sono dunque esisto

Sono a Madrid, che per altro mi aspettavo molto più fredda, sia in senso climatico sia in senso umano. Invece è una simpatica e maestosa città, con un clima sorprendente e anche della gente che sorride e sembra prendere meno sul serio le cose inutili.
Ogni volta che parto dal Linate alla mattina presto vengo assorbito dalla straordinaria cazzutaggine (esisterà mai un termine migliore per indicare la fastidiosa supponenza per la quale, in possesso di una ventiquattro ore e di un biglietto aereo hai diritto a menartela e prendere la vita così male?) del popolo misterioso che la abita. Ogni aereoporto è un mondo a se stante. Ecco, Linate è un brutto pianeta, astioso, cocciuto, nebbioso ed estremamente altezzoso. E poi un giorno c’è il ghiaccio, un giorno lo sciopero, un giorno la nebbia, un giorno le lepri. Nemmeno il popolo di Israele durante l’Esodo ha dovuto sudare così tanto per la meritata salvezza. Che poi non arriva mai. L’unica salvezza è nel colorito popolo di commessi che abita le silenziose mura dei negozi dopo il check in: come visitare le rovine di Pompei dopo l’eruzione.
Sono anche felice perchè mi rendo conto che per essere felici basta un buon clima, un buon vino e un buon prosciutto.
Sono stanco, perchè essere stanchi è il minimo comune denominatore del 2009. A non essere stanchi si potrebbe passare per quelli che della crisi se ne sbattono e questo potrebbe essere estremamente politically s-correct.
Sono molto fusion, perchè porto in giro il mio maglione grigio, liso sui gomiti, in tutto il mondo da un paio d’anni e nessuno, fuori dalla Cerchia dei Bastioni diMilano, si pone il problema di darmi del barbone. Tutt’al più fusion. Barbone rivisitato.
Sono finalmente un lettore felice. Era da parecchie migliaia di pagine che non percepivo un’emozione, e finalmente questo libro di Zafon, L’Ombra Del Vento, mi ha regalato un piccolo sussulto sul finale. Sembrerebbe un buon libro, un buon film, una bella storia. Vediamo se il Grande Pubblico potrà mai distruggerlo con il suo indice di gradimento.
Sono estremamente anti tecnologico. Qualche tempo fa, dopo quasi quattro minuti e mezzo di processo decisionale, io e la Signora abbiamo portato a casa un prezioso lettore ultima generazione. Quelli che leggono tutto: dvd, cd, mp3, dvx, altri novantasette formati coreani, penne usb, chiavette, portachiavi, scolapasta. Esso si connette con tutti gli elettrodomestici della casa, si relaziona, aggiorna, si qualifica. Vive di vita propria, appoggiato sornione vicino allo stereo. E siamo tornati cinefili, perchè cinofili lo siamo già ma avere un cane è un po’ come avere un bambino e viceversa, quindi meglio essere cinefili prima di cinofili. E via di grandi dvx, dvd, filmoni, oscar, produzioni minori, filmetti, pacchi, cazzate e videoclip. Poi una sera, posseduti dal demone dell’eterno bambino decidiamo di vedere Le Cronache di Narnia 2. E guardiamo i primi dieci minuti, e ci appassioniamo. Bello di brutto. Poi di colpo, salta al finale, svelandoci amori, tradimenti, uccisioni e successi. Una tragedia. Allora proviamo con Seta. Perchè ci piaceva essere romantici. E vediamo cinque minuti. E poi ancora cinque minuti. E poi ancora cinque minuti. Ma il problema è che erano sempre gli stessi cinque minuti. Che tu dirai che Baricco non ha mai avuto un cazzo da dire al mondo, ma cinque minuti di film ripetuti per due ore non sono da lui. Allora dubiti dell’oggetto ultratecnologico. E abbandoni la fiducia nella tecnologia. Guardi di soppiatto la lavastoviglie e controlli di nascosto il computer mentre fa gli aggiornamenti. Ci vuole una vita a costruire la fiducia e cinque minuti di Baricco per distruggerla.

Oggi mi sento cattolico, sarà per il cambio del tempo?

