Surf Demo tour 2004: alassio

rena dragon ballrena e franz sotto vento partenza venerdì notte: quando non parte nessuno. Infatti due ore di coda accolgono la coppia marketing (Franz e Rena) in Liguria. I due, dal fisico etilico ma dal morale di acciaio, non si fanno prendere da scoramento e giungono a tarda notte nella residenza estiva del Grosso Amico, conosciuto come Checco. Ad accoglierli il padrone di casa e il suo più fidato amico: un cane grande come il suo bicipite, Conan. Franz impone subito il ritmo dell’intero week end con birra e sigaretta di apertura. La notte scorre veloce, tra una russatina di renato e la discoteca più grande di Alassio esattamente di fianco alle finestre. Il mare si presenta in versione “Lago di Como” con un moto ondoso che raggiunge inpennate di quasi due centimetri nel suo picco massimo. Lasciate le tavole nel Siluro Mobile (ormai ufficiale mezzo di trasporto), i tre si avvicendano per animare la spiaggia di ultrasesantenni. E dopo un sabato sera all’insegna della mondanità (per primo crolla sul letto Franz, seguito a ruota dai due), la domenica si apre con un pranzo in ristorantino incula-turisti sul lungomare. Prese le debite distanze dal realismo, i tre iniziano a lavorare. Mentre Checco si scopre narratore storico, Franz e Rena si danno alle coreografie acquatiche, rimorchiando due tra i più incredibili cozzoni di tutta italia. I tre si affidano al potere del pattino a noleggio per fuggire dalla monotonia. Breve aperitivo a Capo Mele (unico posto degno di nota in una Alassio che sembra Milano-Bene in trasferta), con Franz e Rena che danno lezioni di latino-americano, e serata in riflessione davanti ai fuochi di artificio per commemorare l’invasione dei saraceni. E’ checco a spiegare ciò che è successo decine e decine di anni fa, anche se è Franz a ricordare che le donne dei saraceni sono ricordate per la loro morigeratezza (infatti sono le saracinesche). Dove non arriva il cuore….


firmato: Federica. (p.s.: scusatemi, ma è il mio primo articolo sul Bradipo e sono emozionata!!!!)

SURF demo tour 2004: alassio 3

checco e conan a nanna “non me lo so spiegare”, cantava tiziano ferro. e rena e il franz lo hanno cantato tutto il week end davanti alle sfumature psichiatriche del rapporto tra checco e il suo cane… Conan. Nell’immagine i due fanno “la nannona dei topolini cicci picci ucci”. Voto: 9, per la teatralità.


Firmato: Federica

L’incrocio

solaRacconto breve in si minore. dedicato a quella strana sensazione che mi porta sempre più in viaggio. E dedicato a quelli che non vogliono tornare.


Immagina una musica triste, solo chitarra. Immaginala in quella camera tutta aperta su Milano. Pomeriggio di maggio, quando ancora il caldo non taglia la voce. Immagino la tua voce, ti sento ridere. Ti vedo mentre mi aspetti. Desiderio che brucia tutti i miei pensieri. Tutto intorno si ferma la città. Non è un racconto questo. E’ un canovaccio. Generoso, offre spunti per ricordare la piacevole sensazione di due anime che si incontrano. Domani non fa paura. Illuso. Viaggerò sempre e solo verso il mare. L’unico posto dove mi sento davvero a casa. Se ti dicessi che oggi non ho una casa? Ti spaventa? come quel pomeriggio, troppo nudi per essere davvero amici… L’incrocio tra le mie mani e la tua schiena lo ricordo come si ricorda un profumo. Mi arriva nei momenti più inaspettati. E adesso devo andare verso il mare da solo. Sono troppo pericoloso per portare con me chiunque. Due strade che senza motivo si incontrano. Aspettano l’estate. Si chiude la prima canzone. La chitarra lascia spazio al pianoforte. Scrivere per me è una necessità. Spiacente, se non ci hai mai creduto. Il mio migliore racconto? Quello che scrivo tutti i giorni vicino ai miei rimorsi. Con la faccia che mi ritrovo non posso mentire nemmeno a me stesso. Partirò, con amici che vengono verso il mare con le stesse ragioni. Pazzi. Può darsi che nasconda un tesoro. Ho vestiti che costano una fortuna, ho un orologio che vale più del tempo che segna. Ma l’unica cosa di valore che lascio per partire sono i miei libri. Porto con me un anello, una corona di spine. Dal 1997 non si sfila dal dito. Sotto c’è carne morta. Per ricordare quanto possa far male. E per ricordarmi sempre il valore della mia parola, della fiducia e dell’affetto. Infatti parto solo. Adesso non c’è più musica. vorrei che bastasse questo, per una volta. Credimi, metti insieme i tuoi ricordi. Ho viaggiato tanto, troppo poco per me. Non mi fermerò più, ma ti porterò con me, sotto quell’anello. Farò da solo quello che ho sempre fatto con qualcuno al mio fianco. Faccio confusione, ci vuole pazienza per starmi vicino. Raccimolo tutto quello che posso per dartelo. Sembra niente? mi spiace. Era Godot che non arrivava mai? Parto, con la voglia di lasciare tutto al mare, rimanendo a galla mentre guardo tutto il resto che affonda. Verso la fine di queste parole riprende una canzone dolce, la più dolce, che ricorda tanto quel libro che non hai mai voluto finire. Quel libro dove c’è un pittore che prova a dipingere il mare. E un ricercatore che cerca di capire dove finisce. Poesia. Il silenzio sorprende il finale di questo racconto mozzo. Senza protagonisti, perchè da solo non me la sento di fare il protagonista di un racconto scritto per due. Senza trama, perchè si scirve in due. Solo con quel profumo come la tua schiena, che mi porto in giro come un cane. O forse lui porta me.


