…sensazionale Tombolone di Natale…

Con largo anticipo, per permettere all’ingegnosa macchina di organizzarsi,


Il Bradipo propone la prima tombola on line per Natale. Ma chiamarla tombola


è riduttivo: è un sensazionale tombolone! E i motivi per cui è sensazionale sono 3,


di cui l’ultimo è il più importante! Il primo è la modalità: questo è un sito per guardoni…


tutti che spulciano, pochi che partecipano: primo sforzo di Natale: partecipare!


Anche attraverso l’anonimato, con un soprannome. rimarrà, anche se il post cambierà


pagina, un link nelle categorie. Mettetevi nei commenti e scrivete il vostro nome. Dal


Tombolatore automatico vi verrà assegnata una serie da 7 numeri. Durante il periodo natalizio


verrà fatta l’estrazione di 35 numeri. Si aggiudicheranno i premi tutti coloro che faranno dalla


terzina in poi (quartina, cinquina e Tombolone). La seconda cosa fondamentale è che i premi


li decidiamo insieme, o meglio li mettiamo in comune… e verranno realmente consegnati.


Obbligatorio, per partecipare, sarà infatti mettere a disposizione un premio. Ma qui viene il bello,


ovvero l’aspetto che rende il Tombolone davvero sensazionale: i premi saranno un po’ particolari.


Diciamo sensazionali nel vero senso della parola. Avete un mese per pensare un premio, trovare un


soprannome, mettervi in lizza e sperare di vincere… una sensazione… a natale siamo tutti più buoni…

…e l’ignoranza dilaga!

Signori….è ufficiale! Non siamo pochi ad essere ignoranti. E’ questa la notizia


più importante di questo nuovo millennio. C’è un bellissimo proverbio


africano che fa:


“Chi vuole fare sul serio qualcosa trova una strada, gli altri una scusa”.


Qui c’ è poco da trovare scuse, il mondo è dominato da gente


fiera di non sapere e va bene così! Continuiamo così, su avanti!


Nel precendente articolo due sono stati i coraggiosi ad uscire allo


scoperto mostrando le loro mancanze culturali….non avete idea di


quante ne ho io! Il primo impavido chiedeva se la parola intelligente


andasse scritta con o senza i.


Caro amico devi sapere che in molti non lo sapevano, credevano


 di saperlo e non se lo chiedevano e quando chiedevo loro questo


arcano mistero li mettevo in crisi. Ah bbelli! Viva l’ ignoranza.


La cosa comunque mi fa pensare, per quale motivo il primo


tema tirato fuori dal nostro amico era proprio una di quelle parole


 che poco si sposa con il tema della nostra rubrica? Poi ho trovato


 la risposta, perchè è giusto conoscere uno dei nostri più temibili


nemici(anche come si scrive) l’ intelligenza, madre di un altro acerrimo


nostro antagonista: la cultura. Non sia mai! Il secondo dubbio espresso nei


commenti era, se non ricordo male, se l’ apostrofo andasse al maschile o


al femminile. Devo dire che questo era un dilemma di medio bassa i


gnoranza, il genio, il vero sapiente dell’ ignoranza universale è il tipo


che un’ ovvietà da supereroe risponde al nostro amico dall’ apostrofo


 incerto dicendo che l’ apostrofo va solo al femminile. Cazzarola dipende


 da quello che scrivi! Amico dalla risposta pericolosa sei il mio mito.


Ti prego aiutami a diffondere l’ ignoranza, con te ce la posso fare,


 me lo sento. In quanto a voi amici ignoranti continuate a scrivere


nei commenti di questo articolo qualsiasi vostro dubbio, l’ importante


 che sia il più banale e idiota possibile. Il compito della settimana è


osservarvi in giro, guardare gli altri, prendere appunti e notare quanto


nel mondo non siamo i soli ignoranti. Io l’ho già fatto…ora fatelo


anche voi. E fatemelo sapere. Alla prossima

Tra hobbit elfi e ignoranz

Volete la ricetta? ecco a voi… mi raccomando di non sbagliare con le dosi.


Per prima cosa cercatevi un gruppo di amici. Sembra facile, ma ci sono dei paletti.


Alemo uno deve fare il dj, non importa dove. Basta che faccia musica sconosciuta,


oppure lounge, che so un po’ di brake beat (mai sentito? appunto..).


Aggiungete due o tre amici che facciano sport AT. Qui il discorso si fa più facile:


lo sport AT è lo sport Altamente Trucido: qualcosa che faccia tendenza a priori.


un paio di consigli? Puntate sullo snowboard, non guasta mai. I due amici sportivi


non solo devono essere praticanti, ma anche fighi. Ma fuori dal circuito moda.


Per loro lo snow è solo amore, neve, e birra.


