io so di non sapere….ma quant’è bello!

Buongiorno a tutti, o meglio, vista l’ora buona sera a tutti. Faccio il mio ingresso in questo blog per prima cosa presentandomi. Mi chiamo Luca e faccio parte di questa compagnia di sbandati. In  una vita precedente devo aver fatto veramente del gran male se in questa ho avuto la malaugurata sorte di conoscere ilFranz. Per tutti sono ormai soprannominato lo psicologo del lavoro ma in questi giorni sta sopraggiungendo un nuovo termine per definirmi: l’ ignorante. Ammetto che quest’ultimo nome è fonte d’ orgoglio per me, il perchè magari lo spiegherò in un altro momento. Vi starete chiedendo come mai questo pirla ci sta asciugando con tutte queste cazzate, il motivo è presto detto. Voglio inaugurare il mio battesimo del fuoco con una proposta e voglio vedere quanti di voi sono disposti a starmi dietro. Da oggi si apre una rubrica: l’ Ignorante. Dopo varie prosposte dei mass media di lanciare l’ Antipatico, l’ Alieno, Lucignolo, gli Invisibili e molti altri l’ Ignorante non si propone di partire con un idea, un progetto definito (altrimenti che ignorante sarebbe) ma di costruirlo col tempo in base a quante più notizie ed informazioni  riesce a raccogliere. E qui entrate in gioco voi; questa rubrica vuole essere un sistema interattivo in cui si può interagire attraverso i commenti che lasciate. Chi di voi non si è mai fatto domande idiote che non  aveva neanche il coraggio di porre per evitare di essere presi in giro, a chi non sarebbe piaciuto sapere qualcosa ma era talmente banale e stupido che ci si vergognava solo a chiederlo. Bhè l’ Ignorante serve proprio per questo, non vuole avere la presunzione di darvi risposte o togliervi  curiosità, ma vuole essere un mezzo, un canale per far conoscere l’ignorante e il colto che è in tutti noi. Per prima cosa è un gioco e come tale ha delle regole. Quelle dell’ Ignorante è una sola: diffondiamo l’ignoranza in questo mondo di Premi Nobel. “Io so di non sapere” …è arrivato il momento di esserne anche orgogliosi! Qualcuno non sa o non capisce qualcosa lo lasci tra i commenti, qualcun’ altro sa o conosce quel qualcosa…lo lasci tra i commenti. Questo è l’ Ignorante. In base a quello che voi scriverete io farò ogni tanto degli articoli. L’ Ignorante è nato, ora facciamolo crescere.


 


 

Il segreto delle donne

La nuova fragranza del BradipoLa storia parte da lontano: è una storia che commuove. Una storia urbana, quotidiana, normale: la storia di un disoccupato e di un’idea. L’idea nasce una sera. E’ agli occhi di tutti che Maia di adesso non è più la stessa. Sorridente, colorita, piacevole, bella, gentile. Il pettegolezzo serpeggia. Tutti si chiedono come. Le risposte sono tante. tante le smentite. Fatto sta che da quando ha fatto una vancanza nella rinomata località Vulva (in Serbia) è cambiata. Ed ecco entrare il disocccupato. Quello è Krine. Sua l’idea di commercializzare il prodottto prodigioso: AQUA VULVA, la nuova fragranza per la donna di oggi. Dal gentile profumo, AQUA VULVA non è solo un cosmetico, è il simbolo di tutto l’affetto che voi donne potete avere per voi stesse. AQUA VULVA, e finalmente anche voi potrete avere la vostra VULVA TERAPIA. E voi uomini cosa aspettate? Regalate AQUA VULVA alle vostre acidelle: le trasformerete in donne perfette! AQUA VULVA offre la consegna a domicilio diretta in BMW (così lo teniamo occupato).

sindrome dell’impiegato

Finalmente… no dico, finalmente. Oggi finalmente mi sono sentito davvero stanco della gente con cui lavoro. Oggi, finalmente ho trovato un piccolo difetto nella mia gentil consorte. Finalmente ho deciso di fermarmi a pensare, ma soprattutto FINALMENTE sono riuscito di nuovo a caricare le foto. Ci voleva solo un semplice programma… bah… nel frattempo finalmente riesco a spiegare di nuovo con un immagine quello che le parole possono solo accennare: ecco la sindrome dell’Ambasciatore, quella particolare sindrome che lo porta a dormire in ogni dove, fingendo ascolto e interesse. Poco importa se sto arrivando in ritardo dalla premiata combricola abbiatense… L'ambasciatore invecchia

