco. E io, come San Tommaso, desidero verificare. Dopo qualche bracciata in effetti ho potuto constatare che la cucina sembrava una gigantesca pentola a pressione.
Body
Lo Spurgo è un lavoro di estrema praticità. Grandi emozioni, continui cambiamenti e una crescita professionale senza pari lo rendono una professione estremamente ricercata, appena sotto alla neurochirurgia. Si tratta di infilare, con fare veterinario, qualcosa dentro il sifone intasato, ravanare per qualche minuto, ridacchiare sotto i baffi, alzarsi e dichiarare che è tutto intasato. Snocciolare qualche plausibile causa, detriti umani, caffè, capelli, preservativi, gatti, amianto, unghie lunghe. Mentre si scrive la fattura da migliaia di euro, fingendo di avere una partita iva, si procede con l’elenco delle precauzioni da prendere perché il problema non si ripresenti. Evitare di mangiare, evitare di bere il caffè, non utilizzare il preservativo, non buttare cadaveri nel lavabo, evitare che il gatto si tuffi nei tubi, non perdere i capelli, e in generale usare poco la cucina, magari solo per dormire. Si cammina per casa con ridicoli scarponi con le punte rotonde, si usa il telefonino e si chiede di poter usare anche il bagno.
Happy Ending
Il fatto che un tubo non duri quarant’anni è plausibile. Non mi intendo di aspettative di vita dei tubi, ma posso capire che sia un discorso abbastanza casuale. Il fatto che per cambiare un tubo bisogni radere al suolo un palazzo è già meno comprensibile. Tutti ascoltano interessati le parole dello Spurgatore misterioso, che approfitta del momento di notorietà per darsi un tono e dispensare consigli sullo stile di vita.
“Ricordatevi anche di mangiare la frutta lontano dai pasti, per evitare fastidiosi gonfiori. Per quanto riguarda il tubo, è un problema che riguarda prevalentemente il secondo e il terzo piano, scarichi secondari compresi. Con una mattinata di lavoro dovremmo riuscire a demolire tutto il secondo e il terzo piano, lasciando cadere il quarto sopra il primo e ricostruendo due piani nuovi sopra. Ovviamente con i tubi nuovi”.
Lentamente i non direttamente interessati si dileguano rintanandosi nelle loro case e rimaniamo solo in quattro. Io in verità rimango per forza d’inerzia e per sentire quanto mi costerà, beata ossessione economica, tutta la manovra. Si prospettano lavori di alta ingegneria e relativi costi spaventosi. Risalendo le scale insieme ai miei amici ottuagenari, nessuno usa l’ascensore per evitare di passare il compleanno tra il secondo e il terzo piano, mi accorgo della distruzione morale che questo evento minimo ha portato nelle loro vite, regolate dal tg3 e dai cardiotonici. Attendo il mio momento speculativo, perché io devo vedere cosa cazzo ha intasato realmente un intero palazzo. Non prima di aver chiesto alla Signora se per caso si sia ricordata di non buttare plastica umido e carta direttamente nel lavabo.

Un pensiero su “Mario Bros is still alive

  1. ..se non avessi la drammatica percezione economica di quanto accaduto, credo che riderei a crepapelle per il sempre perfetto dipinto umano che vedo nei tuoi scritti….
    Alessandro detto il Bianchi….

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