Starsfucker Attack num. 1

cosa: Starsfucker Attack number 1. quando:diciannove novembre zero5. dove: Julep Pub, piazzale Libia 2, Milano. Dalle venti2 e trenta a quando reggete. Perchè: perchè ti rimane poco tempo… Come mi devo vestire: è un pigiama party, hawaiano, in costume d’epoca, post sessantottino. Ma per me che non ballo cosa rimane da fare?: per lui: bere a un prezzo davvero politico, appoggiarti al muro per guardare la folta fauna, ritirare il modulo di iscrizione a una scuola di ballo. Per lei: tanga competition (il miglior perizioma verrà premiato con un regalo…che non lo dico per non creare panico). StarLimbo, l’unica gara di limbo con veri campioni. Baloon party. Precauzioni: evitare di arrivare troppo presto, ma nemmeno con il ritardino che fa tanto figo. Evitare di abbandonare oggetti personali, fidanzate, o altro. Evitare di produrre commenti sconvenienti tipo: ma si poteva fare in un altro posto/modo/giorno: considera la tua presenza come una fortuna. Nessuno ti avrebbe invitato se non per amicizia. Effetti collaterali: senso di panico, dolori addominali, emicrania, smarrimento, eccessiva eccitazione e felicità a sprazzi.

Vassoiate di Ciupiti e Cuba come se piovesse sono marchi registrati, il cui utilizzo è concesso sotto autorizzazione. Per chi non lo avesse capito, è l’invito a una festa, fatto con largo anticipo per evitare i bidoni frettolosi e i pacchi per impegni improrogabili. Durante il corso della serata si svolgeranno attività non adatte a un pubblico di età superiore a 35 anni e inferiore a 18. La locandina ufficiale sarà presto su questi schermi. Stampandola e portandola con voi avrete in omaggio un vassoio di saluti e una borsa di ringraziamenti.

Diventando vecchi si impara (dicono)

 

Ora, mi trovo nella scomoda posizione di cercare di catalogare una serata. Per semplificare la metto nelle pagelle, anche se è stato molto di più. Partiamo dalla fine: dalle defezioni. Checco: la sua non è una defezione, è una richiesta di aiuto. Per una sera prova il contatto con una donna. Memorabile il tono di voce con cui racconta i preparativi del giardino – tana dell’amore: voto 7Krine: è al lavoro. E’ al lavoro in sardegna. E’ al lavoro in sardegna e lavora due mezzore al giorno. Sindacalista, voto: 6. Ora, sui presenti bisogna dire una cosa. La famiglia bradipa è una squadra di boomber diesel. I più hanno potenzialità, ma faticano a carburare. Il festeggiato è già fatto al nostro arrivo. Barcolla intorno al bbq rubando costolette crude e dandone metà al cane. A metà della serata non è più in se. Si aggira intorno al tavolo mollando peti e ridendo di cose che non riesce a capire. Sul finire della cena arriva a tavola carico di bottiglie con l’obbiettivo di ubriacare la tavolata. Metà del contenuto gli finisce in bocca, l’altra metà sulla maglietta. Solo l’acquazzone violento lo salva da un inizio di pestaggio. Il tipico giochetto da ubriachi che finisce con un setto nasale in polvere. Apre i regali senza nemmeno un ‘idea di cosa abbia in mano. Infatti tiene la carta e butta il contenuto. Ottima la tenuta estiva da filippino a passeggio, con bermudino, canotta e infradito (lanciati dal sottoscritto e da Sabino nel cortile del vicino, che fa anche rima). Della serie, la vecchiaia insegna, sempreverde, voto 8. Alla sua gentile metà va il voto della Moglie, quello che si conferisce a chi sopporta un branco di ubriachi molesti. Probabilmente avrà passato la nottata a tenere la fronte al suo pallidissimo amore: voto della moglie, appunto, 9.  Dani, dai più conosciuto come lo sbirro giocherellone. Un peluches di trent’anni. Mangia e beve come un barbaro, sotto gli occhi spaventati della sua metà. Cercando di proteggere il cane lo schiaccia ripetutamente. Ottimo finale di serata, quando per uscire sbatte la fronte sul cancello chiuso. Voto di rendita, 7.  Lo Ignorante perde il pelo ma non il vizio, si sarebbe detto. Ma nessuna fidanzata è stata molestata, eccetto la mia, in tutta la serata. Dedicato al BBQ, lo fa spegnere a metà della serata, ma la platea ubriaca di nulla si accorge. Voto di rispetto: 7,2. Monazzo & El Presidente. Si si, vanno in coppia. Un tandem affiatato basato su alcool e ciccetta. Senza farsi beccare tazzano come due cisterne e passano la cena a rollare cannoni come due adolescenti. Una volta carburato, i due inziano a sentire il bisogno di ciccetta. Monazzo trova sfogo su Sara, la fidanzata di Sabino. El Presidente, forte della sua magliettina rosa e dello zainetto con le pailettes, progetta i piani per la seconda notte bianca di seguito. I due sono come Van Basten e Gullit, vanno insieme come il cacio sui maccheroni, sono come le api e il miele, insomma si rivelano come coppia di attacco. Alla fine della serata spariscono verso l’ Onda Anomala di Lampugnano, che deve essere un locale mica male, vista la zona e il nome. Fichissimi: voto 8. Sabino, il piccolo boyscout. Arriva con un regalo più alto di lui, e con Sara in versione Militar Sado. L’occhio è di quelli che hanno dormito fino a mezzora prima, ma giustifica il ritardo con grandi progetti e piccoli problemi. Va via prima confermando la tradizione. Già averlo visto è un successo: voto 7.  Ricompaiono le Tre Marie insieme a Cavallo Pazzo. Un ritorno annunciato, visto che giocano in casa. La Maria Bea fidanzata è socievole come la cartavetrata e manca la Maria Dani. Ma ci accontentiamo. voto 6. La location imperiale nulla è a confronto del tiramisu della Signora Bettuelli, alla quale va il mio massimo rispetto e un invito galante per una cenetta. voto 9.  Ottime anche le birre leccate dal cane ( o da Rena), anche se il meglio me lo ha offerto un lapidario Rena: "tieni assaggia" porgendomi uno stecchino. Beh, invecchiando si invecchia… questo è certo.  

