Il Restyling

OGGETTO: Restyling per nuovo lavoro

Con la presente si comunica a tutti gli organi del corpo che nei giorni 7 e 8 ottobre 2006 verrà effettuato il restyling necessario per la nuova posizione lavorativa conseguita. La Direzione chiede scusa per gli eventuali disagi e augura un prosperoso futuro. Nell’elenco di seguito le parti coinvolte nell’operazione:

Faccia: la faccia di un uomo marketing deve sembrare: ricca, rilassata, stabile, serena. Verranno quindi effettuate 12 lampade consecutive, per simulare abbronzatura da week end al mare, depilazione completa dei peli del naso, che non fanno molto marketing, e dulcis in fundo rasatura completa dell’epidermide. Il risultato che desideriamo ottenere è quello di un viso profumato, colorito, perfettamente al passo con i tempi. La faccia di un uomo consapevole e duro, ma anche sensibile.

Primo giorno di lavoro. La nuova segretaria si avvicina al Franz: " Mi scusi?"

Franz: "Dica?"

Nuova segretaria: " Va tutto bene?"

Franz: " Perchè me lo chiede?"

NS: "Per le pustole su tutto il viso…"

F:"Ah, dice per il colorito della mia pelle abbronzata. Eh, sono stato nella mia villa in Sardegna un paio di giorni. Non le dico, lo faccio solo per accontentare mia moglie e rivedere ogni tanto i ragazzi del golf club…"

NS:" Ah, sembrerebbe piuttosto la bruciatura di una lampada…"

F:"Fottiti puttana".

Pettorale: il pettorale di un uomo di successo deve riempire la camicia, e deve comunicare stabilità e forza. Le ampie spalle e il possente pettorale sono il segno di una forte predisposizione alla leadership. Essendo troppo tardi per correggere le mammelle pendenti che sfiorano l’ombelico, proponiamo di stringere di un paio di taglie due o tre camicie.

Nuovo Collega: " Ehi, ciao. Sono Nuovo Collega 121. Tu devi essere il nuovo manager, non è vero?"

Franz: " Esatto. Piacere di conoscerti"( stringendo la mano alla follia e tirando dentro la pancia)

NC121: " Ma voi del marketing usate le camicie dei vostri figli?" (ridendo di gusto)

Mani: va da se che mani curate e pulite sono il miglior biglietto da visita. Al polso sarà inserito il Rolex taroccato, portato con nonscialans. La vera al dito darà idea di famiglia. Il braccialetto da truzzo verrà sostituito con un semplice gemello al polsino della camicia. Per asportare i calli consigliamo di mettere la mano sotto un furgone del lavaggio strade e vedere cosa succede. Ah, l’unghia del mignolo lunga non va più da un pezzo…

La nuova segretaria si presenta stringendo la mano al Franz, che contraccambia con forza. La Nuova Segretaria pensa: "mazza che calli! o va in bici da una vita o si ammazza di seghe…." e si rivolge al Franz:

NS: "Appassionato di bicicletta?"

F: "beh, a dire il vero sono anni che non ci vado più…."

NS: "Lo dicevo io… "

F: "cosa scusi?"

Fegato e affini: per gli organi interni è prevista una pulizia preparatoria di un paio di giorni. Tisane al mirtillo, centrifughe di carote, spremute di pompelmo. Consigliamo comunque di non bere i soliti 25 cuba e fumare le solite 825 sigarette al giorno.

Facciata: abbandonare le cravatte monotono per scegliere motivi a pois o rigati college. Se, come probabile, i fondi non permettono l’acquisto di cravatte, dare sfoggio alla propria creatività tagliando due o più cravatte e ricucendole insieme. Nella migliore delle ipotesi otterrete l’effetto Missoni, nella peggiore sembrerete un pirla.

Scegliere inoltre un atteggiamento propositivo e costruttivo, e cercare di dimostrare una certa leadership.  Evitare di mangiare cibi che possano portare aria nella pancia, la flatulenza è poco manageriale. Consigliamo, conoscendo il soggetto, di portare una piccola radiolina da mettere sulla scrivania.

Culo Del Franz: "prooooooooootumbazoooooobamoooooobeng"

Nuova Segretaria: "Cosa è stato?"

Franz: (con fare dimesso): " Ah, nulla. Sto cercando Radio 105, ma non riesco a trovarla".

NS: "Magari prima accenda la radio…."

F: " Fottiti puttana"

Inoltre dato che la maggior parte delle informazioni che riceverà il cervello nei primi due mesi di lavoro sembreranno completamente prive di senso, consigliamo di acquistare un registratore. E di trovare anche una scusa con cui usarlo (plausibile):

Direttore Totale (Esso è direttore di tutto. E’ più di qualsiasi cosa. Si vocifera che nel suo ufficio ci sia assenza di gravità e che ogni sera 70 vergini lo cospargano di latte e miele. Inoltre lui è ovunque, in qualsiasi momento e per sempre. Il giorno del suo compleanno è anche la festa patronale del paese) dicevamo:

1#

Direttore Totale: "ma Franz, perchè registra tutto quello che dico?"

