Ho otto minuti per scrivere una cosa che ci vorrebbero almeno due giorni.
Stamattina il cardiologo si è soffermato, tenendo pigiato l’ecografo sul cuore, su un punto. E mi ha detto: vedi? Cosa? Non vedi? Bah, fossi stato capace di farmi ecocardiocolordopler da solo, non sarei venuto qui a lasciare due centoni sulla tua deliziosa scrivania di radica.
si vede la stanchezza.
Morirò?
Nessuno muore di stanchezza.
Sabato mattina mi sono svegliato con l’idea di scrivere una cosa importante. C’era un delizioso sole, l’inverno pungente che si confonde con la primavera, anche gli alberi in piazza non sanno bene cosa pensare, e sparano foglie arancioni e rosse insieme a foglie verdi. Possibilisti. Odio quelli che stanno in mezzo. O spari l’inverno o stai sull’autunno, prendi delle scelte, albero del cazzo.
Il cardiologo chiude la cartellina con tutti gli esami dentro. Abbiamo guadagnato altri dodici mesi, sembrerebbe. Statisticamente c’è un bel 85% di probabilità che io schiatti di cuore. Dev’essere terribilmente doloroso, ma molto veloce. E’ una questione di eredità. Mio papà mi ha lasciato 20K, bruciati in due anni di matrimonio quando credevo che comprare mobili fosse un bel piano per una relazione felice. E un cuore decisamente ballerino.
Certo, se smettesse di fumare, sarebbe meglio, dice.
E poi lo stress.
Io odio i compromessi, dottore.
Ma cosa c’entra?
Ha in mente le foglie degli alberi in questi giorni? Quell’indecisione tra inverno e autunno? Non la vede anche lei, da questa splendida finestra che affaccia sulla splendida piazza dove il suo splendido studio si è guadagnato un nome, grazie al suo ecografo e al fatto che di cuore moriremo sempre? Ecco, io quell’indecisione la odio.
Ha una v5 bellissima. Vuol dire che l’allenamento serve. Continui mi raccomando. Continui con la dieta e l’allenamento. Che cosa sta facendo quest’anno? Rugby?
Leggo, prego, corro, piango, penso e medito. Tutti i giorni.
L’anno scorso ho buttato via ore, davvero ore, a discutere con gente che è peggio di quei dannati alberi. Resta nel mezzo. Appesa a passati disegnati sulla routine e futuri pensati da altri.
Dottore sa quanto dura un uomo a letto?
A proposito come va li sotto?
Li sotto io sto bene.
Bene.
In che senso?
beh, a quarantacinque anni
Otto minuti, dottore. Gli uomini, durano di media otto minuti.
Quarantadue minuti per corteggiare, otto per godere.
I numeri la fanno sentire più sicuro?
Al contrario, mi sconfortano. Io voglio vivere per quei quarantadue minuti, non per gli altri otto.
Esco dallo studio, alleggerito di due centoni e con le prove di quanto spingere tutti i santi giorni serva a qualcosa. La grinta batte il talento. Lo dice il mio elettrocardiogramma, cazzo.
Mi prendo un caffè, trovo Freddie. Che in effetti è il suo bar, e sto andando nel suo ufficio, quindi ci sta. Solo che è tutto nella mia mente.
Ieri ero a casa di mio padre, la casa in cui sono cresciuto. Ho spulciato i miei cassetti, e ho trovato le vite che ho vissuto. Scrivevo lettere d’amore bruttissime. Scrivevo, senza saperlo, per scopare. Insomma, scrivevo per gli otto minuti di gloria. Avrei potuto scrivere: senti, io non sono sicuro dei miei sentimenti, ma sono sicuro che le tue tette stiano da dio nella mia mano. E quindi, mettiamocele. Invece scrivevo mi manchi molto.
Infatti non è andata benissimo.
Dirsi la verità fa un male cane, sospiro, mentre sto in una call di lavoro.
A me, per farla breve, stanno sul cazzo le persone che assomigliano agli alberi di Milano.
Brucia il tuo inverno, e se ti stai sbagliando, pazienza.
Proteggi il tuo autunno, e se congeli, pazienza.
Ma non stare in mezzo, stupido. Credi di farlo per gli otto minuti, ma la vita dei quarantadue prima è la cosa più bella del mondo.
A me, al momento, stanno sul cazzo il 60% delle persone che vedo.
Devo, come gli alberi d’autunno, cambiare foglie.
E trovare gente che brucia come me.
Sbaglieremo. Magari. Ma sbaglieremo in gruppo.
E che cazzo.
Duecento euro un cardiologo, ma dove andremo a finire?