sulla strada

La cosa che mi piace di più delle moto è che sono oggetti magici. Guardare una moto significa immaginare strade, sentire sensazioni forti, per stomaci di provata fede nel miracolo dell'aderenza dell'asfalto e della gomma. Girarci intorno significa sentirne il passo, ordinatamente selvaggio mentre procede per quella statale che hai giusto fatto in macchina qualche tempo prima. Le moto sono senza tempo, perchè allineano i minuti e le ore sullo stesso piano, respirando rumorosamente su un tornante o ansimando affannosamente in coda a un semaforo. Le moto hanno un sapore particolare, di asfalto, gomma, fango e polvere. Mischiati con birra e caffè. Le moto sono storie in potenza, sono meravigliosi racconti sul nascere.
Nelle due ruote, che aspettano silenziosamente in garage, vedo la pazienza di una storia che sta per nascere. Una scrivania di ghisa, che scrive raccontando storie infinite.

Seduto alle tue spalle, su una moto, c'è un viaggio che potrebbe finire in mille modi diversi. Ricordo di aver insabbiato la Poderosa in una spiaggia isolata, sotto il sole di luglio, per fare un bagno di rapina in un giorno di lavoro. Ricordo di aver saltato per ore in mezzo allo sterrato dei campi con la meravigliosa vespa, sperando di trovare una strada asfaltata. Ricordo anche di aver passato mezz'ora sotto il diluvio spingendo il mezzo che sentiva immediato il bisogno di fermarsi e manifestare il bisogno di grandi cure.

Ho bevuto la pioggia inerpicandomi su statali che sembravano non finire, cercando una tettoia per fermarmi. Ho provato la delusione incompetente di chi guarda un misterioso motore che non vuole partire.

E ho sempre saputo che la moto, una moto, sarebbe stata con me sempre. Perchè è un modo come un altro di leggere il mondo, con la calma di chi non ha nulla da fare o con la rabbia di chi vorrebbe mangiarsi asfalto e polvere correndo verso l'infinito.

E' arrivata Crazy Mary, il cui nome è provvisorio. Il suo rumore è musica, un borbottio che diventa ringhio appena si libera. E' una regina di Statali, che può mangiare autostrade. E' imponente, ma snella. Cattiva, nera, lucida, come una moto deve essere.

Correrà con me, porterà ill mio culo in giro, prenderà temporali e tremerà sulla ghiaia.

Si può decidere di partire tutti i giorni. Qualche volta semplicemente rimanendo a guardare la poesia di ghisa e cilindri.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...