F: "Per fare poi dei cd da vendere"

2#

DT:"ma Franz, perchè registra tutto quello che dico?"

F:" per il piacere di riascoltare la sua voce di sera. E’ talmente soporifera che fa addormentare anche gli alberi in giardino"

3#

DT:"ma Franz, perchè registra tutto quello che dico?"

F: "Direttore, sono innamorato di lei".

4#

DT:"ma Franz, perchè registra tutto quello che dico?"

F:" è che oggi tutto quello che dice mi sembra privo di senso. Ma domani potrei accorgermi che la mia vita dipende dalle sue parole. mi porto avanti…"

Sarà anche il caso che il corpo si ricordi di: non attaccare le cicce in ascensore. Non scrivere sui muri dei cessi frasi tipo: "Culo chi legge", non ruttare credendo di non essere sentiti, giocare a Othello è sconsigliato. I capperi si tolgono prima di entrare in ufficio.

"Fantozzi!" "Si?" "Si ricordi che lei è e rimarrà una merda!"

ho le palle in rete

Ora qui si parla di una rivoluzione sociale, di una cosa che sta sconvolgendo l’Uomo Comune, che in quanto tale si sconvolge parecchio se lo disturbi nelle sue abitudini. E tu Uomo Comune che leggi queste righe, pur trovandoti completamente daccordo con quello che io scrivo, dovrai a gran voce gridare allo scandalo della mia opinione ( e al tono lirico di questo post).

Sicchè questa estate ci hanno tolto il calcio. Ovverosia hanno tolto il principale argomento di conversazione di 56 milioni di cittadini, che allo stesso tempo sono anche Commissari Tecnici e Preparatori. Per noi, Uomini Comuni, la perdita del calcio come argomento di conversazione è stata grave. Innanzi tutto si precisi che l’Uomo Comune, in quanto tale, capisce poco meno di un cazzo di calcio, ed è ben lungi dal praticarlo se non in penose partitelle settimanali con colleghi e ex amici che arricchiscono il portafogli dell’ortopedico. Di conseguenza, l’Uomo Comune il calcio lo ama perchè ne può parlare, lo può guardare e soprattutto lo può giudicare. Di colpo ci hanno privato di questo grande bene nazionale, rovinando la maggior parte delle nostre convinzioni. ( uso il plurale per includere tutti gli Uomini Comuni). E lo hanno fatto alla grande, con tanto di processo e speciali televisivi. E per un po’ questa cosa ci ha salvato. Questo processo, dico. Infatti non si parlava di calcio ma si parlava del processo al calcio. Quando poi questo processo ha iniziato ad annoiare, a punire, a legiferare, ha smesso di colpo di essere argomento di conversazione. Cosicchè da un paio di mesi a questa parte i bar delle città, le tabaccherie di paese, le sale d’attesa del medico della mutua, i sagrati delle chiese, le salumerie, i concessionari d’auto e mille altri posti si sono di colpo svuotati del principale argomento di conversazione. E anche il Lunedì ,che era il day after per eccellenza, è diventato solamente il giorno dopo domenica. Un disastro. Soprattutto per noi, Uomini Comuni, abituati al sottofondo lamentoso degli interisti, all’orgoglio oltranzista juventino, all’ottimismo berlusconiano dei milanisti. Per gli uomini comuni che intessevano relazioni lavorative con altri uomini comuni in altre città il calcio era inoltre un’ottimo sgabello su cui poggiare le prime conversazioni di conoscenza. Un codice per capire che si era fatti della stessa pasta.

venditore comune milanese: " Eh, allora, questa Roma è messa male…."

Venditore comune romano: " See, er fatto è che quando arivamo noi voi ve cagate de sotto".

Tutta questa realtà fa male all’uomo comune. E la grave mancanza dei vertici politici è stato non comprenderlo. Insomma, che fosse tutta una farsa si sapeva. Ma finchè lo sapevano i vertici era un conto. Il solito discorso: lascia che il popolo non sappia cosa fa il popolo. Poco chiaro? immagina questo:

udienza del mercoledì. La Santa Sede è gremita di fedeli da tutto il mondo. Il Papa arriva al suo scranno e avvicina il microfono alle labbra. Con un sorriso ebete e pacifico annuncia:

"fratelli, so che vi fara male di sapere che notizia io vi sta danto, pero io sono costreto a direvela: Dio non esiste. E lo sapevamo da un pezo. Pero grazie molte di vostre donazioni di otto per mile. Ciao"

Insomma, il popolo potrebbe anche dire: " Si stava meglio quando si stava peggio". Ma il popolo non dice nulla, perchè è popolo, e in quanto tale è bue. Però l’Uomo Comune ha passato davvero un brutto periodo. Al caffe del lunedì mattina era costretto in stravaganti commenti sulla finanziaria ( che non capisce). In sala d’attesa dal medico doveva parlare delle ferie con la moglie ( che già uno sta male per il dottore se deve anche ricordare i calvari che ha passato…). Una tragedia. Hanno anche tolto Biscardi, rovinando intere famiglie costrette a pagare delle badanti per i nonni rimasti senza il loro processo.