Aristide non era certo il massimo

Quando una canzone ti balla in testa. Quando una canzone con cui ti sei innamorato ritorna fuori dall’autoradio e ti rimane in testa per tutto il giorno. Quanto basta per sorridere al vicino di coda i tangenziale. Autostrada, la mia idillica location. Un mare di asfalto con cui ho un rapporto intimo. Lo vedo più della mia famiglia. Lo percorro, lo vivo, lo guardo, lo studio. La Vecchia Cicciona lanciata, il sole che scalda, il verde intorno. Non vivo certo da artista. Sigaretta, casello, parcheggio, caffè. Sigaretta, perchè no. Aggiustatina alla cravatta – rumore di portoni che si aprono – cani che abbaiano. Ufficio, stretta di mano – calorosa manifestazione di superiorità commerciale dalla semplice equazione: più stringi più vendi- . Seduti ci si studia. si parla, un rito. Ci si guarda negli occhi. E la canzone che torna in mente. Non ascolto più. Quando finisce lo guardo, rispondo in tema. Aspetto che ricominci – il venditore come lo psicologo: lascia parlare il tuo paziente-. C’è smarrimento nei suoi occhi, manco di aggressività. Per disorientarlo ulteriormente lo consolo. Lo coccolo direttamente nel suo brodo. Piangiamo insieme il momento di congiuntura commerciale. Celebriamo il funerale della ricchezza. Mi offre il caffè. Scotta, sapore di cialda di macchinetta, una merdata. Due sorsi e si butta metà. Finito il funerale si passeggia per gli uffici. Mostra i muscoli del suo potere. Ci si siede, si parla ancora. Si arriva a un prezzo che è sempre troppo alto. Si scende – tutto previsto-. Lo porti dolcemente al limite della discesa. Lui assaggia il suo successo. E’ un compratore, cazzo. Uno dei migliori. Strappa le condizioni migliori. Lo lascio così. Macchina, casello, sole in faccia, tangenziale. Tutti in coda. Lamiere e catrame. Milano sullo sfondo giallo. Appuntamento = contratto. Ritmo gente. Ritmo. Ci sono giorni in cui è una fortuna che sia venerdì.  Prima – seconda – prima. Sole, pilone, sole. Cambio vicino di coda continuamente. Sorrido a tutti. Ma ve la ricordate quella canzone? Tata ttattatatattta. Finestrino giù. Ve la canto io. E il vicino sorride. Non se la ricorderà? Non te la ricordi? Mi sorride ancora e fa cenno di si con la testa. Si riparte. Prima, seconda. Fermi. Sono arrivato alla fine. La rimetto dall’inizio. E si sente, se ci stai bene attento, il sapore dell’anguria e del caffè. Anche il rumore del baracchino in sottofondo. Tutto il giorno così, gonfio d’anguria e di caffè. Pieno di pollini caduti dagli alberi. Quasi quasi la rimetto..

