pink punk penk

A margine, riflettevo sul peso specifico della mia borsa. Una borsa, tutto sommato, davvero brutta, sciatta e banale. Niente a che vedere con la mia adorata brown bag di finta pelle. Questa mattina l’ho appoggiata sul sedile del passeggero ed è suonato l’allarme delle cinture. Io e la mia borsa sciatta eravamo le uniche due cose in movimento in tutta via Moscova, e mentre mi si gelavano le dita, cercavo un bar aperto per prendere tre cose: un caffè, un po’ di caldo e tempo. Giusto ieri sera, insieme al brillante Bettony, stilavamo una breve classifica delle cose più rilassanti per un uomo. O perlomeno per un uomo che ci assomigli molto. E se al primo posto resta indiscussa la lettura del Corriere, in un bar sul mare, in pieno agosto, all’ombra, con caffè e sigaretta, sulle posizioni da podio c’è stato scontro tra l’evergreen Sauna+Bagnoturco e una salutare e rilassante nuotata in piscina. A seguire i classici di sempre: passeggiata in centro, processione a giri bassi in moto, bagno refrigerante in acqua fredda. Deciso tocco di classe di Bettony, che proponeva anche la limetta per le unghie. Anche la lettura di un libro sul divano, con vino e sigarette a portata di braccio, o perchè no, una buona partita a FIFA (2001,2002,2004,2008) con nipotame tech addicted. Anche scrivere mi rilassa. Sono i posti in cui scrivo che mi mettono agitazione.

Mi rilassa molto fantasticare su questo centro città svuotato dei suoi inquilini. Senza il becero incedere dei suv materni e il borbottio telematico dei blackberry paterni sembra quasi un posto amichevole. Come sarebbe bello se con ardore rivoluzionario il Gino Cerutti e i suoi simili armassero i caselli delle autostrade, impedendo il rientro in città dell’orda radical chic.

Però in effetti è stupido cercare di combattere il male tagliando le foglie e lasciando che la radice cresca indisturbata. Mi accontento di un giro nel freddo, tra qualche filippino con cane e qualche sopravvissuto alla sindrome di Cortina, che coraggiosamente resiste nonostante la macelleria bio sia chiusa e i fratelli La Bufala di Via Palermo siano in ferie. Moriranno di fame, ma senza abbandonare il fronte.

 

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