La Passata parte Prima

Siccome che (si noti per cortesia il forte inizio pugliese) sono accadute delle cose che non accadono spesso, e anzi dei veri e propri eventi straordinari, e siccome che io sono in un periodo in cui sto lavorando a un grande progetto ( che fa molto chic) e di conseguenza sono delicato e sensibile, e siccome che i miei psicologi di fiducia sono ormai fissi sul suolo inglese, ho deciso di fare uso del Bradipo. Che l’Inter abbia vinto lo scudetto, ai più non interesserà molto. Tolti gli interisti, gli altri sanno che si tratta di un fenomeno simile alla cometa di Hurdsonwetal. (mai sentita? appunto) Ma a questo va aggiunto che sabato sera, durante la festa degli Opposti Concordi a Lambrate (fa molto figo andare a una festa degli OppostiConcordi, quindi ci tengo a rimarcar che io c’ero), ho avuto riprova che Sabino è fidanzato con una ragazza normale. Che a tutti quelli che non sono interisti e che non sono amici di Sabino non è che gliene freghi un cazzo, però a me si. Nella frase Sabino è fidanzato con una ragazza normale si nascondono diversi figure retoriche: sabino è fidanzato, un’ossimoro ancora più bello di ghiaccio bollente,  e sabino+ragazza+normale, che è un ottimo esempio di antitesi e adynaton. Si noti anche che la suddetta è anche definibile come Bona,  e perdipiù è alta come lui. Ecco, aggiungendo la pioggia di rane, che aspetto come imminente, siamo agli sgoccioli dell’apocalisse. Sicchè il mio lavoro al grande progetto deve parecchio velocizzarsi, per arrivare alla distruzione del mondo con tutto finito e pronto.

Di cosa si tratti è presto detto: una  nuova raccolta di racconti (dire la prima faceva così sfigato… ma è una piccola bugia). E qui, del facile umorismo tipico degli uomini pochi ( portatori di pochezza) non parlerò, con superiorità. Soggetto di tale opera è la cosa di cui mi viene meglio parlare: me medesimo. Nel difficile ruolo di voce narrante ho pensato a me medesimo. L’argomento, ovvero me medesimo, sembra facile (e sticazzi, direte), ma è spinoso. Mettere me medesimo davanti a me medesimo sta portando a piccoli problemi quotidiani: improvvisi attacchi di pianto, tremolio della mano sinistra, spassosi episodi di catatonia, e parecchi dubbi.

L’opera, di spessore pari a una decina di pagine, pennellerà in dieci racconti altrettanti momenti della spassosa e frizzante vita dell’autore. Il titolo, che l’autore vorrebbe fosse "Me Medesimo", non è ancora stato deciso.

Tale impegno letterario compromette le mie numerose serate fashion ( tipo che il mercoledì non mi vedrete più sul divano spanzato a guardare mia moglie che guarda CSI), ma è il duro prezzo da pagare alla letteratura.

Se un primo racconto si può definire come concluso, ho intrapreso il difficile passo del secondo brano, dove idealmente racconto del protagonista, (me medesimo, dio quanto mi piace l’espressione me medesimo) alle prese con la scoperta dell’ammmmore.  E questo provoca le famose crisi di pianto, l’inaspettata allegria e la catatonia.

E per questo apro oggi la sezione che tanto avrei voluto chiamare Me Medesimo, ma che il Direttore Marketing ha voluto chiamare Passata e Presenta, in cui terrò aggiornato me stesso su come me medesimo sta procedendo con il libro sulla mia persona. Daltronde un blog serve a mettere in comunicazione le persone. Ecco creato il primo network tra me, medesimo, e la mia persona.

Dato che la vostra attenzione ormai sarà scemata, e state già pensando di tornare sul vostro blog preferito o sul sito porno consigliato dall’Elegante, quivi pongo fine.

Ma presto, molto presto, dell’annosa questione dell’ammmmore tornerò a parlare.

Cantiere a Lambrate, mezzanotte passata da un pezzo, il Franz apostrofa la nuova fidanzata di Sabino, Simona con una calda battuta:

"E’ ovvio che ti sei rifatta il naso!?"

Simona: "No, il naso no, ma le tette si"

Franz (che tante volte, ma tante, è molto meglio stare zitti cazzo di budda): "ah ah, figurarsi"

La scena si chiude con un violento sventolio di un importante, quanto plastico, apparato mammario sotto il naso di me medesimo. Grande presenza di spirito, voi direte. Grande presenza, direi io ( o me medesimo).

 

Un pensiero su “La Passata parte Prima

  1. io una volta ho fatto vedere le tette in pubblico, erano le 5 di mattina ed eravamo tutti ubriachi…ma le mie sono naturali…il punto è: non c’è mica bisogno di averle finte per farle vedere !!!!ahahahah

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...