Oh Cazzo, siamo agli sgoccioli ( disse il giacciolo)

In cortile mi aspettano due cilindri che fanno lo stesso rumore di una caffettiera. Guarnizioni di gomma che promettono di mollare appena possibile, valvole che si aspettavano di finire in un box e di essere spolverate solo per qualche raduno d’epoca. Tutto tranne un altro viaggio, con il contakilometri che segna un giro del mondo esatto, senza passare dall’Equatore. Nelle borse ci sta il giusto, tra libri e costumi. La vecchia caffettiera è pronta per lo sbarco in Sardegna. Tra gli ultimi a partire, devo riconoscere che Milano ha sempre il suo fascino ad agosto.  Quell’aria trasandata, i locali che diventano rifugi d’emergenza per i sopravvissuti, lievemente lampadati per non sfigurare davanti ai pochi che ritornano. Una volta uscito dal casello sei già in vacanza, con il pieno diritto di fermarti a San Zenone per la prima birra, poco importa che l’area di servizio è ancora a Milano: è già vacanza. La stessa sensazione che si prova in areoporto.

Mio padre, seduto sulla poltroncina della cucina, spara previsioni meteo molto più affidabili di quelle della tivù, impegnato a gestire i viaggi di tre figli. Guardandomi sorridendo mi ha detto: "non avrai mica intenzione di partire con quella roba lì?" Ma sono domande di cui sa già la risposta: è suo il mio modo di pensare, è suo il mio sangue strano.

Lascio la casa quasi pronta. Piano piano prende forma. Al ritorno mi aspettano gli scatoloni, in cui infilare abusivamente tutto quello che mi sembra essenziale: ad esempio il posacenere anni 50 e la bottiglia di Bacardi Breezer della vacanza a Ios nel 2001. Cose indispensabili alla mia sopravvivenza. Ma ho ancora tempo per fare la lista.

Di sicuro c’è che manca un mese e un giorno. Siamo agli sgoccioli. Che a dirlo scandendo le parole viene quasi la pelle d’oca: mi sposo. Ci sarà tempo per scriverne, di sicuro. Non è il momento adesso di farlo.

Con la sicurezza di avere la benzina giusta per un’anima come la mia. Se è vero che la Vecchia Caffettiera consuma più benzina di un trattore, la mia anima è al top di gamma per i consumi: meno male che c’è La Signora. E’ la benzina che serviva, l’unica in grado di tenerla accesa sempre. Mai in riserva, e come premessa non è male. Dammene sempre così, fammi il pieno… e non ditele che consumo tanto.

Insomma, buone vacanze. Questo giro torno e riparto. Viaggi diversi, diverse destinazioni, diversi obbiettivi, diverse benzine, kilometri e asfalto, piastrelle e pensieri.

E se tanto mi da tanto, scriverò qui sopra di grandi cambiamenti e di piccole sorprese: sono l’additivo alla benzina dell’anima. Tanto gas per muovere tutti questi chili…..

2 pensieri su “Oh Cazzo, siamo agli sgoccioli ( disse il giacciolo)

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