SURF demo tour 2004: alassio 3

checco e conan a nanna “non me lo so spiegare”, cantava tiziano ferro. e rena e il franz lo hanno cantato tutto il week end davanti alle sfumature psichiatriche del rapporto tra checco e il suo cane… Conan. Nell’immagine i due fanno “la nannona dei topolini cicci picci ucci”. Voto: 9, per la teatralità.


Firmato: Federica

L’incrocio

solaRacconto breve in si minore. dedicato a quella strana sensazione che mi porta sempre più in viaggio. E dedicato a quelli che non vogliono tornare.


Immagina una musica triste, solo chitarra. Immaginala in quella camera tutta aperta su Milano. Pomeriggio di maggio, quando ancora il caldo non taglia la voce. Immagino la tua voce, ti sento ridere. Ti vedo mentre mi aspetti. Desiderio che brucia tutti i miei pensieri. Tutto intorno si ferma la città. Non è un racconto questo. E’ un canovaccio. Generoso, offre spunti per ricordare la piacevole sensazione di due anime che si incontrano. Domani non fa paura. Illuso. Viaggerò sempre e solo verso il mare. L’unico posto dove mi sento davvero a casa. Se ti dicessi che oggi non ho una casa? Ti spaventa? come quel pomeriggio, troppo nudi per essere davvero amici… L’incrocio tra le mie mani e la tua schiena lo ricordo come si ricorda un profumo. Mi arriva nei momenti più inaspettati. E adesso devo andare verso il mare da solo. Sono troppo pericoloso per portare con me chiunque. Due strade che senza motivo si incontrano. Aspettano l’estate. Si chiude la prima canzone. La chitarra lascia spazio al pianoforte. Scrivere per me è una necessità. Spiacente, se non ci hai mai creduto. Il mio migliore racconto? Quello che scrivo tutti i giorni vicino ai miei rimorsi. Con la faccia che mi ritrovo non posso mentire nemmeno a me stesso. Partirò, con amici che vengono verso il mare con le stesse ragioni. Pazzi. Può darsi che nasconda un tesoro. Ho vestiti che costano una fortuna, ho un orologio che vale più del tempo che segna. Ma l’unica cosa di valore che lascio per partire sono i miei libri. Porto con me un anello, una corona di spine. Dal 1997 non si sfila dal dito. Sotto c’è carne morta. Per ricordare quanto possa far male. E per ricordarmi sempre il valore della mia parola, della fiducia e dell’affetto. Infatti parto solo. Adesso non c’è più musica. vorrei che bastasse questo, per una volta. Credimi, metti insieme i tuoi ricordi. Ho viaggiato tanto, troppo poco per me. Non mi fermerò più, ma ti porterò con me, sotto quell’anello. Farò da solo quello che ho sempre fatto con qualcuno al mio fianco. Faccio confusione, ci vuole pazienza per starmi vicino. Raccimolo tutto quello che posso per dartelo. Sembra niente? mi spiace. Era Godot che non arrivava mai? Parto, con la voglia di lasciare tutto al mare, rimanendo a galla mentre guardo tutto il resto che affonda. Verso la fine di queste parole riprende una canzone dolce, la più dolce, che ricorda tanto quel libro che non hai mai voluto finire. Quel libro dove c’è un pittore che prova a dipingere il mare. E un ricercatore che cerca di capire dove finisce. Poesia. Il silenzio sorprende il finale di questo racconto mozzo. Senza protagonisti, perchè da solo non me la sento di fare il protagonista di un racconto scritto per due. Senza trama, perchè si scirve in due. Solo con quel profumo come la tua schiena, che mi porto in giro come un cane. O forse lui porta me.


scritto, ma non pensato, per chiudere tutte le parentesi personali su questo sito. Scritto per quel ricordo troppo forte, quella schiena. Se la incontrate e vi chiede se io l’abbia dimenticata, non ditele che non è così. Il mio lavoro mi da la grande opportunità di non pensare a niente altro, e di avere la più grande stanchezza del mondo come scusa per non fare altro che aspettare il mare. Nella cronaca di questo sito chiudo tutto in un cassetto piccolo, l’ultimo sul fondo, quello dove guardano solo i ladri. Io sto bene dove sono. Franz