Ma chi meglio dell’Uomo Comune capisce l’Uomo Comune? Ecco allora spuntare sul palinsesto autunnale un format pensato dall’Uomo Comune per l’Uomo Comune: la Pupa e il Secchione.

Come il calcio, anche questo reality segue un canovaccio ben preciso, ed è più adatto ai tempi perchè ha meno sport e più figa. C’è tutto quello che basta all’Uomo Comune per stare tranquillo:

-la conferma che più le donne sono belle meno sono intelligenti.

-L’uomo intelligente è brutto ( che è il punto prima capovolto).

-L’uomo intelligente non potrà mai ambire a una donna bella, la quale dal canto suo non sarà mai interessata a un uomo intelligente.

-L’uomo intelligente non diventa ricco.

– le donne belle cercano l’uomo ricco.

e si potrebbe andare avanti molto…

Il tutto condito con la ferocia della televisione e i ritmi del reality. Nel circo non manca nessuno: c’è la Mussolini, che dice cose più intelligenti in Mediaset che quando stava in Parlamento, c’è Sgarbi, che è il più fortunato perchè per fare il cinema non deve nemmeno recitare, c’è Platinette, che è il tentativo di trasformare un secchione in una pupa, e c’è Pinketts: ormai un marchio di fabbrica. Quando una trasmissione è una merda, va da se che prima o poi compare Pinketts. Come le api con il miele, o le mosche con la merda. Picchi di audience garantiti e gran risparmio nel palinsesto: la Pupa e il Secchione è: un quiz, un film erotico da seconda serata, un reality, una tribuna politica, una striscia pre serale, un doposerata, un festival. Il tutto con un gran risparmio nel budget, per la gioia di Piersilvio.

Per chi cercasse una morale nelle mie parole qui di seguito alcuni suggerimenti:

Assioma genetico:  è meglio essere figli di Berlusconi che di Moggi.

Assioma del cuoio capelluto: le bionde sono davvero più stupide delle more, che però sono meno simpatiche delle tinte, che non hanno paragoni con le ricce.

Assioma spaziale: passare anni a studiare l’astrofisica non ti aiuta quando sei davanti a un’astro-fica.

Postilla di Cadorna: non riconoscere hitler non è un problema nel mondo del lavoro.

Teorema Penale:  l’erezione è un bene comune, e tutti ne hanno diritto.

Cavillo di Papi:  quando Papi presenta qualcosa, dietro c’è sempre un canovaccio.

Teorema del seno grosso:  la Mussolini poteva tranquillamente arrivare in tv senza passare anni a macellare i coglioni di milioni di elettori. E’ molto meglio della De Filippi.

In tutto questo non riesco a staccarmi dal televisore. Devo vedere cosa succederà. Devo farlo. Io sento che devo farlo…. aiuto…. devo…

Autorizzazione al Trattamento dei Dati Sensibili: se ti ritieni un uomo intelligente, ma non brutto, o una donna bella e di gran lunga intelligente sappi che: non c’è posto per te in questa società.

