La Piscina

Si annoveri sul mio curricula di sportivo che annualmente faccio almeno una decina di ore di nuoto, inteso come disperato movimento casuale delle articolazioni per raggiungere il bordo opposto di una vasca piena di cloro e piscio. Tale attività, implicando il massimo impiego di tutte le mie energie per sopravvivere, mi libera la mente e rilassa il nervo corrotto dallo stress aziendale. Ciabatta infradito regalata almeno cinque compleanni fa, lievemente zeppata e da donna, costumino sottomuta generalmente utilizzato, appunto, come sotto muta nelle scorribande surfistiche, esteticamente impresentabile e anche maleodorante, cuffia rubata qualche anno addietro presso la Piscina di Inzago, occhialini corrosi dal cloro da cui si vede una sfocata visione della piscina e dei suoi frequentatori. Il mio ingresso in vasca coincide con quello di tutti gli altri, un felice dopolavoro acquatico in cui ci rilassiamo tutti, ci riposiamo tutti, ci teniamo in forma tutti, nuotiamo tutti. Tutti è un concetto molto ampio. Il "tutti" di novembre significa cinque persone. Si può dire che in genere nei mesi invernali la piscina è frequentata sporadicamente da pochi stoici natanti, a dispetto del fatto che in inverno le proprietà curative della suddetta pozza di cloro e urina siano universalmente conosciute: grazie all’acqua i bacilli e i virus passano velocemente da un corpo ad un altro, con un naturale processo di vaccinazione. Tornando al "tutti", la consistenza della parola si nota durante la primavera. La piscina si riempie di nuove facce, corpi flaccidi, culi immondi, panze apocalittiche, assomigliando ad una pozza nella Savana, piena di animali. Escludendo le orride creature che ondeggiano a ritmo di muschie inascoltabili e tassativamente latino americane, illuse che l’acqua corroda i numerosi strati di grasso che fodera i loro contorni, il restante settanta percento di umanità può essere così suddiviso: iron man; transatlantici, scoordinati, amanti del bordo, dubbiosi. Gli iron man si riconoscono già dall’attrezzatura: scintillanti costumi modellano le line perfette dell’addome e delle pelvi, pettorali e dorsali perfetti disegnano armoniche curve nate per penetrare l’acqua. Il loro ritmo di nuoto è superiore, la loro costanza è ferrea, i loro orari scanditi da preziose tabelle di marcia. Solitamente occupano tutti una sola vasca, che sembra una tonnara. Il loro movimento coordinato è in grado di creare vere e proprie maree. I transatlantici sono quelli che entrano, nuotano ininterrottamente per dodici ore, escono e tornano alla loro vita. Consumano distanze impensabili, sempre allo stesso ritmo, vedendo il bordo della vasca come un insulso limite per mezzi uomini. Non hanno fisici particolamente definiti, la loro è una semplice condizione mentale. Lo Scoordinato è un campione abbastanza rappresentativo dell’umanità natante: copre il 50% della popolazione totale della piscina. Ha frequentato un corso di nuoto in tempi remoti ed è tornato in piscina per rimettersi in forma. Rifiuta il concetto di nuoto come spostamento sull’acqua, praticando diversi stili coreograficamente molto affascinanti: lo schiaffo morale, imitazione dello stile libero; lo sbuffo salivato, imitazione della rana, la botta o smanacciata, detto dorso e il migliore: il dio delle maree, una convulsione epilettica destinata a spostare metri cubi di acqua senza muovere il corpo di un centimetro, a pallida imitazione del delfino. Generlamente lo Scoordinato prova anche il tuffo iniziale, con urti dell’addome sulla superficie il cui dolore è simile a quello di una fustigata. Il ritmo dello Scoordinato è assolutamente imprevedibile: usualmente la partenza è da nuotatore australiano, con sorpassi e parolacce rivolte ai più lenti. Dopo un paio di vasche, il ritmo rallenta progressivamente fino a una quasi totale immobilità. Il traguardo è il kilometro (40 vasche), che viene calcolato in modo empirico ragionando a memoria. La distanza reale percorsa è molto minore, ma la soddisfazione dello sforzo è massima. E’ molto importante comunicare ad amici e vicini il numero di vasche fatte, e rieccheggiano frasi del tipo "ancora dieci e sono a cinquanta". Lo Scoordinato frequenta la piscina una/due volte al mese, passando i giorni seguenti con immorali dolori muscolari e blocchi articolari. L’Amante del Bordo è la razza più innocua e meno fastidiosa di tutta la fauna acquatica: passa una buona oretta immerso in acqua, di cui almeno quaranta minuti appoggiato a uno dei bordi, sguardo catatonico e perso, fiato corto, immobilità totale. Sciabattando fa ritorno negli spogliatoi dove fa una doccia di almeno mezz’ora. Il Dubbioso è una grande presenza, segno di stabilità e di prosperosità dell’impianto. Giunge alla piscina già logorato dal dubbio, andare o no? stile o dorso? venti o trenta? faccio ancora qualcosa o no? Il suo stile è l’emblema del bivio: mezza vasca dorso, tre metri in apnea, due bracciate a stile e conclusione a rana. La sua permanenza è solitamente breve, dieci minuti in tutto compresi i primi quattro di ambientamento. Nelle sei vasche si produce in tutti gli stili conosciuti, rilevando che i benefici per la sua salute sono minimi: il dubbio era ragionevole, è quindi meglio uscire. Di solito è dotato di immani borsoni in cui sono racchiuse atrezzature per tutte le eventualità: tavoletta, palette per le mani, cuffie in grande quantità, occhialini per ogni condizione, integratori alimentari e tre costumi. E’ la felicità delle catene di negozi per sportivi: il Dubbioso acquista tutto, quasi certo che prima o poi possa essere utilie.