Metti un sabato sera fashion

il bikini torna di moda Ricetta: metti un locale fashion, ma proprio fashion. Aggiungi l’acqua, elemento indispensabile. Mischia con un po’ di cuba, quantità a scelta. Appena finito di mischiare aggiungi la vacca milanese in trasferta (di cui immagine a latere). Abbigliamento ricercato, tipo “mi sono messa questa minigonna perchè è la prima cosa che ho trovato”, fisicate lucenti, fatte con ore di palestra e lampada. Aggiungi fidanzati palestrati, stile selezione del Grande Fratello. Otterrai un cocktail gradevole e fresco. Promemoria: non si fa il bagno vestiti… meglio nudi. Mentre tutto scorre, il mondo gira e i pavimenti si inclinano pericolosamente, Willy affronta misteriosi nemici. Franz si confronta direttamente con girasoli e bicipiti. Meglio i girasoli, almeno ci fai l’olio. L’uomo più furbo del mondo, quello proprio più furbo, ha avuto donne da tutta la città. Le più belle. Ha guidato tutte le macchine che valeva la pena di guidare. Beve il miglior champagne, accompagnato da ottimi sigari. Veste con le migliori magliette, perchè è lui che ha inventato la classe. Ha muscoli definiti e oliati. Poco importa se ha costruito la sua fortuna su falsità e mosse sporche. E’ il mondo che implora che lui sia così. Proprio quel mondo che riempie solo alcune spiaggie, solo alcuni locali, solo alcuni cinema. Quelli dove non c’è il fastidioso popolo degli uomini non furbi. Perchè gli uomini furbi sono una casta. Le loro donne sono belle, vestite poco, lucide nei brillantini. Sono salite sulle macchine più belle, hanno i vestiti più avanti. Tutto questo per il piccolissimo prezzo di confondere il benessere per amore.  Poco importa se alla fine di sere del genere ti rimane solo la grande voglia di un panino in circonvallazione, insieme a tutti quelli poco furbi come noi, che sono felici di una chiaccherata.


Firmato: Rosa

diamo un nome alle cose….

pompino bar  passeggiando per Londra, in pausa riflessiva, mi imbatto in un ristorante niente male… Entro e scrivo: accendimi il blue. Hai scelto me, se ti capita fai che sia tutto diverso…. consiglio l’ascolto di : “mai come prima” della consoli e di venuti. E proprio per questo, cercando le risposte più plausibili alle mie domande, mi rendo conto di aver perso un treno. A volte il ritorno mi pesa

VarazzePartenza da Milano con oretta accademica di ritardo. Sabino si addormenta già dalla tangenziale. Franz guida e pennica insieme. Ma questo sabato di mare vede la sua svolta all’arrivo in una Varazze stracolma. Il mare propone una delle mareggiate più belle degli ultimi mesi e la giornata svolta. franz si butta in acqua senza nemmeno parcheggiare il Siluro Dinamico (il nuovo mezzo di trasporto). Sabino in preda a un raptus inizia a chiedere un ombrellone a tutti quelli che incontra sul bagnasciuga. Morale della favola: in otto ore a varazze i due si distribuiscono così: Sabino: sette ore e mezza sdraiato nel disperato tentativo di dormire in spiaggia, interrotto dai milioni di persone intorno e da un Franz eccitato come un bambino. Quattro minuti in acqua, dopo ennesima pressione del Franz. Franz: sette ore e tre quarti in acqua. Con bilancio a favore dell’elemento naturale: 18 tagli distribuiti tra piedi e gambe, due lividi sulla schiena, abrasione sulla panzetta, ustione sul collo e arrossamento incredibile delle pupille. Onde seguite: 21. Onde prese: 4. Va aggiunta al bilancio la rottura della tavola (Matilde), per l’impeto del mare. Verso la fine si aggiungono Sara, Nadia e Paola. Il trio tenta di dire di essere venuto per una giornata di mare, anche se il tempo effettivo in spiaggia è di due ore scarse. Il tutto si conclude con cuba in bar centrale e ritorno con Sabino che dorme e Franz che guida… tanto per gradire. Postilla: da pasqua ad oggi è passata molta acqua sotto i ponti. Ma, caro Willy, tornare sul lungomare tra Cogoleto e Varazze mi ha fatto venire in mente la nostra due giorni… e posso dire che mancavi davvero. Prossima tappa: Hydrospeed in Val d’Aosta domenica prossima, per vedere se riusciamo a farci male… Grazie a Papà Sabi per aver portato il bambino Franz al luna park… anche se il day after è davvero pesante..


