Storia delle Istituzioni Militari

Nel settembre 2002 ho dato l’esame di Storia delle Istituzioni Militari. Ricordo di aver studiato in tutta fretta, diciamo dal 20 di agosto, minacciato da mio padre con un ricatto semplicissimo. Se passi almeno un esame vai a Roma da "quella li", se no nisba. Dato che "quella li" mi mandava particolarmente in solluccheri, ho riunito le ultime forze estive e mi sono buttato a capofitto nei libri polverosi. Un gran parlare delle Istituzioni francesi, dei chaiers de doleance (+o-), dei mandati comunali, dei parroci. In un mese ho assunto parecchie nozioni sul funzionamento di uno stato burocratico di fine settecento. Ho anche dato l’esame con parecchio successo. Ma, non appena uscito dall’aula ho percepito con forza una domanda che mi veniva da dentro (da dentro e in basso): "ma a che cazzo serve l’università?" 

Beata innocenza.

Questa mattina sono andato in Comune a sposarmi. Al posto della mia compagna c’è una carta di Identità. Io e la Cartà di Identità entriamo in Comune abbastanza presto, ma soprattutto con due ore e mezza di anticipo sull’orario scritto sul cartellino. Trovo facilmente la stanza 161: ha qualcosa di Pompe Funebri e qualcosa di Battesimo. Ci sono vasi di rose bianche, tende di velluto rosso e divani accoglienti. Mi siedo e mi metto ad aspettare. Pochi minuti e compare un uomo sulla cinquantina, parecchio brizzolato, con uno sguardo da Quattro Salti In Padella. Chiedo informazioni, e inizio la Via Crucis degli Sposi:

Prima Stazione: Gli sposi possono lasciare documenti e fogli vari al tipo brizzolato, che eventualmente ne farà dei filtrini o magari li darà a Chi di Competenza.

Seconda Stazione: Chi di Competenza, ammesso che riceva le carte, ti chiama dall’altoparlante, gracchiante come un grammofono: "Si.–òlofkdgnorm Catiiollewol stanz…also 162". Dato che nessuno capisce, Chi di Competenza esce e urla in corridoio: "Cristo santo, sig. Franz nella stanza 162".

Terza Stazione: Chi di Competenza ti spiega passo per passo tutto quello che fa. E non è poco: digita con il dito indice della mano sinistra ogni lettera del tuo cognome, nome, luogo di nascita, e stato civile. E lo fa anche per la tua consorte: di conseguenza ci mette circa una ventina di minuti. Poi rilegge tutto, per controllare.

Quarta Stazione: ti viene detto che, essendo delegato dalla tua fidanzata, devi ritirare l’apposito modulo, nell’apposita stanza.

Quinta Stazione: vieni a scoprire che l’Apposita Stanza è la stessa stanza, ma Chi di Competenza si riferisce alla scrivania di fianco. Ti dice di aspettare fuori, e dopo una ventina di minuti ti richiama dentro: è sempre lui, ma ha cambiato scrivania, e ora è in grado di darti il modulo per la delega.

Sesta Stazione: sul modulo della delega devi semplicemente scrivere il nome della tua/o fidanzata/o, e aggiungere la tua firma. La cosa mi impegna 4,4 secondi. Ma scopro di dovermi rimettere in coda per ritornare da Chi di Competenza.

Settima ed ultima Stazione: Chi di Competenza è parecchio soddisfatto: ho tutte le carte in regola per richiedere la pubblicazione delle nozze. Scandendo le parole come se fossi ritardato, mi ripete tre volte che è tutto a posto e posso andare via. Mi fa anche gli auguri e le congratulazioni. E nel frattempo mi da un cartellino su cui c’è scritto:

"Per il ritiro delle pubblicazioni rivolgersi alla stanza 161, dal giorno 12 agosto 2006"

Cos’è un pizzino con una minaccia?

 

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