Amy hit the atmosphere 

17 Nov

Una delle tecniche più efficaci per entrare im sintonia con una persona è allineare il respiro. Un gioco divertente, in pieno stile da programmazione neuro linguistica e altre cagate da coach, che però funziona. 

Osservate la persona che avete davanti. Ha un respiro alto, di petto, o basso, di pancia? 

Ha un ritmo spedito, oppure calmo? 

Sono nasali o a bocca, i respiri?

C’è un forte vento da Ovest, che ha portato anche una odiosa e fitta pioggia, gelata, che mi è entrata anche nei calzini. 

Pensi sempre che viaggiare con questo ritmo sia molto figo. Ti dimentichi cosa voglia dire lavorare tutto il giorno, recuperare gli arretrati di notte, inzupparsi nel mezzo di un cazzo di terminal, recuperare un asciugatore, imbarcarsi, volare a cena a due ore di distanza. Stirarsi il completo. 

Ordini la colazione in inglese, la cena in spagnolo, rassicurando casa in italiano. Senza dimenticarti di fare un po’ di sana ginnastica, guardando un film distrattamente e senza volume. Senza dimenticarti di ritagliarti una mezz’ora, di notte, per fare due passi, osservando tutto intorno, che è un modo gentile per dire che ti guardi dentro. 

Un forte vento da Ovest. Decolliamo ballando. Non riesco a leggere, allora mi metto a respirare come la hostess che ho seduta davanti a me. Ha un respiro calmo, gonfia il petto, lo distende, un ritmo piacevole. 

Quasi rilassante. 

Seguo il movimento appena percettibile della camicia.

Si accorge che la guardo, fissa, da minuti, che nel galateo moderno sono ore. 

Sarebbe inutile spiegarle cosa sto facendo. In queste situazioni bisogna tenere, serenamente, il pezzo. 

Passi per maniaco. Ma sai cosa cazzo me ne frega, mi son sempre detto. 

Inaspettatamente sorride. Ha una bellezza particolarmente nordica. Bionda, alta, con la pelle chiara. Piccole cicatrici sul gomito sinistro, orologio di plastica, un velo di cellulite, e occhiaie da serate più lunghe di quanto dovrebbero essere. 

Ricambio il sorriso. E respiro con lei. Il respiro si fa più veloce, questo cazzo di aereo balla davvero tanto. Si tiene con la mano al cinturone che le blocca le spalle. Io adoro i piccoli vuoti. Ti ricordano quanto tutto sia appeso a un filo. Basterebbe un attimo, perchè morissimo tutti. Invece no. Si balla solo. Tanto. 

Il mio socio cerca di dormire. Impossibile. 

Si gira verso di me, mentre affondo un sorriso di risposta alla hostess. 

Ride. 

Lui. 

– cazzo, fai impressione, però. 

– giocavo con il respiro

– quelle cazzate da coach

– proprio quelle.

– sai che le hostess, ho letto, hanno una vita sessuale molto disordinata?

Io lo adoro per molti motivi, uno dei quali è la quantitá impressionante di inutili informazioni che ha immagazzinato e che reperisce con facilità per intavolare discussioni assurde. 

Le nostre discussioni sono di tre tipi.

Ci azzanniamo. Un leone e una tigre. Succede. Ho molto rispetto, ma mordo. Lui ha molta pazienza, e artigli molto affilati. Solitamente, leccandoci le ferite di due orgogli molto ingombranti, beviamo una birra per chiudere la cosa. 

Ci istighiamo. Questo succede più spesso. Costruiamo progetti di sei anni in quattro minuti. Vede le cose con uno spettro molto simile al mio. Con più esperienza. Costruiamo case che poi distruggiamo, oppure discutiamo di progetti che sappiamo benissimo essere inattuabili. Ruba tempo, molto tempo. Ma è ormai insostituibile. 

Oppure cazzeggiamo, su argomenti assurdi, citando fonti incredibili, portando una discussione sugli aeroporti dritta sulla filosofia occidentale, per poi tornare sull’abuso di colori primari nell’uso delle divise delle compagnie aeree. Discorsi senza capo ne coda. Sospesi nel tempo di una sigaretta o di un caffè. 

