la gente mormora. L’agente No.

Mentre guidavo in mezzo alla Svizzera mi sono accorto di una cosa. Odio guidare in Svizzera, perchè finisce che vai talmente piano che ti accorgi delle cose. Meglio guidare in Germania, che vai talmente forte che non ti accorgi di nulla. Beh, mi sono accorto di essere stufo di essere La Gente.
Non so bene dire quando è iniziato, ricordo solo alcuni illuminanti episodi. Compravo il libro di Baricco, educatamente in coda aspettando il mio turno, quando un signore mi ha chiesto dove potesse trovarlo. Beh, all’inizio dello scaffale principale. Ce ne saranno state duecento copie, impilate ordinatamente. Proprio là in fondo, vicino alla scritta gigante: “Alessandro Baricco”. E il signore si è scusato, doveva immaginarlo. Lo compra tutta la gente. Ero dal benzinaio, a rimpiangere di aver scelto di non fumare in macchina, mentre facevo il pieno. Poi, distrattamente, rivolto al vuoto, ho constatato con piacere di aver superato i cento euro per un pieno. E il benzinaio mi ha fatto notare che sono mesi che la Gente fa benzina con il contagocce, lamentandosi come me. Il mio medico curante, davanti alle mie analisi del sangue, giocando con un campione di crema per i genitali, mi ha tranquillizzato. Molta gente ha i valori sballati come me. L’edicolante la domenica finisce presto il Corriere, perchè tutta la Gente lo compra. E molta Gente, come me, arriva tardi, quando ormai, l’altra gente, mattiniera, ha fottuto questa gente. Troppa gente.
Mi viene in mente di andare in un posto, e scopro che ci va tutta la Gente. Bevo birra in lattina, come molta gente. Vado in piscina dopo il lavoro, con tonnellate di Gente, stipata in corsie affollate come le transenne fronte palco durante Wembley 86. Solo che non canta Freddy Mercury. Se no ci sarebbe molta più gente.
Il navigatore della mia macchina mi avvisa quando troppa gente si ferma nello stesso posto. E’ una cosa lodevole. E poi mi suggerisce una strada alternativa. Che un sacco di gente, con il navigatore, fa. Finisce che magari non c’era nessuno nella prima strada.
Non so calcolare l’IMU, come molta gente. Non mi sento sereno a spendere, come la maggior parte della gente. Mi sento vicino alla gente del terremoto, come molta gente.

Insomma, io e questa cazzo di gente, siamo terrificantemente allineati su molte, tantissime, troppe cose.
Mi sento circondato, dalla gente.

E al posto di consolarmi, il fatto di essere La Gente, mi angoscia.
Sono finito, era inevitabile, nel pieno di un paragrafo che, indistintamente mi classifica come Gente. Ho gli stessi costumi, gli stessi bisogni, le stesse paure e la stessa vita di tutti quelli del mio paragrafo. In un grosso faldone di ricerche statistiche.

Io non sono contento di essere la Gente. Il tempo mi ha insegnato a diffidare della sorda sensazione di tranquillità che ti da il sentirti parte di un gruppo.

Pensavo questo, guidando in Svizzera. Poi ho deciso di smettere di pensare e ho acceso la radio. Ho trovato una trasmissione in inglese. Che parlava di crisi. E di come La Gente sia stanca di essere catalogata. La Gente è stufa di essere La Gente.

Proprio come me.

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