Il luogo: dopo un pomeriggio intero di corsi per bambini, che felicemente sguazzano e orinano, la vasca assomiglia a un container. I primi adulti ad entrare sono gli elefanti dei vari corsi: spinning, acquagym eccetera, che aggiungono un piccolo contributo di sudore. L’elemento è pronto per accogliere la tribù sportiva, paladini del salutismo in mutande e cuffia.

14 pensieri su “La Piscina

  1. Devo assolutamente intervenire in quanto istruttore di nuoto del Franz.

    C’e’ un altra categoria: L’incapace Non fa nemmeno un movimento giusto, si muove male, respira male e si fa del gran male.

    A proposito sono a disposizione per lezioni di nuoto solo per ragazze.

    L’elegante

  2. Ringrazio sentitamente il mio personal trainer, Riccardo Scamarcio Arduim detto l’Elegante. grazie alle sue importanti lezioni e al suo costante appoggio, posso annunciare che parteciperò alla gara di docce con Pino Silvestre, presso gli impianti di Peschiera del Garda. venite numerosi a tifare.

    PS: cerca donne non per poco nobili intenzioni, ma poichè il suo stile è prossimo a quello di una educata e attempata signorotta di provincia.

  3. l’educazione prima di tutto….! 😉
    sono gratis le lezioni, vero??

    madò…certo che ci sei andato giù pesante! si fa quel che si può….povera gente….
    in bocca al lupo con la gara di docce……

  4. Allora qui vediamo di mettere un po’ d’ordine…catamiao shosoloza liebebusenleiden…non si capisce piu’ niente.
    Vediamo di comportarci a modo per cortesia.
    Lezioni di nuoto gratis solo per i possessori di BWM o macchine di prestigio.

    L’elegante
    PS. Va bene cosi’ Franz oppure vado giu’ piu’ pesante?

  5. allora io ho in vendita una fox 1.4 tdi rossa fiammante, da vendere oltretutto
    un gioiellino…a vederla ferma mi piange il cuore…piuttosto a pensarla ferma…e soprattutto qui oltremare mi servono più soldi possibile per goderne della permanenza…interessa a qualcuno?
    RILANCIO caro elegante…
    sono una bagnina in effetti,, ma non ho ahimè le tette della pamelona(meglio per fortuna,,,) e quindi RILANCIO CON LEZIONI DI NUOTO PER TUTTI A GRATIS…e ci aggiungo anche un p….o…ahahahah

    cià

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