Lo ScuTerrone

Dizionario antropologico della fauna milanese su due ruote ( quello che si può incontrare nel traffico quando si prende la vespa):
il Marine: il marine è in gessato, giacca belstaff o giubbotto aderente da moto da corsa, casco tassativamente Momo ( quelli uguali agli altri in tutto tranne che nel prezzo che è esattamente il doppio) con visiera da elicotterista del Golfo, copertina copri gambe in pelo di pecora delle Asturie. Il suo mezzo è lo scooterone vero e proprio, cilindrata sopra i 500, lungo come una station wagon, con la stessa manovrabilità di un dragamine e con il prezzo di una utilitaria. Il marine procede violento, con colpi sulla manopola dell’acceleratore che suonano come minacce per il popolo su due ruote. Allo scattare del verde da tutto il gas possibile e si piega in posizione areodinamica, facendo i 15 metri che lo separano dalle macchine in coda a 120 all ora, frenando all’ultimo. Per piogge improvvise ha tute mimetiche nel bauletto , che di solito è grosso come un frigorifero.  Il suo disprezzo per gli automobilisti è infinito, per lui lo scooter è una scelta di vita. E’ raro che si sposti oltre la circonvallazione interna, per paura dei marocchini che gli rubano gli specchietti, se non per gite domenicali al Lago.
Il Quattrostagioni: scooter medio piccolo, a volte un semplice motorino. Bardato come uno spedizioniere del primo ottocento, il Quattrostagioni vorrebbe possedere uno scooterone grosso e lungo, ma non gli hanno dato il finanziamento. Coperta per le gambe, copriscarpe, copri manopole, giubbotto sottomarca ultra idrorepellente, casco in abbinamento con il mezzo. Qualsiasi previsione del tempo non lo spaventa. Guida senza mai frenare, saltando su marciapiedi e banchine del tram. Non si ferma mai, se non per fare benzina e per comprare in edicola Due Ruote per vedere quanto gli valutano il suo mezzo. Se viene sorpassato da uno scooterone non fa una piega, ma sotto il casco integrale smadonna come un pazzo. La peggior offesa è fermarlo e dirgli : "ma questo è la versione per donne del Mitico Scooterone, o sbaglio? Ma si quello più piccolo…"
La Motorizzata: è una lei. Possiede motorini e scooteroni, quasi sempre usati. Spesso sono il primo mezzo del fidanzato, ex quattrostagioni ad ora Marine. Spopola il Liberty, azzurrino con cromature. Lo comprano tutte, senza nessuna ragione se non che tutte le motorizzate hanno il Liberty. Possiedono un parabrezza grosso come una vetrina, sporco e giallognolo, dietro il quale di sera non si vede una fava. Guidano a singhiozzo, consumano tre pastiglie dei freni alla settimana e due kili di fazzolettini per pulire i bordi del serbatoio dopo aver fatto benzina. Hanno delle strane sindromi primaverili che le portano a febbraio e ottobre a inforcare le due ruote con le gonne fiorate di lino, con conseguente surgelamento pubico e occhiate suine degli imbottigliati nel traffico.
Lo Scapestrato: ha comprato uno scooter dopo l’ennesima multa per divieto di sosta o l’ennesima folata di ascella in metropolitana. Ha speso l’ottanta per cento del suo conto in banca, recuperando un usato di dubbia provenienza. Si veste a strati, perchè non possiede nessun giubbotto antivento, e quando piove mette il k way recuperato dai ricordi del liceo. Ha il casco della moto da cross di suo cugino, o il suo vecchio casco di quando consegnava le pizze. Quando accellera produce lo stesso quantitativo di gas tossici di una centrale a carbone, per arrivare a velocità di punta intorno ai 35 orari. Nel traffico compie evoluzioni degne di moto acrobati, il tutto nella piena sicurezza del freno a tamburo consumato. Non si ferma mai, se non per spogliarsi di uno strato o per riallacciarsi il casco con il cinturino marcio.
Il Centauro: il vero motociclista. Lui gli scooteristi li schifa. Lui è in moto, gli altri in scooter. Come il marine, anche il centauro obbliga la fidanzata a pietose domeniche in tour. Quando va bene è il Lago, se no la Cisa o la Serravalle, con tanto di sosta all’autogrill per caffè e chiacchere con centauri simili. Lui la moto la vive, ascoltandola mentre romba al semaforo. Dando gas si accorge di rumori allarmanti come una vite che traballa, e corre dal Concessionario di Fiducia, ovvero uno che a furia di cambiare viti ha comprato un negozio di 8 vetrine in centro. Il centauro non ha pietà, con un prima seconda lascia alle spalle il resto del popolo. Non mette mai la terza, perchè in seconda è già a due e trenta, e poi per non rovinare la frizione. Pericolosi da segurie nel lunedì dopo il moto gp, quando emulando Valentino si lanciano in mezzo alle macchine a testa bassa sicuri del loro ultimo acquisto: il giubbotto ultra resistente derivato da una ricerca della Nasa, abbinato ai guanti con le nocche rinforzate in carbonio. Non ha paura della pioggia, e non teme l’oscurità. Ha un rapporto quasi sessuale con la moto, arriavando a lavarla una o due volte a settimana.
Ultimo, ma solo per caso: il Vintage. Il Vintage ha rispolverato la moto del nonno, o del papà. In ogni caso trattasi di catorcione ultrarumoroso a emissioni fuori dal protocollo di Kyoto, con il quale pretende di essersi fatto una cultura meccanica, solo per aver lucidato le cromature. In verità non ne capisce un gran chè, e si appoggia al Suo Meccanico, una vera e propria figura retorica che alle spalle del Vintage fattura più di mediaset. Perchè il Vintage cura più il catorcio della fidanzata, che peraltro tortura con motoraduni d’epoca nel bergamasco sotto il sole di luglio e il tanfo della A4. Viaggia in centro corsia, convinto di andare come un siluro, finchè non viene sorpassato da un vigile in bicicletta che lo ferma. Alla multa risponde incredulo e ne parla due o tre sere di fila, adducendo all’ignoranza che imperversa.   

