Titolo: Le mie vacanze
Svolgimento: Ho passato le mie vacanze in Sardegna. La Sardegna è un’isola. Come tale è raggiungibile solo tramite traghetti o aerei. Io, che amo farmi male, non solo scelgo il traghetto, ma anche quello con l’animazione latino-americana per tutta la notte. E se proprio devo dormire cerco di farlo mettendomi vicino a qualche vecchio obeso che rumoreggia fino all’alba. I bar dei traghetti contano molto sullo stress da viaggio ( accentuato dai ciccioni che russano e dagli animatori di Bari che ballano latino-americano) e cercano di affibbiarti sostanze gommose e semiliquide a prezzi raddoppiati. Preoccupato dell’incasso del bar, il comandante sveglia tutti comunque tre ore prima di attraccare, in tre lingue ( tutte parlate sbiascicando), dicendo che manca pochissimo. Tornando a noi,la Sardegna è un’isola, e come tale è lambita dal mare. Il mare è la fortuna e la rovina di tutte le isole e dei popoli che le abitano, ad eccezzione dei Sardi e della Sardegna. I Sardi, che sono gli abitanti della Sardegna, sono un popolo di montagna, che può sembrare una contraddizione, ma non è niente in confronto a tutto il resto. Per le sue bellezze naturali, il mare cristallino, l’aria e il periodo, la Sardegna è letteralmente colonizzata dai milanesi e dai romani. In verità ci sono anche molti altri animali, ma preferiscono stare nascosti tra i monti e aspettare che il turista (così si chiamano gli animali milanesi e romani) ritorni nelle sue terre. Se fosse per i sardi, con ogni probabilità saremmo ancora sotto regime feudale e le donne verrebbero scambiate con pecore e ettari di terra coltivata a mirto. Per punire gli italiani che deturpano ogni anno la Sardegna, Dio ( che è molto amico del sindaco di Porto Rotondo) ha deciso di mandare sul continente delle maledizioni sarde. Così per i primi 100.000 sacchetti di plastica lasciati in mare dai turisti, Dio ha mandato Cossiga. In Sardegna si può anche fare vacanza in pace e solitudine, ma quello che tutti provano a fare è stare ammassati nello stesso paese. Kilometri di costa restano deserti in opposizione a centinaia di metri di spiagge dove milioni di turisti si accalcano per godere "della straordinaria pace" che c’è sull’isola.
La Sardegna è bagnata da diversi fiumi, di cui il più importante è il Flumendosa. Chiamarli fiumi è un chiaro segno di affetto dei geografi, che con lo stesso metro dovrebbero definire il Po un mare. L’acqua non manca di certo, tanto che viene addirittura imbottigliata e venduta. la Fonte Smeralda ha il pregio di essere l’acqua più cara che io abbia mai bevuto, e costa il doppio della benzina. In tal proposito, la professione di benzinaio è disprezzata dai sardi che hanno applaudito l’arrivo dei distributori automatici di benzina. Se ne trovano centinaia sulle statali dell’isola, completamente abbandonati a loro stessi. Chi per fallo ci dovesse infilare banconote sappia che non ne uscirà mai benzina, ne mancomeno scontrini. La loro presenza è talmente leggendaria che verranno fatti degli adesivi come quelli dei tori spagnoli. Nel frattempo le vecchie sarde ( non più buone per essere cucinate) accendono ceri votivi sotto i distributori e fanno delle cospique offerte. Il benzinaio, paragonato al monaco zen, ritira settimanalmente gli incassi e li devolve totalmente alla Zedda Piras ( la chiesa più venerata dal popolo sardo).
Per coloro che non vogliono lasciare le cattive abitudini a casa, la Sardegna è il posto ideale per farsi inculare fuori a cena. Prezzi come Milano, trattamento anche peggio.
