Non multum sed multa

Ho la capacità, fin da bambino, di stufarmi delle novità molto prima che la maggior parte di quello che oggi si chiama grande pubblico, main stream, se ne appassioni. È stato così con i post it profumati, con i cd, con winmx e la grande invasione dei porno, con la spontaneità dei primi reality show.

Più o meno la stessa cosa mi è successa con Facebook. Mi sono iscritto gioiosamente animato da una insensata voglia di condividere con il mondo tutta la mia vita. Plaudivo al grande senso sociale della condivisione, missionario del social networking, promuovevo la cultura del tutto per tutti.

Ora, parliamoci chiaro, la maggior parte dei social network hanno prevalentemente due usi: tentare di riprodursi con cerchie sempre più allargate di esseri umani e accrescere il proprio ego a dismisura con dettagliati racconti delle proprie imprese.
Nel caso di un utente di sesso maschile si potrebbe riassumere l’uso del social network come un grande bisogno di gonfiare, o il pene o l’ego.

Facebook ha, più o meno, l’età del Bradipo. Il suo fondatore è decisamente più piccolo, nerd e ricco del sottoscritto. Hanno girato un film creandone una leggenda in calzino e ciabatte. In verità le scarpe si vedono sempre più spesso e la quotazione in borsa sarebbe un giochetto da Steve Jobs. Sembra essere il più grande contribuente degli Stati Uniti.
In verità il buon vecchio Mark è seduto su un patrimonio ben più grande, gigantesco, incalcolabile. 800 milioni di utenti non sono solo nomi, sono abitudini, età, classi sociali, lavori, credo religiosi, fedi politiche, hobbies -adoro scrivere hobbies-. Sono quello che un qualsiasi pubblicitario del pianeta definirebbe come “orgasmo multiplo”.

Passano anni della loro scintillante vita a cercare di avere più dati possibili, per indirizzare meglio la comunicazione, quando 400 milioni di persone ( cito una ricerca del NYT, sul fatto che circa il 48% degli utenti di Facebook ha usato il social network per tradire il compagno/la compagna. Ad essere pignoli, di questo 48, il 62% sono donne, a dimostrazione di varie teorie secondo le quali chat e messaggini non pareggeranno mai un approccio al bancone del bar, dove si può constatare con mano, o perlomeno con occhio, la portata reale della conquista. Per gli statisti, bankers, promoters e altri falliti che da sempre frequentano questo posto con occhio critico, i numeri che ho riportato prima della parentesi sono calcolati a spanne. Ho fatto cattivo uso di dettagliate informazioni statistiche. Quello che per vent’anni ha fatto il Governo senza che vi lamentaste).
Dicevo, passano anni della loro scintillante vita a cercare di avere più dati possibili per indirizzare meglio la comunicazione. Poi si accorgono che un tizio in ciabatte Adidas e felpa possiede una roba come 400 milioni di dettagliate schede personali.
Aggiornate e precise.

È, per intenderci con quelli nati negli anni 80, come dare a un dodicenne un catalogo di intimo Postalmarket. Dopo mesi di malcelati orgasmi, si arriva al dunque, e si dice che si potrebbe utilizzare questi milioni di utenti attivi (per altre ragioni), indirizzando una comunicazione migliore. Ad esempio se sul tuo profilo dichiari di essere interista, musulmano e appassionato di pesca, potrebbero evitarsi la fatica di mandarti richieste di abbonamento a “qui Milanello” oppure a “il giornale degli estremisti cattolici”. L’hobby per la pesca serve solo a identificarti come uno che ha meno possibilità di avere più ricchezza di altri (da una ricerca del WSJ, gli appassionati di pesca sono meno ricchi degli appassionati di golf. Ma più ricchi degli appassionati di videogiochi).

Io sono decisamente pro. Adoro la comunicazione intelligente, e prego tutti i giorni perché smettano di mandarmi richieste di abbonamento a Oggi e cataloghi di libri di dubbia qualità.
Sono anche disposto ad aggiungere categorie estremamente importanti ( ad esempio misogino, oppure psicotico).

Però, mentre tutti celebrano il compleanno di Facebook ( è dall’inizio che cerco di abbreviarlo, ma non puoi capire come odio quelli che scrivono Fb o faccialibro. Quelli di faccialibro li odio di più), io devo ammettere di essermi rotto i coglioni. Non rientro nella statistica fedifraga, forse perché nel mio network di amiche del passato non spiccano certo delle grandi fighe, e quelle che spiccavano sono già andate, o forse perché il tradimento digitale mi fa una tristezza apocalittica. È sintomo di pigrizia sentimentale. Andare a ripescare l’amica, ex, conoscente, ex collega, ha molto di triste. Ho perso la voglia di vedere foto di feste, foto di ubriachi alle feste, foto di ubriachi alle feste con facce improbabili. E odio vedere le foto delle vacanze di altri.
Non andrei mai a una cena invitato per dopo vedere le foto delle vacanze, e ho festeggiato la morte delle diapositive stappando una bottiglia di Brugal. Perché dovrei passare il mouse su un album di 115 foto di Formentera?

Twitter mi fa venire grandi dubbi. Se Facebook è “guarda cosa ho fatto”, Twitter è “leggi cosa sto facendo”. Mi piace Linkedin, dove il mio ego si gonfia in grande compagnia. Non ho avuto tecnologicamente tempo di appassionarmi a Foursquare e soci. Apprezzavo MySpace, e poi il fondatore era mio amico (da qualche parte nell’etere c’è una versione del Bradipo su MySpace).

Mi sono terribilmente annoiato, Facebook è un grand bel romanzo, ma infinitamente monotono. Ci vorrebbe più sangue, oppure più verità. Al posto delle otto foto al portachiavi di Hello Kitty o le settantadue al concerto dei Sepultura, ci vorrebbero dolore e verità. Spontanei, come nella prima edizione del Grande Fratello, quando facevano quello che facevano senza sapere di poter contare su anni di serate in discoteche del bresciano o del ponente ligure appena usciti. Ma nessuno sarebbe spontaneamente realista dovendo usare lo strumento per mettersi in mostra, per cercare di riprodursi, insomma per una sveltina sotto un portone in centro.

Mi sono rotto i coglioni, per usare un delicato eufemismo, della mia voglia di social networking. Invecchio. È chiaro che invecchio, e pure male.

Usate tutti i miei dati, infilatemi in tutti i cluster, avvolgete le mie passioni in lunghi rotoli di Excel. Se questo può evitarmi di ricevere la richiesta di abbonamento a Oggi.

Ma ricordatevi,sono sempre meno social.

PS: forse anche per il compleanno del Bradipo ci quoteremo in Borsa. Ma volete mettere il caro vecchio blog confronto a tutti questi cosi da frikkettoni?
Gloria e onore al Blog.
E già che ci siamo R.I.P. Splinder, che in fondo ti volevo anche bene.
(e per un paio d’anni ti ho anche pagato per avere le foto sul sito..).

PS2: questo post, a dimostrazione di quanto siamo global qui, è stato scritto sul Milano Madrid delle 7.20, mentre il Comandante cercava di portare l’aereo in una posizione consona alla navigazione aerea, ma il vento o un fenomeno divino che non conoscevo, tendeva a verticalizzarlo. Risultato, credo di aver provato quello che provano gli astronauti in decollo e ho la brioches alla marmellata tra la trachea e le tonsille. Ci vorranno anni per farla riscendere nello stomaco.

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