scritto, ma non pensato, per chiudere tutte le parentesi personali su questo sito. Scritto per quel ricordo troppo forte, quella schiena. Se la incontrate e vi chiede se io l’abbia dimenticata, non ditele che non è così. Il mio lavoro mi da la grande opportunità di non pensare a niente altro, e di avere la più grande stanchezza del mondo come scusa per non fare altro che aspettare il mare. Nella cronaca di questo sito chiudo tutto in un cassetto piccolo, l’ultimo sul fondo, quello dove guardano solo i ladri. Io sto bene dove sono. Franz

Metti un sabato sera fashion

il bikini torna di moda Ricetta: metti un locale fashion, ma proprio fashion. Aggiungi l’acqua, elemento indispensabile. Mischia con un po’ di cuba, quantità a scelta. Appena finito di mischiare aggiungi la vacca milanese in trasferta (di cui immagine a latere). Abbigliamento ricercato, tipo “mi sono messa questa minigonna perchè è la prima cosa che ho trovato”, fisicate lucenti, fatte con ore di palestra e lampada. Aggiungi fidanzati palestrati, stile selezione del Grande Fratello. Otterrai un cocktail gradevole e fresco. Promemoria: non si fa il bagno vestiti… meglio nudi. Mentre tutto scorre, il mondo gira e i pavimenti si inclinano pericolosamente, Willy affronta misteriosi nemici. Franz si confronta direttamente con girasoli e bicipiti. Meglio i girasoli, almeno ci fai l’olio. L’uomo più furbo del mondo, quello proprio più furbo, ha avuto donne da tutta la città. Le più belle. Ha guidato tutte le macchine che valeva la pena di guidare. Beve il miglior champagne, accompagnato da ottimi sigari. Veste con le migliori magliette, perchè è lui che ha inventato la classe. Ha muscoli definiti e oliati. Poco importa se ha costruito la sua fortuna su falsità e mosse sporche. E’ il mondo che implora che lui sia così. Proprio quel mondo che riempie solo alcune spiaggie, solo alcuni locali, solo alcuni cinema. Quelli dove non c’è il fastidioso popolo degli uomini non furbi. Perchè gli uomini furbi sono una casta. Le loro donne sono belle, vestite poco, lucide nei brillantini. Sono salite sulle macchine più belle, hanno i vestiti più avanti. Tutto questo per il piccolissimo prezzo di confondere il benessere per amore.  Poco importa se alla fine di sere del genere ti rimane solo la grande voglia di un panino in circonvallazione, insieme a tutti quelli poco furbi come noi, che sono felici di una chiaccherata.