Firmato: Francesco L’Immortale

Quando il mare muove il cuore

la strana coppia ore 19 (ora locale Varazze). Dopo un estenuante giornata di mare è il momento dell’affetto… nell’immagine un Sabino vestito da dicembre in Val d’Aosta con una Sara figlia dei fiori. Tenere effusioni rubate da un nostro paparazzo. I due emulano il mondo felino e si lavano a vicenda con dolci leccate. Dallo studio antropologico del comportamento della coppia si può dedurre che i rituali che precedono l’accoppiamento siano delicati e lunghi. Si passa da dolci palpatine a urla e inseguimenti, con tanto di ciabatta alla mano. Dopo l’estenuante rituale i due si effondono in dolci leccate nella piazza principale di Varazze, con nonne che coprono gli occhi ai bambini e bambini che coprono gli occhi alle nonne. Ã© scientificamente provato che ci sia un rituale gestuale in ogni coppia. non è quindi nostro interesse criticare quello dei due qui sopra. Anzi, benvenga! Ah l’amour!!!!!

Una seconda vita

il Franz e la FedeUna piccola pausa prima di ricominciare a studiare un misterioso catalogo audio video. Dovere o piacere? Semplicemente una sfida da accettare. Manca l’adrenalina di una sfida vera, ma c’è voglia di spaccare. Una sfida. Vedremo. Sfrutto la pausa per scrivere. Se avessi un diario scriverei una grossa data rossa. Titolo: una seconda vita. dolci pensieri sul passato, piccoli freni per il presente. Qualche valore che spunta dal fondo. perchè in qualcosa dovremo pur credere. Non credete? Credo nella fiducia delle persone, nella sincerità. credo nella pazienza, nell’ascolto. Tradire la fiducia, questo può scatenare quell’energia. Senza che niente possa diluirla. (foto risalente al passato dolce da ricordare. In cui la super fidanzata e il suo fidanzato erano in visita pastorale presso la diocesi di Franz). Forse essere felici per una vita intera sarebbe quasi isopportabile.

Ragioni semplici per tirare dritto

playboyC’è chi ha le gambe buone, può fare l’attaccante. c’è chi ha il fiuto: può fare affari. c’è chi è arrivato a vent’anni. c’è chi sta in giro, perchè ha paura di una scelta. c’è chi succhia vita e chi la presta. c’è chi passa giorni dietro a una scrivania. chi li passa sotto una scrivania. c’è chi ha capito che con un macchinone si compra di più che con un libro. c’è chi ha capito che con un paio di tette in vista si lavora molto meglio che con una laurea. e chi non ha ancora capito, ma osserva. Le persone più interessanti che conosco non hanno nessuna idea di cosa saranno domani. Sogni. Le persone più noiose che io conosca sono quelle che danno consigli a tutti, per non darseli da soli. C’è chi ha paura di cambiare e chi si accontenta. Nessuno dei due gode. c’è chi gode, perchè non si fa problemi, e chi gode facendoseli. Perchè a piangersi addosso ci si sente più importanti. C’è chi osserva e prova a esserci. E tutto questo in riferimento esplicito alla nostra chiaccherata di ieri sera: a dare senza aspettarsi indietro nulla non si sbaglia mai… e forse è il modo più bello di amare. Non so, io osservo, dalla alto del mio narghilè, con grosse boccate di fumo azzurro. Mai come ieri, non si torna mai indietro. e niente torna indietro. Che cavolo stai dicendo WillY?