avevamo paura che il tempo cambiasse le cose: è stato così. Raccontare tre mesi in un blog è come voler spiegare la perfezione di questa opera d’arte. Non proverò a fare nessuna delle due cose. Vorrei solo passare con l’evidenziatore su qualche riga, che altrimenti rischia di passare inosservata. Rispetto ai molteplici giri d’Italia compiuti questa estate dalla gens bradipa do una rapida e ripida spiegazione giustificando il tutto con la mole di richieste che hanno affollato la sede milanese. I Bradipi sono stati in tour tutta l’estate, e non è ancora finita. Festeggiano il lieto rientro dell’Ambasciatore, attualmente ridefinito come il Nullafacente, e della sua fedele consorte ( la Nullafacente). Se personalmente dovessi ringraziare per l’ospitalità ci vorrebbero troppe righe. Mi salvo con un generico grazie per un’intera estate da zingaro. Alcune facce nuove affiorano dal nulla milanese. E i vecchi personaggi si rafforzano con nuove identità ….
Autore: Il Franz
Furci Siculo, in un pomeriggio di agosto: la presente foto ha un immane valore storiografico per i seguenti motivi: 1) è l’unica dove Lo Svarionato appare in grado di intendere e di volere ( solo apparenza). 2) Il Franz e lo Svarionato non negano la loro omosessualità in un tenero scatto che li ritrae in un momento di relax. Per chi volesse ancora pensare ai due come eterosessuali chiare sono le analisi statistiche sull’andamento della vacanza siciliana: donne con cui hanno dormito: 0. donne con cui sono stati in luoghi remoti o poco illuminati: 0. Donne con cui sono usciti: 0. Per una media totale di 0 broccoli tentati.
Estasi di un sirenetto
Nel girovagare per tutti i mari del sud, il sirenetto ha al suo attivo un intero archivio di foto dove compare: 1) da solo 2) in posa. alla oggettiva ammissione di valore del suo addome sono però costretto nell’aggiungere che… depilato è davvero gaio.
Prima ancora di iniziare…
Prima ancora di iniziare, ricominciare, ripartire, è cosa dovuta sottoporre al pubblico diletto l’occasione lieta del 3 settembre. Nello stesso giorno, solo con due anni di slittamento, Nostro Signore ha avuto la stupenda idea di donare al mondo due tra i più sorprendenti esemplari della razza. Narra la leggenda che l’Immenso volesse riprodurre in un’unica creatura tutti i difetti del creato. Così fece Renato, rendendosi conto di aver dato al pargolo l’astuzia del colombo, la saggezza della talpa, l’odore del rinoceronte, gli occhi della triglia e la panza del canguro. Deluso dal risultato l’Immenso si prese una pausa, un lungo momento di riflessione. Solo dopo questo periodo ebbe la forza di riprovarci. Al nuovo pargolo diede il cervello del picchio, i capelli del pappagallo e le gambe dello struzzo. Avendo preso tutto dal mondo dei volatili, per l’uccello del bimbo volle riferirsi al mondo dei pesci, donandogli le potenzialità di una carpa d’allevamento. E così nacque il Teo. Orripilato dal risultato, narra sempre la leggenda, il Signore non volle più fare tentativi. Solo in alcuni momenti di rabbia, nel vivido ricordo del fallimentare esperimento, si limita a mandare sulla terra qualche catasrofe adatta al suo dolore. Ma ogni 3 settembre si ricorda, ride e prende due nuvole, il ghiacchio delle montagne più alte, il rhum più buono e la Coca Cola (la bevanda che viene direttamente dal paradiso). Miscelando tutto e ridacchiando si fa un cuba e ci ride sopra. Beato lui… auguri ragazzi!!!! Buon compleanno
NON SIAMO MORTI… SIAMO SOLO SOPRAVVISSUTI. IL TEMPO NECESSARIO PER UN CUBA E LA REDAZIONE, TUTTA NUOVA, ESPLODERA’ CON UN NUOVO TAGLIO, UN NUOVO STILE, FOTO DI DONNE NUDE, SCARICA SUONERIE, LINK A SITI ESTREMISTI, IL MEGLIO DELLA RETE….
Surf Demo tour 2004: alassio
partenza venerdì notte: quando non parte nessuno. Infatti due ore di coda accolgono la coppia marketing (Franz e Rena) in Liguria. I due, dal fisico etilico ma dal morale di acciaio, non si fanno prendere da scoramento e giungono a tarda notte nella residenza estiva del Grosso Amico, conosciuto come Checco. Ad accoglierli il padrone di casa e il suo più fidato amico: un cane grande come il suo bicipite, Conan. Franz impone subito il ritmo dell’intero week end con birra e sigaretta di apertura. La notte scorre veloce, tra una russatina di renato e la discoteca più grande di Alassio esattamente di fianco alle finestre. Il mare si presenta in versione “Lago di Como” con un moto ondoso che raggiunge inpennate di quasi due centimetri nel suo picco massimo. Lasciate le tavole nel Siluro Mobile (ormai ufficiale mezzo di trasporto), i tre si avvicendano per animare la spiaggia di ultrasesantenni. E dopo un sabato sera all’insegna della mondanità (per primo crolla sul letto Franz, seguito a ruota dai due), la domenica si apre con un pranzo in ristorantino incula-turisti sul lungomare. Prese le debite distanze dal realismo, i tre iniziano a lavorare. Mentre Checco si scopre narratore storico, Franz e Rena si danno alle coreografie acquatiche, rimorchiando due tra i più incredibili cozzoni di tutta italia. I tre si affidano al potere del pattino a noleggio per fuggire dalla monotonia. Breve aperitivo a Capo Mele (unico posto degno di nota in una Alassio che sembra Milano-Bene in trasferta), con Franz e Rena che danno lezioni di latino-americano, e serata in riflessione davanti ai fuochi di artificio per commemorare l’invasione dei saraceni. E’ checco a spiegare ciò che è successo decine e decine di anni fa, anche se è Franz a ricordare che le donne dei saraceni sono ricordate per la loro morigeratezza (infatti sono le saracinesche). Dove non arriva il cuore….