Mescolate il tutto nell’aria di Milano. Shakerando fate scendere un paio di migliaia di euro


e un nome figo. Il nome da mettere sulle magliette. I più ambiziosi fanno tutta una linea


di abbigliamento. Ma la maglietta non guasta mai. Guru, Bastard, Alert, Gossoshop, eBlood,


Mecca, Shin Fu, Ignoranz. Il trucco è dare alla maglietta una denominazione chiara:


una provenienza una crew, una atmosfera. Solo una casta scelta ha questa maglietta.


 Il nome gira. Se poi siete un po furbi e decisamente paraculati, vi ritrovate a guardare le vostre magliette


in giro per le strade. E lì la denominazione va a farsi fottere, in nome del dio cash.


Così accade che una maglietta della Bastard finisca su di me, che sulla neve


la cosa più complicata che riesco a fare è un pupazzo. Ma in nome del cash.


Apprezzabile quindi l’intento dei giovani Ignoranz, alla cui festa ieri siamo approdati.


Ricordavo che centrassero qualcosa con il rugby, ma ho visto che se la cavano bene anche con l’alcool.


Per un paio di notizie di più: www.ignoranz.net. Sulla location della festa nulla da dire:


un riassunto ragionato di come il proprietario abbia voluto fare i soldi: c’è di tutto, il locale,


il ristorante, la discoteca. Tutto in versione mignon.


La compagnia è al completo, anche se non abbiamo le magliette. Bisognerà pensarci.


Inutile dare pagelle, serata fin troppo semplice. celebriamo il ritorno di una selezione


di Cucinotte: delegazione decisamente di rilievo, sia estetico che pratico (?)


 Il Presidente viene tirato fuori al pelo da una lampada: assomiglia


più a una bruschetta che a un uomo. L’ignorante è spaesato, vede le magliette


con scritto ignoranz e non capisce più un cazzo.


Wilson ci porta in regalo il Checco nazionale. Con camice sempre più strette, pacco in risalto


e sorriso di carta, l’Immensa massa di muscoli si fa palpeggiare da uomini e


donne attratti dal suo immane pettorale. Sembra una gita di scuola a un museo.


Crine, vestito da autista, ci porta in dono Fulvia (Flavia, furia, fusca… non ricordo) e un


amico dalla riviera adriatica: ma io non  cado nello scherzo: sotto le mentite spoglie del Carletto


si cela uno dei protagonisti della stagione passata: lo hobbit Frodo!


Purtroppo mi assento per poco: il tempo strettamente necessario alla Signora


per andare a lumare un rasta, il tempo necessario a  Cinzia per ubriacarsi come una spugna,


il tempo necessario ad Ale per capire dove fosse finito, il tempo necessario a Willi per


concentrarsi in un broccolo avvitante. Ne ritorno a casa la Signora mi propone di farmi i rasta,


ma io ho altro a cui pensare: riflessione delle quattro: ma per essere un gruppo bisogna avere


una maglietta? E quello che indossi dice chi sei? Cioè se mi metto una maglietta della fred


perry sono un giocatore di tennis? sono un fighetto? sono uno a cui piacciono le fred perry?


Sono ricco? sono bello? E con la canotta dell’Oviesse? Sono uno senza soldi?


Sono brutto? Per non sapere ne leggere ne scrivere mi compro tutte e due, ci scrivo sopra


con il pennarello: Franz, in rosso. Poi appiccico in giro gli adesivi con scritto Franz.


Ah, mi sento già meglio: anche io appartengo a un gruppo…. uff  

Aggiornati!!!

orco e l'ignorante 


 


 


DIPARTIMENTO E.I. (errori irrimediabili). Sono passato di lì oggi. Hanno un piccolo ufficio per le


 frasi smarrite. Volevo recuperarne una mia. Scappata dalla bocca prima che il cervello se ne


accorgesse. Mi sono fatto un giro tra gli scaffali polverosi, curiosando qua e la, mentre la vecchia


 impiegata scartabellava per recuperare le mie parole. Eh, la burocrazia… Ho trovato un sacco


di frasi scappate senza volere. C’era un certo Carlo di Roma che ha detto al suo capo che era


un coglione. Chissà che fine ha fatto. C’erano un sacco di “si” detti controvoglia, finiti nel


grosso faldone delle risposte affrettate. C’erano davvero troppi “ti amo” detti senza pensarlo.


La cosa che mi ha sorpreso di più è che le domande DR (di rimedio) erano davvero poche.


Poche le perosne che a un “ti amo” detto soprapensiero non hanno posto rimedio. Un vero


peccato… quanti errori si sarebbero potuti rimediare e si potranno rimediare se a una Frase


Smarrita si pone rimedio in tempo. Comunque la mia frase smarrita è stata recuperata dalla


 vecchia impiegata, la signora Erminia. Purtroppo era una frase smarrita definita senza rimedio.