Olio
C’era uno, prima di lui, che aveva la stessa, comica, infatuazione per le autostrade e per le grandi opere in genere. Ha fatto costruire un pugno di autostrade, poderose lingue d’asfalto che solcano la ridente provincia per collegare la capitale agli altri centri nevralgici del paese. Segno indistinto di una incredibile fiducia nel futuro, ottimismo sereno e costruttivo e grande considerazione di se stessi. Aveva, il suo omologo, la scusante del futurismo. Erano anni in cui imperava il futurismo e avere fiducia nel futuro non era sintomo di stupidità ma semplice buon senso. Allora circolavano circa due macchine ogni centomila cristiani e sulle autostrade potevi tranquillamente organizzare un matrimonio con ricevimento senza che nessuna macchina passasse a disturbare. Ora, vuoi che nessuno si sposa più, vuoi che ci sono due cristiani ogni centomila macchine, costruire un’autostrada può anche essere un segno di pragmatica intelligenza. Come il suo predecessore, anche lui va forte per le inaugurazioni. Nastri, nani e ballerine, sindaco con fascia, assessore e popolino festante, un paio di parroci, meglio monsignori e per finire una bella mangiata tutti insieme. Si potesse vivere sempre sotto i riflettori, questo sarebbe il palco più piacevole per chiunque.
A un certo punto si è riscoperto cattolico. La storia della zia suora è finita in tragedia, un po’ perché nessuno trovava questa fantomatica vecchina in abito nero, un po’ perchè per vincere un’elezione basta avere all’opposizione un manipolo di ex sessantottini in precoce fase di rincoglionimento. Ma il cattolico non passa mai di moda, è una tentazione facile, un gioco da ragazzi e un paio di milioni di voti assicurati. Così c’è questa tragedia umana, con l’inumana tragedia di un sistema legislativo e di una struttura sanitaria inadeguati a contorno. C’è questo caso bollente. Ci si consulta con qualche fidato consigliere e si spara la prima cazzata, giusto per vedere i movimenti del nemico. Il nemico bolscevico. Nemmeno Willy il Coyote era così ossessionato da Beep Beep.
La superficialità con cui vengono trattati certi argomenti è sconcertante. Gente che avrebbe bisogno di un trapianto di cervello e che si limita a un trapianto di capelli non può che essere l’emblema di un pressapochismo masochista e opportunista.
 
Stanlio
Passeggia per lo studio fregandosi le mani incurante del casino che anticipa sempre l’inizio di una diretta speciale. Per due anni e mezzo è stato costretto a partorire ore di palinsesto televisivo usando il plastico di una casetta, un pugno di criminologi e altri simpatici specialisti, per commentare un omicidio. Anni, migliaia di ore di trasmissione. Arrivava a sentire alla bocca dello stomaco una stretta quando qualcuno tirava in ballo quel caso di cronaca nera che per lui era quasi un problema personale. Qualche tempo fa la speranza: un nuovo drammatico omicidio. Con in più tanta carne al fuoco: giovani, negri, drogati, amanti, sesso, trucchi, stranieri, studenti. Un sacco di roba che fa share. Ma poi non si può sempre campare di morte. E se lo sente anche questa sera, un minuto prima di andare in onda, che la morte ha stancato. Un giorno, mentre passeggiava per Roma, ha avuto un minuto illuminante, trovando il suo lavoro estremamente stupido, sconfortante, a tratti demenziale. L’approfondimento sul nulla, la notizia del niente, lo scoop della banalità. Ma si sa, a cinquant’anni è molto difficile re inventarsi.
Poi arriva la mazzata finale: i dati auditel confermano che un reality show ha battuto il suo approfondimento. Non resta che ributtarsi su qualcosa di nuovo. Non si finisce mai di combattere, pensa mentre la sua auto blu sfreccia verso casa.
Fare di ogni notizia un reality show è un diritto, il fatto che il popolo del canone preferisca un reality di basso livello a un reality di basso livello che parla di morte è abbastanza intuibile.
Purtroppo il tempo a mia disposizione è scaduto, devo passare ai saluti. Vorrei salutare tutti i miei amici del gruppo Cattolici Improvvisati di Voghera, che hanno fatto un pullman per Udine insieme alla parrocchia di San Zeno Portuense di Abbiadolo del Mincio. Ringrazio loro e tutti gli amici della Fede Quattro Salti in Padella per la gratuita dimostrazione di spumeggiante ipocrisia a favore di camera. Ricordatevi di congelare il vostro credo appena finito di usarlo, per poterlo sfoggiare ancora quando necessario.
Saluto anche gli amici del Gruppo Radicali Liberi. Un gatto attaccato ai maroni per tutti quei laici che vorrebbero discutere in uno stato laico insieme ad altri laici per non sfruttare le emozioni del momento.
Saluto calorosamente anche alcuni protagonisti della vicenda, tra cui l’Omino delle Autostrade che ha dichiarato ai giornali che la povera Eluana, in quanto donna, avrebbe potuto anche, in quelle condizioni, rimanere incinta. Anche un cretino integrale, in un brutto sogno, potrebbe diventare Presidente del Consiglio. Saluto il Sommo Pontefice e la sua straordinaria preoccupazione per ogni singola vita umana, anche se talvolta penso che se il Vaticano fosse stato in Uganda a Udine non accendevano nemmeno un lumino.
E alla fine saluto anche tutti quelli che stanno facendo il testamento biologico su Youtube, dimostrando padronanza del mezzo e chiarezza di idee. Anche io presto farò la Dichiarazione dei Redditi sul cofano della macchina.
Rest in Peace