firmato: Federica. (p.s.: scusatemi, ma è il mio primo articolo sul Bradipo e sono emozionata!!!!)
SURF demo tour 2004: alassio 2
Solo nell’immagine di Checco e Franz che pescano solitari si può sentire la passione che ha preso i tre per tutto il week end…..
SURF demo tour 2004: alassio 3
“non me lo so spiegare”, cantava tiziano ferro. e rena e il franz lo hanno cantato tutto il week end davanti alle sfumature psichiatriche del rapporto tra checco e il suo cane… Conan. Nell’immagine i due fanno “la nannona dei topolini cicci picci ucci”. Voto: 9, per la teatralità .
Firmato: Federica
L’incrocio
Racconto breve in si minore. dedicato a quella strana sensazione che mi porta sempre più in viaggio. E dedicato a quelli che non vogliono tornare.
Immagina una musica triste, solo chitarra. Immaginala in quella camera tutta aperta su Milano. Pomeriggio di maggio, quando ancora il caldo non taglia la voce. Immagino la tua voce, ti sento ridere. Ti vedo mentre mi aspetti. Desiderio che brucia tutti i miei pensieri. Tutto intorno si ferma la città . Non è un racconto questo. E’ un canovaccio. Generoso, offre spunti per ricordare la piacevole sensazione di due anime che si incontrano. Domani non fa paura. Illuso. Viaggerò sempre e solo verso il mare. L’unico posto dove mi sento davvero a casa. Se ti dicessi che oggi non ho una casa? Ti spaventa? come quel pomeriggio, troppo nudi per essere davvero amici… L’incrocio tra le mie mani e la tua schiena lo ricordo come si ricorda un profumo. Mi arriva nei momenti più inaspettati. E adesso devo andare verso il mare da solo. Sono troppo pericoloso per portare con me chiunque. Due strade che senza motivo si incontrano. Aspettano l’estate. Si chiude la prima canzone. La chitarra lascia spazio al pianoforte. Scrivere per me è una necessità . Spiacente, se non ci hai mai creduto. Il mio migliore racconto? Quello che scrivo tutti i giorni vicino ai miei rimorsi. Con la faccia che mi ritrovo non posso mentire nemmeno a me stesso. Partirò, con amici che vengono verso il mare con le stesse ragioni. Pazzi. Può darsi che nasconda un tesoro. Ho vestiti che costano una fortuna, ho un orologio che vale più del tempo che segna. Ma l’unica cosa di valore che lascio per partire sono i miei libri. Porto con me un anello, una corona di spine. Dal 1997 non si sfila dal dito. Sotto c’è carne morta. Per ricordare quanto possa far male. E per ricordarmi sempre il valore della mia parola, della fiducia e dell’affetto. Infatti parto solo. Adesso non c’è più musica. vorrei che bastasse questo, per una volta. Credimi, metti insieme i tuoi ricordi. Ho viaggiato tanto, troppo poco per me. Non mi fermerò più, ma ti porterò con me, sotto quell’anello. Farò da solo quello che ho sempre fatto con qualcuno al mio fianco. Faccio confusione, ci vuole pazienza per starmi vicino. Raccimolo tutto quello che posso per dartelo. Sembra niente? mi spiace. Era Godot che non arrivava mai? Parto, con la voglia di lasciare tutto al mare, rimanendo a galla mentre guardo tutto il resto che affonda. Verso la fine di queste parole riprende una canzone dolce, la più dolce, che ricorda tanto quel libro che non hai mai voluto finire. Quel libro dove c’è un pittore che prova a dipingere il mare. E un ricercatore che cerca di capire dove finisce. Poesia. Il silenzio sorprende il finale di questo racconto mozzo. Senza protagonisti, perchè da solo non me la sento di fare il protagonista di un racconto scritto per due. Senza trama, perchè si scirve in due. Solo con quel profumo come la tua schiena, che mi porto in giro come un cane. O forse lui porta me.
scritto, ma non pensato, per chiudere tutte le parentesi personali su questo sito. Scritto per quel ricordo troppo forte, quella schiena. Se la incontrate e vi chiede se io l’abbia dimenticata, non ditele che non è così. Il mio lavoro mi da la grande opportunità di non pensare a niente altro, e di avere la più grande stanchezza del mondo come scusa per non fare altro che aspettare il mare. Nella cronaca di questo sito chiudo tutto in un cassetto piccolo, l’ultimo sul fondo, quello dove guardano solo i ladri. Io sto bene dove sono. Franz
chi troppo pensa…
riflessione di rena: mancano pochi giorni alle ferie. Nulla da obbiettare, meno male. Ma se devi lavorare per aspettare le ferie non conviene trovarsi un altro lavoro? utopia? Riflessione di Franz: speriamo.