ECCOCE DE NUOVO

ho visto la madonnameglio non si poteva cominciare: ecco una foto in esclusiva assoluta per il Bradipo. E’ un momento storico quello colto dalle abili mani di un paparazzo in Liguria. Ecco il momento dove la fede si incontra con il materialismo più gretto. dove ogni uomo è uguale . dove la guerra e l’amore si fondono. Renato ha visto la Madonna. La prima visione è avvenuta in quel di Vigevano, presso il locale “Messicano”. Pare che la Vergine sia rimasta in lieve disappunto per una frase falsa detta dal nostro uomo marketing: “questo è un locale della Madonna”. Da allora, La Madre, appare a Renato tutte le settimane. I luoghi delle apparizioni sono sempre diversi. Una cosa solo li accomuna: sono tutti cinema multisala. Ecco spiegato perchè il nostro uomo vada tutte le sere al cinema. Immediate le reazioni dei conoscenti. Scosso dalla notizia dell’estistenza dell’aldilà Wilson si è trovato un impiego. Terrorizzato dalla possibilità di essere giudicato da Dio, Franz si è dato al mercato di immaginette e santini, aprendo una bancarella in piazza duomo. Sabino, per devozione e scaramanzia, è entrato nel coro dei carmelitani scalzi di Gavi, presso il convento di Santa Sara. A dispetto di tutto… abbiam anche un cuore

Prima ancora di iniziare…

il teo e rena...Prima ancora di iniziare, ricominciare, ripartire, è cosa dovuta sottoporre al pubblico diletto l’occasione lieta del 3 settembre. Nello stesso giorno, solo con due anni di slittamento, Nostro Signore ha avuto la stupenda idea di donare al mondo due tra i più sorprendenti esemplari della razza. Narra la leggenda che l’Immenso volesse riprodurre in un’unica creatura tutti i difetti del creato. Così fece Renato, rendendosi conto di aver dato al pargolo l’astuzia del colombo, la saggezza della talpa, l’odore del rinoceronte, gli occhi della triglia e la panza del canguro. Deluso dal risultato l’Immenso si prese una pausa, un lungo momento di riflessione. Solo dopo questo periodo ebbe la forza di riprovarci. Al nuovo pargolo diede il cervello del picchio, i capelli del pappagallo e le gambe dello struzzo. Avendo preso tutto dal mondo dei volatili, per l’uccello del bimbo volle riferirsi al mondo dei pesci, donandogli le potenzialità di una carpa d’allevamento. E così nacque il Teo. Orripilato dal risultato, narra sempre la leggenda, il Signore non volle più fare tentativi. Solo in alcuni momenti di rabbia, nel vivido ricordo del fallimentare esperimento, si limita a mandare sulla terra qualche catasrofe adatta al suo dolore. Ma ogni 3 settembre si ricorda, ride e prende due nuvole, il ghiacchio delle montagne più alte, il rhum più buono e la Coca Cola (la bevanda che viene direttamente dal paradiso). Miscelando tutto e ridacchiando si fa un cuba e ci ride sopra. Beato lui… auguri ragazzi!!!! Buon compleanno

the rena’s witch project

impossessato renapossano queste immagini farvi sorgere domande da dentro. del tipo: ma esiste il diavolo? si impossessa spesso di poveri ragazzi? detto fatto, le foto verità sul nostro amico Ex Capelli nel vento. Forse abbiamo tutti bisogno di una vacanza


Firmato: Barabba

il silenzio degli inncenti

renè e tina... chi dei due è fatto? sabino con vaccail teo è pronto... sono tre facce della stessa medaglia quelle di queste foto. Mentre Renè, fedele al Sindaco di Abbiategrasso, sfoga su Tina le repressioni di una settimana da uomo marketing, il nostro Wilson è già pronto. Chiara in rosa temporeggia, ma solo davanti alle telecamere… su Sabino non c’è molto da dire: porta sempre fuori delle grandissime vacche, come conferma la foto. Questa, a differenza delle altre, è più dolce con lui. Potrebbe anche darsi che si fidanzi? Porve generali per l’estate… comodi comodi, c’è tempo per migliorare…