La vita è tutta una pagella

In una noiosa e fredda giornata d’ufficio vengo stuzzicato da Wilson, pungente e preciso, che a giusto tono reclama le pagelle. Le pagelle, ovvero il pregio di essere concisi e dettagliati, cortesi ma lucidi. Insomma: ecco che ricominciamo con le pagelle alle serate. Addirittura, nel menù delle categorie, c’è la nuova cartella dove si raccoglieranno tutte le pagelle. Via…                                                


Domenica 14 novembre: titolo della serata: Facciamo i trentenni?    formazione: quasi al completo. La serata si articola in un aperitivo più cinema, vera anteprima degli anni a venire. A mezzanotte tutti a casa, in attesa di avere dei figli da cui tornare, ci teniamo caldi. Primo, ma solo perchè a capo tavola l’Ambasciatore: Soffre di una strana sindrome che negli ultimi tre mesi lo ha fatto invecchiare di dieci anni, in mente e corpore. forse affetto da Alzahimer, ascolta poco e non risponde. Approfitta del cinema per una pennichella. Si giustifica con l’angoscia per il lavoro. Ci si aspetta di più da una punta di lusso, voto: 5. Cinzia mani di Forbice. Attenta e premurosa, sembra lei a tenere in piedi l’Ambasciatore. Splendido l’accenno alla sua volontà di licenziarsi, dopo ben tre settimane di duro lavoro. Assistenziale e lavoratrice: voto 7Crine: reduce da un week end sentimentalmente martellante sembra fiacco, e lo dimostra la sua splendida proposta del cinema. beve poco e sembra (a quelli che non lo conoscono) addirittura riflessivo. Aspettiamo la pronta guarigione e lo pompiamo con un 6,5. Wilson: anche lui reduce da un week end in cui il più grande trionfo è stato la colazione di sabato mattina, si rivela gran sentimentale godendosi ogni sospiro sul grande schermo. Commuove il suo edonismo che lo porta a pose indomite appena intravede una macchina fotografica. Pronto e fermo, fa squadra: 7Franz: autovotarsi è sempre un problema. Forse raggiungo la sufficienza per la mia volontà di spendere sempre una cifra, anche per un aperitivo e un cinema. Propongo il film e probabilmente sono l’unico a cui non è piaciuto: voto 6,5. New entry di rilievo: La ira: se non fosse per una risata che giunge per un pezzo del film dove tutti lacrimano, la sua pagella sarebbe perfetta con un voto d’ingresso alto. Il merito? Il cappello adattabile, elfo, militare, marinaio, puffo e aviatore. Incoraggiamo l’ingresso in società con un 7. Cristian: deciso a non rovinare la sua immagine raggiunge il locale aiutato dal navigatore del papi, che consiglia un itinerario sullo stile Giro d’Italia. Provolone, si illumina alla proposta di una scampagnata nel profondo Est. Non vuole credere ai suoi occhi quando la folla si dirige ordinata al cine, e continua una litania pietosa invocando pietà per essere portato in quel del Hollywood. Riconquista il titolo di Presidente con la mossa delle M&M sulle palle. La sua vicina non si accorge di nulla e prova a staccare il frutto dell’amore, che ha le stesse dimensioni del famoso confetto. Poi rilascia il tutto quando si accorge che non è ricoperto di cioccolato. Consigliamo di atrezzarsi in merito con Nutella: voto 7.  Voto d’unione al Fede e alla Fra: entrambi provano a frenare il Presidente, accudendolo come un bambino: 7.  Ma i voti più alti vanno ai due in trasferta: L’Ignorante segna un grande voto fingendo di essere capitato casualmente al mare con la Dani. Resiste anche alle telefonate anonime che lo invitano alla conclusione. Duro come una roccia, e forse non solo nel carattere, pesa anche dalla distanza:8. Sabino: mitico, in tutti i sensi. Se alla chiamata delle 20.00 conferma la sua presenza più tardi, lascia il popolo in attesa. Aereo e fluido: 7,5. Infine il voto al film: bella storia, in cui Richiard Gere fa Richiard Gere, con le solite facce e il solito culo. L’unico uomo che vede Jennifer Lopez passando con la metrò. Storia piacevole, in piena affinità con una domenica sera. Il personaggio di rilievo di tutto il film è il figlio di Gere. In attesa di vedere Jennifer Lopez a Crescenzago diamo un voto pieno di speranza: 7.