Brokeback mountain

Il Discorso della Montagna

Ecco che Egli, desideroso di spiegare ai suoi discepoli il senso della vita, li raccolse intorno a un faggio ai piedi di una montagna appena fuori dalle porte di Milano. "Abba, perchè ci hai portati qui?" chiese un discepolo. Gli altri mormoravano, esprimendo stupore e costernazione. Il Franz, vestito con abiti puri, cercando di mettersi a posto la cravatta ( arancione, da immobiliare), alzò la mano destra per richiamare l’attenzione del suo pubblico. Intorno al vecchio faggio si creò il silenzio. Tutta la città sembrò rimanere in silenzio. C’era, insomma, un gran silenzio. "oggi", iniziò il Franz " farò il discorso della Montagna".  Parlava lentamente e con grande enfasi. "Da oggi infatti, io valico la montagna, per avvicinarmi a coloro che prevedono e sanno". Grande fu il mormorio dei suoi discepoli. Uno si alzò, con precisone Giovanni Matteo, da Garbagnate, e chiese: "Maestro, significa che stai per morire?" Il Franz non rispose, ma cercò di rimettere a posto il Rolex taroccato che non accennava il minimo segno di vita. Un altro disse: "Maestro, rispondi a Giovanni Matteo da Garbagnate e a tutti noi. Cosicchè noi possiamo sapere del nostro futuro".  Le donne scoppiarono a piangere, e il cielo divenne grigio di colpo. Maria Maddalena da Gavirate singhiozzando scappò lontano. Allora Il Franz disse: "Maria Maddalena da Gavirate, cugina di Lazzaro da Rho, non scappare. Rimani e tutto ti sarà chiarito".  La folla rimase in silenzio di nuovo. Un silenzio assoluto. Totale. Insomma, non volava una mosca. "Io", ricominciò il Franz, " vi dico che solo chi ha fiducia nelle presentazioni in Power Point potrà passare la porta dei Cieli". " E la porta dei cieli è aperta solo a chi ha fiducia nelle previsioni future". "Maestro spiegati, te ne prego!", lo incalzò GiovanBattista della Valseriana. "GiovanBattista, è normale che tu non capisca. Sei bergamasco, e come tale non verrai nel regno dei Quadri e dei Dirigenti Intermedi insieme a me. Starai nel limbo della manovalanza in nero, perchè fin da piccolo hai ceduto alle tentazioni e hai abbandonato la scuola. Solo chi tra i figli di Dio frequenta un Master è degno di entrare nel regno dei Quadri. E ti dirò di più, io da oggi abbandono la vecchia azienda israeliana". La folla trattenne il respiro. I discepoli parvero molto spaventati dalle parole del Franz, che se ne accorse e aggiunse: " Vi dico. è più facile che un cammello passi dalla cruna di un ago che un venditore dipendente diventi ricco".  Nicodemo da Triuggio allora salì sul faggio. Era un uomo di bassa statura, ma desideroso di vedere il Franz, profeta dei venditori e delle cravatte sbagliate da vicino. "Nicodemo, scendi dal faggio, se no arrivano le Guardie Ecologiche". "Signore io ho sempre desiderato vederti". "Vieni più vicino, Nicodemo da Triuggio".  Il Franz prese un ramo del vecchio faggio e disegnò un cerchio per terra. Divise il cerchio in fette, di dimensioni diverse. "Questa è la sacra torta di Power Point. E in nome della sacra torta di Power Point io caccerò i venditori dalla sinagoga".

Intervenne allora Simone, discepolo fedele fin dagli albori: "Signore, non si capisce quasi un cazzo di quello che dici. Inoltre minaccia pioggia e la metrò va a singhiozzo. Potresti dunque accorciare il tuo delirio?" "Simone, figlio mio, hai ragione". La folla era spaventata dai bruschi modi con cui Simone si era rivolto a Franz. "Dammi ora, Simone, i tuoi fondi al Banco Posta". Simone portò a Franz il suo libretto di risparmio. Franz lo depose per terra e agitò il bastone di faggio in cielo roteandolo con forza. Il bastone si spezzò di netto. "Ecco Simone, questo ti dimostra due cose: la prima è che un conto è moltiplicare i pani e i pesci, ancora ancora. Ma il tuo fondo al BancoPosta non sarà mai moltiplicabile. Per questo io ti esorto a uscire dal labirinto delle vendite e a convertirti al Marketing. Inoltre dimosta che il faggio è un legno di merda. Diffida dunque dai mobili di faggio".  Molti non compresero e andarono via amareggiati. In pochi rimasero con il Franz. Sulla strada del ritorno solo Simone ebbe il coraggio di chiedere: "Signore, ma come farai a mantenere tua moglie, la tua nuova casa, la moto, e il tuo stile di vita da venditore?"

Ecco che il Franz si fermò di colpo, nel mezzo del viale Casiraghi, presso Sesto San Giovanni. "Simone, avvicinati". "Signore vieni qua tu, che sei in mezzo alla strada". "Ah, già". "Dunque Signore rispondimi. Come farai a far quadrare i conti?"

"Simone, uomo di poca fede, io ti parlo qui di cose molto superiori alla quotidianità. Una presentazione di Power Point è per sempre. Previsioni e grafici sono il futuro. Ecco di cosa ti parlo".

Il gruppo ricominciò il suo cammino. Solo Giuseppe da Tavazzano disse: " Abba, non hai comunque risposto a Simone. Come farai’"

"E che cazzo ne so" rispose il Franz.

Dopo sette anni di vendite, dal cacciavite al connettore, dal ferramenta al televisore, e dopo innumerevoli cravatte immettibili, numerosi Rolex falsi rotti, diverse station wagon grigie rottamate, qui si chiude la carriera di venditore del Franz. E se è vero che venditori si rimane per sempre, è anche vero che si vende se stessi per prima cosa.

Addio copia commissione, mi sono convertito al Power Point.