Più culo che anima (Pandemie)

Quest’anno soffro il caldo.

E’ successo anche nel 2014. E anche nel 2000. Che a luglio mi assaliva questo caldo pesante, che mi faceva traballare. Sembro invecchiato di dieci anni.

A me il caldo piace. Più del freddo. Ci penso sempre, anche quando soffro sotto al sole, con un sacchetto della spesa, e il fiato corto. Mi piace più del freddo di novembre, o quel freddo sordo di febbraio.
A me il caldo piace, non mi imbarazza sudare, copiosamente, e mi fa godere restare nudo, più nudo possibile. Anche fuori tema. Nel senso che uno dovrebbe, per costume, stare nudo in posti specifici, in situazioni chiare, in momenti definiti. Sotto la doccia, ad esempio.
A me piace stare nudo con il caldo anche sdraiato su un prato. E respirare lentamente.
Per questo mi ustiono, fisso, le gambe e le palle.
E poi vai tu in farmacia, a chiedere la crema, perchè ti sei ustionato le palle.

Quest’anno soffro il caldo.
Particolarmente.
Ma non mi lamento.

Nel 2000, in quell’estate assurda di caldo, asfalto, piazze deserte, piadine bollenti, e noia mortale, alla fine mi sono proprio rotto le palle. E mi sembrava una cosa abbastanza definitiva. Tipo, accidenti, da quest’anno d’estate mi rompo le palle. Tipo, sto invecchiando, addio.
In verità è tutto più tranquillo. E’ solo questione di punti di vista. L’estate resta sempre estate.

Così nel 2014, giravo con una 500L, una delle macchine più brutte degli ultimi vent’anni, senza motore e senza anima, e continuavo a cambiare città, soffrendo il caldo. Ma stando bene. Finivo sempre a bere vino rosso, in piazza, nelle piazze, a dire il vero. Sconfortato dal caldo, e attratto dalle gonne.
E’ stato l’anno in cui mi sono appassionato ai vestiti anni 50, guardati dal basso mentre ero seduto a bere vino. Con il caldo mi siedo, come i vecchi.

Quest’anno sono stanco. Come tutti. E ho caldo, come tutti.
Siamo stanchi, delusi, insomma storditi. Eppure andiamo avanti.

Mi piacciono le persone che hanno culo. Nella vita, intendo.
Mi piace ustionarmi, perchè sto nudo al sole, o nudo sotto le stelle. A soffrire il caldo e la noia.
Ecco, la verità è che la noia ti uccide, non il caldo.
E mi sto annoiando.

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