9 pensieri su “Lo ScuTerrone

  1. carino, carino…anche qui a ge è più o meno così…e poi ci sono le “aspiranti patendande” che per il momento si servono di mezzi pubblici di sovraelevata frequenza o passaggi a scrocco dagli amici…tipo la sottoscritta!
    saluto e ringrazio il bradipo per avermi lasciato un commento sul blog (www.cunegonde.splinder.com) ne approfitto per chiedergli se magari può anche spiegarmelo visto che non l’ho capito…grazie!
    sy

  2. e io che vorrei lo scarabeo, il caschetto della duraleu e che lo userei solo dai 20°C in su, e solo di giorno. magari ci attaccherei qualche adesivo coccinelloso… a che categoria appartengo?

    billa.

  3. sebbene è da escludersi il fatto che la mia fidanzata possa mai essere in grado di guidare alcunchè… ciò non ti autorizza, lurido anonimo, a commentare sul bradipo con cotanta libertà d’espressione. Traducendo: ti stacco i capezzoli e li mastico a lungo. Poi te li infilo…. lentamente
    Se dovesse piacerti fammi sapere

  4. gli utlimi dieci minuti della pausa pranzo, poi con il copia incolla….
    consiglio spassionato:
    in primis: comitatoreferendum.splinder.com, per informazione… necessaria.
    Per capire quanto sia vario il mondo dei blog: si vada da lavocedelsignore.splinder.com per poi passare a comunicazzione.splinder.com.
    Roba più seria la trovate su un blog che è uno splendido racconto. Sapere scrivere così significa davvero tanto:
    chiavadicendoingiro.splinder.com,
    anche se per affetto il migliore rimane
    personalitaconfusa.splinder.com

    ma ci torneremo sopra

  5. Gentile Bradipo…
    Se esistono siti che permettono di scaricare legalmente i libri non è colpa mia, ma non sto certo a farmi problemi, e li scarico.
    Visita il link e controlla tu stesso la legalità della cosa.
    Buona giornata
    La Gru Alfonsina.

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