Firmato: Rosa

Colloquim vitae

queste sono parole che vengono soltanto da seduti. Troppe parole per cercare di capire. Così mi sono seduto e le ho chiesto perchè. Ho mischiato la mia anima con gente che si sentiva a posto. Io che mi sono sempre andato stretto. Per volere della sorte ho smesso. Credevo di poter tornare indetro, scoprendo che è già un impresa andare avanti. Mi piace sentirti di nuovo. Ti sento correre sulla pelle, ti bevo a piccoli sorsi di rhum. Il peggiore ruhm del peggior supermercato. Il fegato ride. Mi fai impazzire quando ti infili in un pensiero qualsiasi in un martedì pomeriggio. Le ho ricordato che c’è anche l’amore. Lo respiro e lo cerco come mai prima. Mi piace l’aria dei campi, e le poche stelle che stanno sedute sopra l’areoporto. Mi sono sentito al centro di tutta la città, senza paura. Volevo urlare, ma ho finito le parole. Ha usato un uomo come ostaggio. Mi ha minacciato con l’amore e ucciso con un tradimento. Morto per quasi una notte. E tutte le parole e le lacrime escono solo quando sei seduto. ricordati di passare a riprenderti la faccia. Fra i due, per fortuna, ho amici alla ribalta. amici di uno che deve andare a testa alta. Ho un amico che fa il Killer. Sa usare tutte le armi, è silenzioso e preciso. Uccide i sentimenti che incontra. Ho un amico che si è addormentato su una gonna. Nel profumo pulito della seta non riesce a svegliarsi. Potranno mai le mie parole regalarti il senso? Ho un amico che è amico di tutti, non si fida di nessuno. Fa il pittore. Dipinge di grigio tutto quello che incontra. il grigio è il colore di chi non si fida. Vorrei una chitarra grigia, dipinta da un giovane Picasso, il maestro dei colori. Ho steso i panni al sole, non riesco a nascondere nulla a nessuno. Ho amiche che sono bravissime a lavare e stirare una coscienza ferita. E ho conosciuto anche chi la tiene su sporca, senza lavarla mai. Avevo paura di viaggiare, adesso non ne posso fare a meno. Mi porta lontano tutti i giorni il tuo sorriso. Fosse stato qui, e tu anche, sarebbe stato tutto normale. Ho paura dei bambini, potrebbero farmi male. Ho paura delle case troppo lucide. Uno che ha tempo di lucidare viaggia poco. Avevo paura di tutto, finchè ho smesso. Il rischi adesso è non averne. Sono forte nel vento, ma debole nella calma. Ho un’amico ossessionato dai binari. Perchè sono paralleli, e lui soffre del fatto che non si incontreranno mai. Quando mi sveglio da soffici poltrone di pelli, e mi trovo in un’altra città, mi rendo conto della mia fortuna. Fortunato per il viaggio e per la possibilità di tornare a casa. Nella mia casa. L’atterraggio è sempre meglio del decollo. Avrò cura di bagnare tutte le piante dei ricordi, ma non lo farò con le mie lacrime. Il profumo del sesso rimane nelle ossa. Sotto sotto eri stata la mia migliore invenzione, cara vita. Peccato averti venduta. Quella che ho comprato poco tempo fa mi va stretta come te. In quella stanza ho messo le scatole rotonde di tutti i ricordi. Ho perso la chiave, ma è una porta che si apre quando vuole. Ci sono troppe cose belle da prendere. senza perdere tempo a cercare una ragione per farle. Mai ritroverò la spada con cui ho ucciso la fiducia. Passa di mano in mano. armato di buon gusto per le cravatte e per i deodoranti, vado a buttare tutto nell’acqua del mare più vicino, lo stesso mare che divide. E’ l’acqua che mi passa sulla pelle che la rende impermeabile a un certo tipo di persone. Tutto questo e molto di più.


Lettera scritta in una notte, seduto per forza, per una breve sosta,


Franz

the rena’s witch project

impossessato renapossano queste immagini farvi sorgere domande da dentro. del tipo: ma esiste il diavolo? si impossessa spesso di poveri ragazzi? detto fatto, le foto verità sul nostro amico Ex Capelli nel vento. Forse abbiamo tutti bisogno di una vacanza


Firmato: Barabba

diamo un nome alle cose….

pompino bar  passeggiando per Londra, in pausa riflessiva, mi imbatto in un ristorante niente male… Entro e scrivo: accendimi il blue. Hai scelto me, se ti capita fai che sia tutto diverso…. consiglio l’ascolto di : “mai come prima” della consoli e di venuti. E proprio per questo, cercando le risposte più plausibili alle mie domande, mi rendo conto di aver perso un treno. A volte il ritorno mi pesa