i frutti della Val Venosta

Lezione numero 1: api e cavolfiori

 

I giorni di fertilità di una donna sono circa cinque. E’ un numero approssimativo, legato a innumerevoli fattori tra cui temperatura, umore vaginale (presenza di liquido, non stato emotivo della vagina), capacità ricettive della mucosa (legate all’alimentazione, allo stress e ad altro), attecchimento dell’embrione, e molto altro. Come se non bastasse, la fertilità femminile da sola non basta per fare un bambino: il partner (maschio o femmina, non siamo prevenuti: è però essenziale che sia dotato di pene e testicoli), deve avere uno spermigramma soddisfacente: moltissime patologie legate alla sterilità maschile ci riportano che è sempre più difficile trovare un partner in condizioni ottimali. Si può ben capire, dunque, come la procreazione sia un processo stupefacente e legato con un filo rosso al destino.

Durante i cinque giorni di fertilità femminile, bisogna innanzi tutto trovare il suddetto pene, armato di preziosi testicoli contenenti milioni di spermatozoi, e sperare che tutto vada per il meglio.

Ecco, il tutto in merito alla ragazza della Val Venosta che ha chiesto il test di paternità a sei membri della locale squadra di calcio, due dirigenti e un assessore.

La ragazza ha chiesto il test di paternità a nove persone in totale. Ecco che qui ci viene in aiuto la statistica, per capire come ci siamo ritrovati di fronte a un futuro Nobel.

Proviamo insieme:

5 giorni di fertilità assoluta, sono 120 ore. Sottraendo otto ore di sonno e qualche ora di inattività arriviamo a un totale di 60 ore.  In questo spermathon della Val Venosta, la nostra eroina, in sessanta ore disponibili dovrebbe aver consumato almeno nove rapporti, calcolando che tutti e nove i nostri eroi siano andati a colpo sicuro e senza preservativo. Il che significa che ogni 6,6 ore, lei, la Maratoneta del Materasso, ha dato la felicità a uno dei nostri nove amici.

Ma la statistica non può non tenere conto di qualche margine d’errore della nostra squadra di peni, e di qualche defezione sul campo, contrattempo, rapporto orale, mancata erezione, litigata, zip bloccata, sciopero della benzina, telefonata delle mogli, eccetera.

Diamo quindi un margine di 1,2 periodico. La cosa diventa eroica: ogni 4 ore 42 minuti e qualche secondo, la Diva ha fatto all’amore con un partner in questa settimana.

 

Madre della Diva: “Pronto, volevo sapere se ci sei per il caffè?”

Diva (affannata): “mamma scusa, ti devo richiamare, sto salendo le scale”.

Partner numero2: “pronto amore, allora per stasera ci sei?”

Diva (affannata): “si…si….si, ok, ma adesso ti devo lasciare”

Mamma della Diva:” Adesso puoi, amore mio?”

Diva (affannatissima)”: “No, stooo venendooo… “

Mamma della Diva: “Ah, bene allora metto su il caffè. Ti aspetto”.

 

Insomma la cosa ha del surreale, in termini statistici.

 

E se la giovane avesse praticato l’amore di gruppo?

Dividendo il gruppo di nove padri in due, si ottiene un gruppo di quattro e uno di cinque. Tenendo conto che tutti, durante i cinque giorni di fertilità, devono aver eiaculato dovutamente e nel posto giusto, cosa non scontata durante una gang bang, si ottiene una specie di orgia periodica: ogni due ore un gruppo a turno, con un eiaculatore sempre diverso, iniziava un periodo di sesso della durata di 21 minuti.

 

Togliendo poi un po’ di ore di sonno qua e la, e qualche ora di lavoro (fare l’amore al lavoro è molto comune tra i calciatori), si ottiene una ottimale media di un orgasmo maschile ogni 3,5 ore.

 

Questa donna ha fatto moltissimo per la Val Venosta. Molto più di tante organizzazioni e di tante millantatrici che spesso occupano ruoli di rilievo nella nostra organizzazione politica.

Di conseguenza mi sento in dovere di proporre:

1)      chiarimento linguistico a riguardo del termine “orgia”: da qui in poi si dirà: amore alla venostese

2)      istituzione della settimana dell’amore alla venostese, in Val Venosta

3)      Chiusura degli stadi alle donne che non praticano l’amore venostese

4)      Serata del Festivalbar in Val Venosta, con raccolta benefica di SMS al 48841 in favore della nostra beniamina.

5)      Promuovere i sei membri della squadra locale di calcio.

6)      Mandare dei fiori alla moglie dell’assessore

7)      Celebrare il vero padre, una volta capito chi sia, per quello che è: cornuto,  e soprattutto cornificato dagli amici.

8)      Rivalorizzare l’educazione sessuale in Val Venosta: secondo una recente statistica, il rapporto orale sembra davvero in calo.

 

 

Speriamo sia femmina….

Un pensiero su “i frutti della Val Venosta

  1. il tuo calcolo sta in piedi solo se lei il figlio l’avesse cercato di proposito. in questo caso avrebbe sfruttato le sue 120 ore di fertilità al massimo… secondo me è più facile che ci sia un fortunato che ci è andato a letto proprio durante quelle 120 ore. speriamo sia l’assessore!

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