Passiamo molto tempo in silenzio, anche se lui dice che parlo molto. 

– posso dirti la verità?

– sul gioco di sguardi con la cavallona?

– sul fatto che in dieci anni di viaggi in aereo non ho mai nemmeno valutato l’ipotesi di fare del sesso con una hostess

– sei falso come giuda.

– ok. Forse un paio di volte. 

– già meglio. 

– ma mancherebbero le basi per una qualsiasi storia. Odio la vita divisa a turni. Infermiere, dottoresse, hostess. Proprio non ce la faccio. 

– non capisco

– non capisci perchè tu sei un uomo diverso da me. 

– …

– io, ad esempio, alla fine di questa cazzo di settimana, sei aerei, tre hotel diversi, due fiere, tre cene di lavoro, e tutto il resto, vorrei solo trovare la mia donna nuda, che mi aspetta, per coccolarmi, prendermi, massaggiarmi, tenermi con se. Addormentarmi nel grembo di una donna. Cazzo, questo solamente. Anche solo un’ora. 

– hanno ragione i ragazzi, sei frocio. 

– non sono frocio. Ho una chiarezza diversa dei bisogni primari. 

– ma vaffanculo va. Torno a dormire. Tu torna a giocare con la cavalla bionda. 

Ci penso, mentre cerco di trovare un’inizio e una fine negli appunti che ho preso oggi. 

Ho una vita davanti. Questo è sicuro. Un pezzo alla volta, questa vita che ho davanti, sta prendendo forma. 

È una forma che ti piace?

È questa la vita che sognavi da bambino? 

Cosa ti manca?

Ho ricevtuo molto amore. In tempi e modi diversi, da persone diverse, capaci di amare a loro modo. 

Vorrei solo una pancia dove appoggiarmi, fosse casa mia. 

Vorrei una compagna fidata. 

Ci sono momenti in cui, penso, va così. Spingo come un matto fuori, lasciami avere il mio riposo. 

Non so se capisci cosa intendo. Non voglio nient altro che una destinazione. 

Vivo di cambiamento. Mi sta bene. Posso accettare quasi tutto. 

Ma vorrei solo fermarmi. 

Certi giorni. 

Mentre atterriamo mi rimetto a giocare con gli sguardi e a chiacchierare con il mio socio. 

Stasera lo porto a cena in uno dei miei posti preferiti.

Si mangia con le mani.

Si ride con la bocca.

Si balla e si canta.

Si beve.

Uno di quei posti che rimediano solo un po’ alla malinconia.

Mentre scendiamo, gli do in mano un foglietto, scrittura tremolante. 

Il numero di telefono della hostess. Emy. 

– dallo ai tuoi, visto che per loro sono frocio. Sapranno loro cosa fare. 

4 Risposte to “Amy hit the atmosphere ”

  1. A. oppure B. oppure C. insomma come preferisci tu 17 novembre 2015 a 21:51 #

    …….!!!!!!

  2. A. oppure B. oppure C. insomma come preferisci tu 17 novembre 2015 a 21:59 #

    …. scusa è che mia figlia si è intromessa mentre cercavo di scrivere un commento…
    Che poi anche il suo (quello di mia figlia), è un commento fantastico direi.
    Ricco di significato.

    A te manca una pancia.
    A me invece mancano due labbra, una folta chioma di capelli e un paio di mani.

  3. A. oppure B. oppure C. insomma come preferisci tu 17 novembre 2015 a 22:00 #

    No.
    Non solo questo.
    Mi manca tutto.

    • Il Franz 17 novembre 2015 a 23:52 #

      Beh… In comune abbiamo che ci manca qualcosa. Io, nella mia malinconia pacifica, riflettevo sul fatto che vorrei tanto che nella vita non mi mancasse nulla. Invece sono felice mi manchi qualcosa. È un buon segno… Invece a te manca davvero qualcosa? È un buon segno?

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