 Una volta scappata fuori non c’è rimedio per farla tornare. Speravo di poterci mettere


una pezza. Peccato. Sono uscito e sono passato nel negozio di fianco. E’ la bottega di


 Vario Massimo. vende rimedi per rimorsi. Fa un sacco di soldi. ero tentato di comprare


 una scatola di rimedi per il rimorso. Ma poi ho pensato che non ce ne sarebbe stato


bisogno. Tanto Vario Massimo non fallirà mai. Penso che faccia affari d’oro. Pensavo


anche di passare dalla bottega di Ernesto, dall’altra parte della strada. Vende facce


per tutte le occasioni. conosco bene le sue forniture. Conosco molti suoi clienti fidati.


 Ma non mi accettava la carta di credito. Peccato, una faccia pentita nuova nuova mi


avrebbe fatto comodo. niente da fare. Anche per oggi pago il dazio di aver detto quello


 che pensavo, mi godo il piccolo rimorso e l’invida (quella non la vende nessuno, la


danno gratis) per quelli a cui non scappa mai niente fuori luogo. Porto in giro la mia


facciona da culo con gli occhi che tradiscono quello che penso. L’unica mia fortuna


 Ã¨ questa. Si capisce dagli occhi. Niente lenti colorate. Giornata dura.


Aspetto venerdì, o forse aspetto di potermi comprare una faccia da culo nuova.


Intanto semino parole. Crescono comunque. Innaffiate dai fatti (nella foto due


 fatti, appunto. foto esclusiva perchè ritraente l’Ignorante in compagnia della


scimmietta ammaestrata Rhum).

come dite? NAUSICAA

cieffe staff









certe sere partono bene fin sul nascere. E così, venerdì, già sul nascere, si era capito che ci si doveva aspettare una serata al top. Ma come fare per avere una serata al top? Ci vuole un posto al top. In una località al top. E se come diceva Marx le proposte migliori vengono dal basso ecco l’Ignorante sfoderare una delle sue mitiche: stasera non ci sono. Ho una festa. Dove? Nausicaa. SI da il caso che il nostro premiato tecnico ( simpatica versione brianzola di un napoletano naziskin zarro) faccia il pierre proprio lì (il che è tutto un dire…). Ed ecco scattare la mitologica macchina organizzativa. Dopo 74 telefonate incrociate, solo 3 di noi hanno capito cosa fare. E come insegna il giovane Krine, non c’è venerdì senza un tavolo. La fitta rete organizzativa vanta dalla sua il tecnico, qui anche contabile, che dopo innumerevoli cazzate, riesce a sancire un dazio. All’arrivo il Nausicaa (con due a… che fa molto tendenza) si pone come il tipico posto dove ti inculano tutto quello che hai in macchina. Ma in verità è un immenso posto dove il vero uomo del venerdì sera si può dedicare all’arte della notte. Ce n’è per tutti: dalla sala house ( che sembra una depandance di un riformatorio) alla sala latino americana, gremita di professionisti del doppio passo. La nostra sede è nella sala revival. Inutile tentare di raccontare tutta la serata. Alcune immagini lo faranno per noi. E le attesissime pagelle aiuteranno il lettore smarrito a ritrovarsi nel racconto. Il primo in assoluto è Il Presidente. Mille sono le sue metamorfosi, mille i travestimenti che adotta per cuccare. Per l’occasione stupisce davvero tutti: si pettina come Brigitte Nielsen. La cosa manda in sussulto tutte le donne del locale. Nemmeno fossimo a un concerto dei Take That. Stupefacente e areodinamico: voto:8. Non da meno, in grandissimo spolvero, le Tre Marie. Chi sono le Tre Marie. Il mito di tutto l’Hinterland sud ovest, direttamente da Abbiategrasso: il circolo di Mila e Shiro. Per l’occasione portano anche Shiro, che dopo il lungo viaggio dal giappone dorme tutta la sera su un divano. conosciute come Dani & Bea, il duetto ripropone la nuova compagna Francesca, meglio identificata come Cavallo Pazzo. Voto di squadra: 7,5. Il grande Willy, invidioso della presenza di una rappresentanza di volley, porta con se due compagni della Verce. Vedendo cosa si tazzano non c’è da stupirsi per la retrocessione. Uno lo volevano fare socio del locale. Willy si agita nel tentativo di un rimorchio con la mossa dell’Anca che non stanca. Deluso ripiega su una delle sue migliori tecniche: la pressione da divano. Lavoratore instancabile, macina ore di broccolo per la squadra: efficace e prezioso: 7,5. All’Ambasciatore va il merito di aver aspettato la sua gentil consorte due ore sotto casa. Solo per questo meriterebbe il votone, nonostante la sindrome d’invecchiamento precoce lo continui ad insidiare. Si ciuccia come nulla fosse mezza bottiglia di rhum: stabile colonna: 7. Cinzia fa aspettare il suo pulcinen mezza sera sotto casa. Insufficiente anche la prestazione al locale, senza nessuna scenata o tirata di capelli: voto più basso: 5,5. Maia: in piena campagna promozionale per la sua nuova linea di cosmetici (AQUA VULVA) la nostra slava amica si presenta impeccabile all’appuntamento con il broccolo dello zarro. Gestisce un paio di iniziative della fauna locale con classe e sharme. Voto: 7. Impeccabile signora, se non per la maglietta disegnata direttamente da un pedofilo, la Signora gestisce l’assenza del suo fidanzato (io) con diplomazia. Non riesce nel tentativo di animazione dei clienti brizzolati seduti sul divano, ma merita per l’intenzione: voto 7,5. E’ la Simo, meglio conosciuta come la Pantera di Peschiera, ad ottenere il miglior voto tra le new entry. La ragione è semplice: sopporta le pressioni di un Willy scatenato. Voto: 7,5. Rapidamente eletta come Miss Cestello, la torinese psicologa ci stupisce con un numero che ci fa supporre un suo passato al fianco di Wanda Osiris: salta nel vuoto dagli scalini del privee cadendo miracolosamente illesa in mezzo alla pista. Il tentativo di emulazione delle Tartarughe Ninja le vale il 7 pieno. Ultimo proprio perchè Ignorante ecco l’ignorante… beve, e lo fa in abbondanza. Fuma, almeno venti sigarette. Poi beve ancora. Si intrufola nella folla tentando di palpare le tardone. Poi beve e fuma. Dopodichè mi crolla addosso confessandomi che non ne può più dello stress di Milano. Che Ignorante! Voto: 7,5. Triste l’occasione per ricordare Krine. Solo a sentire che il locale non era nella cerchia dei bastioni ha avuto un collasso. Per non parlare della crisi cardiaca sopraggiunta quando ha saputo che era stato organizzato un tavolo senza chiedergli il permesso. Spossato e avvilito preferisce alla nostra compagnia un giro nell’Est a bordo di una Fulvia. Ridicola imitazione del vero Krine: voto: 4. Prima del voto al locale annoto il mio n.c. Infatti ho passato mezza sera a scarrozzare una simpatica triade di clienti brizzolati. L’altra metà a recuperare la Signora dalle braccia di Willy e del Presidente. Lavoro e vita personale si intrecciano… Voto al locale: il primo grande pregio del posto è quello di tenere lontana la mandria di zarri dalla città. La struttura evoca il lusso, belli gli ambienti, normale la musica. Simpaticamente allertante la presenza della pula all’uscita. Ci si torna solo per il gusto della scampagnata. Davvero bello il divano del privee, immacolato e intonso. I cessi sembrano quelli della stazione centrale in un comune martedì di dicembre, manca solo il tipo delle tre carte. Comunque bello, ovunque ci siano tutti: voto: 7.

