Costanza, cloro e altre virtù suadenti

Ieri provavo a scrivere almeno il secondo paragrafo di quel geniale racconto che ho partorito quasi un mesetto fa dove lui, moderno e sciatto protagonista simbolo dell’urbano metropolitano middle class, si ritrova a fronteggiare la più difficile delle malattie: l’amore non corrisposto. E qui, tutti voi, accozzaglia di ignoranti prevenuti, direte che la cosa è davvero parecchio scontata. Mille e un libro hanno descritto l’amore non corrisposto, mille e una pellicola hanno disegnato l’amore non ritornato. Che bisogno c’è dell’ennesimo struggente racconto fitto di lamenti, pianti, compianti, parenti preoccupati, amiche gelose, amici perplessi? Ma è proprio grazie alla vostra ignoranza e al crescente successo di trasmissioni come Il Treno Dei Desideri, dove la cosa importante è piangere, per un qualsiasi sentimento, ma piangere, che sono sicuro del successo del mio panfletto. Guardate con avidità dottori cinici e chirurghi troppo impegnati nel sesso occasionale con colleghi, vi struggete a seguire la cronaca nazionale, aiutata da figuranti internazionali, che supera di molto il mix perfetto tra soft core, porno, assassini, poliziesco e molta perdizione. Solo che, proprio mentre mi deliziavo nello scrivere le prime tre parole la mia vicina di posto, un indiana in miniatura, con un forte accento indiano, ottimo inglese, occhiali da porno segretaria, un corpicino minuto, piedini piccolini, tettine piccoline, testina piccolina, ma lunghi peli sulle braccia, orgoglio anti Gilette, mi ha apostrofato. Come tutte le discussioni ad alta quota, dove si parla per accantonare l’idea della morte per esplosione del sifone del bagno tra la fila 19 e la fila 20, anche questo dibattito si è praticamente protratto fino all’arrivo, interrotto solamente da un breve pollo liofilizzato condito con una salsa alla suola di scarpe e asfalto umido. E quanto c’è da dire circa l’amore! Dato che io soffro della sindrome dei 7.000 piedi, patologia per la quale, superate le turbolenze in alta quota, sono molto propenso a ricredermi sulla necessità di fare figli prima della prossima turbolenza, generalmente sopra i 7.000 piedi credo che l’Amore sia il motore di tutto il mondo. E’ facile fare i single davanti a una birra in un pub nell’immediata periferia di una metropoli. Ma quando le correnti atlantiche ti ricordano la semplicità meccanica con cui un uomo può morire, ti resta chiaro in testa che devi assolutamente procurarti dell’Amore. La mia amica indiana sosteneva che l’Amore non corrisposto è solo una breve incomprensione. Ovviamente dalla sua parte c’è la sua condizione di donna, pelosa, ma pur sempre donna. Perchè nella mia esperienza adolescenziale, l’Amore non corrisposto è l’indiscusso protagonista della fascia dai 13 ai 18 anni, insieme all’idea di sposare Selen e diventare ricco senza lavorare. Pertanto ho difeso la posizione per cui l’Amore non corrisposto è un fenomeno prettamente maschile. Peccato che il volo sia durato solo dieci ore, perchè tra il suo alito di naftalina e la sua parlata suadente, i grandi concetti espressi e il leggero sciabordio della carena, stavo per giungere a grandi conclusioni. Ecco, forse ciò che distingue l’Amore dall’egostico senso di appagamento è la costanza, ma non ne sono per nulla sicuro. Cerco risposte nel cielo fuori dalla mia finestra (di cui allego diapositiva) e nelle parole dei Red Hot e di Dr. Dre. Come cercare batteri in una sala operatoria. Insomma, mi corico senza alcuna risposta.

Colazione Dei Campioni (ricetta perfetta).

Ingredienti:

1 caffe Solo Starbucks

1 Sigaretta e accendino

0,5 lt  Acqua con cloro

30cm di neve 

0 gradi.

Prendete il caffè Solo e la sigaretta e uscite all’aperto. Ricordatevi di portare l’acqua con voi. Sorseggiate il caffè inspirando salutare boccate di nicotina. Sul finire ingollate l’acqua in un sol sorso. Da questo momento avete circa un minuto e ventisette secondi per trovare un bagno o un anfratto nascosto, prima che le vostra intestina si rifacciano di tutti i soprusi.  

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