La Tigre e l’Ignorante

sono quelle serate che partono a caso. Non si sa nemmeno dove si va. Nemmeno perchè. Poco importa. Milano sembra un grosso frigorifero, e in più piove. Poche le facce in giro. Si capita in zona Greco, che ormai è zona Bicocca. Proprio a uno sputo dal Leonka, in un posto che quando era in Greco non se lo cagava nessuno, e che adesso che è in Bicocca ( attenzione alla pronuncia: Bicocca si pronuncia con una certa nonscalans, un savuar fer, un disimpegno …) dicevamo, adesso che è in Bicocca se lo cagano tutti. Tutti i 24.000 studenti della suddetta. Si mantiene con feste di laurea, come quella dove siamo approdati. Anche se devo dire che ho capito che fosse una festa di laurea solo quando me ne sono andato. Credevo fosse un compleanno, e da buon imboscato ho anche fatto gli auguri a un tipo, che dalla sua mi ha anche ringraziato. Qui facciamo la conoscenza di un variegato sottobosco di psicologi, giornalisti sportivi, istruttori di boxe. Il primo cuba ci viene offerto da quello a cui ho fatto gli auguri ( che un po’ di buona educazione da sempre il suo ritorno…) Il Presidente si diletta nel broccolo di un naso davvero importante ( alle cui spalle sorgeva una simpatica giovine). Ma la serata verrà ricordata per la nascita di una nuova coppia di super eroi: l’Ignorante e la Tigre. Della seconda mi sono impegnato con tanto di giuramento di non parlare. Infatti iniziamo proprio da lei.  Senza svelarne la vera identità. Perchè è una eroina. Si batte per… per… batte per… oh cazzo ho dimenticato… ah ecco: si batte per l’abbattimento della seconda fila di sedili nelle utilitarie. con lo slogan “abbasso il ribaltabile e ti ribalto” la giovin eroina salva intere generazioni di precoci, mosci e quant’altro. Ma qui finisco, per non rovinarvi la sorpresa… e all’Ignorante dedicherò un più approfondito capitolo….

pollice verso per mettere il medio all’indice

bush, l'uomo che vede più in la mai mi permetterei di tradire la promessa: su questo sito non si fa della politica. Anche perchè mi troverei in netta minoranza con la maggioranza. E sempre giocando con il verbo oggi voglio mettere all’indice il medio. Che tradotto sta per: questa è la tipica giornata in cui godo davvero di poter uscire e parlare con qualcuno sopra la media.  (e qui media sta anche per “birra”).  Il medio. Odio il medio. Sono in causa con il medio fin dai tempi del liceo. E a quanto pare sta vincendo lui. Il medio non ha ceto: è sia ricco che povero. Il medio è borghese, alternativo, snowbordista, pigro o iperattivo, uomo o donna. Il medio si nasconde per indole, anche se a lui sembra di “vivere e lasciar vivere”, e ha delle occasioni particolari in cui sale alla ribalta. Oggi è una MEDIO GIORNATA: se me ne accorgevo in anticipo non uscivo nemmeno. Avrei dovuto prevederlo. La cosa che più mi preoccupa è che cedo sempre più verso il medio anche io.  Il medio è quello che non si scompone a parlare di politica, che tanto poi non si può fare nulla. Grazie al medio si vincono e si perdono le elezioni (è un dato di fatto). Il medio è quello che non si espone in discussioni di attualità che prevedano una posizione. Non c’è guerra che tenga, non ci sono embrioni che muoiano, ricatti e sequestri: il medio fa del “vivi e lascia vivere” una filosofia. Finchè  la storia non lo tocca: allora il medio si trasforma in indice, pronto ad additare il colpevole. Oggi è un giorno medio: viene eletto il presidente americano, attualmente definibile come l’uomo più potente del mondo. E di tutta la kermesse a stelle e striscie il medio se ne sbatte: l’America è troppo lontana. A nulla servono le osservazioni sul fatto che una decisione americana è, sempre più spesso, anche una nostra decisione. Il medio non si schiera, vive e lascia vivere. L’unico metodo per attivare un medio è sperare che accada: inutile strillare per gli embrioni: ci si augura che il medio sia sterile, e che di conseguenza per avere un figlio possa oggi scegliere tra un viaggetto all’estero o farsi trombare la moglie dall’idraulico. Ma augurarsi il male del prossimo è spregevole. Il medio vive così: e oggi il medio sbirciava internet, il giornale e la tv. e sembrava in disappunto per tutta quella attenzione data a una cosa che tutto sommato non ci tocca da vicino. Salvo poi rompere i coglioni ad oltranza per ogni sequestrato con kefia e tunica. E mio padre, nel silenzio tra una sorsata di zuppa e l’altra, davanti ai pacchi di Bonolis, afferra il problema: ” mi sa che quello li è un po’ il presidente del mondo”. Esatto. Ma non lo dire in giro papà, al medio da fastidio. Io intanto vado a farmi una media. Intesa come birra, chiaramente.