  simo irala leccata                                                                                                                                                        


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

siamo a 3000

s.d.tremila. Mi sono passati sotto il naso. Proprio durante un documentario. Tremila, che on line sono pochissimi. Tremila, che come tifosi sono già tanti. Tremila, che come euri sono già abbastanza. tremila, che come secondi sono non sono nemmeno un ora. Tremila, che come albe sono una decina d’anni. Tremila, che come soldati non sono nemmeno un battaglione. Tremila litri di rhum, circa 7000 cuba, ovvero una decina d’anni di consumo del nostro Ambasciatore. Tremila giri, il momento giusto per cambiare marcia. Tremila battiti di palpebre, neanche una giornata davanti alla tv. Tremila baci, due mesi di passione di una coppia. Tremila tiri in porta, ovvero una decina di campionati. Un numero da solo non basta davvero a definire una grandezza. Sono tanti tremila euro? Ma tremila baci? E tremila secondi di dolore sono tanti? Chi di voi ha fatto l’amore per tremila secondi? E pensate che in tremila secondi avete fatto la maturità. ma tremila minuti fa eravate a fare un aperitivo… mentre tremila giorni fa non pensavate sicuramente di avere tremila euro, non sapendo nemmeno cosa fosse l’euro. Solo tremila giorni fa potevate avere tremilalire. Colazione per due. Insomma, tremila da solo non vuole dire proprio nulla. Ma tremila visite per Il Bradipo sono un numero preciso. C’è chi dirà poche. chi penserà tante. Io penso che ad ogni modo sia una specie di compleanno… sei mesi di vita, tremila visite. Qualcuno tutti i giorni ci guarda. Chissà. Tanti o pochi? Ma poi ci interessa? Forse il fascino di sapere che tremila anime hanno visto la tua foto? Esibizionista? Ma poi non saranno mai tremila… forse 300! Beh, ragionamo… ragionamo…