Per tutti gli amanti della vita notturna ci sono più discoteche che ombrelloni. Diversi sono i posti esclusivi, dove pertanto possono entrare esclusivamente alcuni esclusivi. Ci sono anche diversi ghetti per ricchi e per arrivisti, che possono essere rinchiusi con i loro simili per settimane intere.
Diffidate dal muovervi in macchina in Sardegna, poichè è la stessa idea che hanno avuto altri cinque milioni di turisti. Diversamente, se desiderate spostarvi in moto, ricordatevi di indossare le protezioni adeguate contro gli animali estivi. Per fortuna in Sardegna, ad eccezzione di alcuni ragni, non ci sono animali velenosi. Purtroppo è pieno di insidiosi Poliziotti della Stradale, specie assai diffusa che si nasconde nei numerosi anfratti e tende agguati ai viandanti. Fortunatamente, sono attirati dagli incidenti tra autovetture. Le strade sarde sono state disegnate in anni in cui era impensabile che un carro superasse i 15 kilometri orari e seguono la tipica andatura detta anche "del sesto mirto". E’ quindi molto più semplice e sicuro guidare completamente ubriachi.
I servizi pubblici sono il fiore all’occhiello della Sardegna, che con una popolazione quasi pari a quella milanese, è in piena emergenza anche quando è ferma immobile. Tre autobus e quattro treni collegano l’isola. Per spostarsi dalla costa verso l’interno ( per fare cosa?) è consigliabile farsi raccogliere in acqua da un canadair e lasciarsi cadere sulle colline.
Una antica usanza sarda è quella di far pagare i parcheggi adiacenti alle spiagge. Gli incassi servono alle municipalità per costruire nuove strutture. Esemplare la costruzione a Budoni dell’area in cui sorge il Circo Togni, interamente realizzata con gli incassi degli ingressi al mare.
In Sardegna è anche possibile dedicarsi a numerose attività sportive tradizionali. Il tutto esaurito lo registra l’antica tradizione del Prelievo al Bancomat. Nella settimana di ferragosto una fila interminabile di pellegrini si accinge a praticare l’antichissimo rito dello "Sportello fuori servizio" nei 5 Bancomat dell’isola.
Il nuovo governatore, che come tanti concittadini ha un cognome tronco con u finale e una encomiabile buona volontà, ha dichiarato quest’anno guerra aperta ai ricchi e strafottenti turisti. Dalla loro, i ricchi e strafottenti turisti se ne strafottono e si concentrano in alcuni punti dell’Isola, per procedere con i rituali estivi. Nomi illustri abitano l’isola nei mesi estivi, e per la maggior parte ci chiediamo perchè non restino anche nei mesi freddi.
E poi c’è il Maestrale, vento sovrano dell’isola, che decide come piegare le chiome degli alberi, dove spazzare la sabbia e come fratumare i coglioni. Dicono che duri tre giorni, dicono che parta e finisca nei giorni dispari, dicono dicono un sacco di cazzate: il Maestrale è sempre, comunque e ovunque.
Il clima in Sardegna è perfetto: mediterraneo ventilato (fortemente ventilato), con un caldo sole e una fresca luna. Piove raramente, e il mare fresco è in grado di rispondere al meglio anche al sole più torrido.
Se per caso fossi in moto, in Sardegna, ad agosto, e ti trovassi per tre giorni di fila sotto la pioggia, ricorda che anche io ci sono passato. Ah, e non confidare nel sole caldo: il Maestrale surgela.
Per queste e molte altre ragioni diversi membri della famiglia hanno deciso di passare le loro sudate ferie nella terra dei Sardi.
Attendiamo speranzosi il rientro della gens che si è spostata verso lidi lontani. L’Ambasciatore dal Marocco e El Presidente dall’America, senza dimenticare l’Elegante dalla Sicilia.
Post Scriptum: fra meno di due settimane mi sposo. Fra meno di due settimane trasloco. Fra meno di due settimane mi sposo e trasloco. E comunque fra meno di due settimane… mi sposo. Non è da tutti sposarsi fra meno di due settimane. E checcazzo.